Mattek-Sands, lockdown di lavoro... con un aiuto italiano



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Mattek-Sands, lockdown di lavoro... con un aiuto italiano

Senza obiettivi all'orizzonte, è dura rimanere motivati. Persino Roger Federer ha ammesso che in questo periodo non si sta allenando. “Non mi servirebbe” ha tagliato corto. La stessa Petra Kvitova, quando ha ripreso una racchetta in mano, ha riconosciuto quanto sia difficile trovare la spinta per alzarsi ogni mattina e dividersi tra campo e palestra.

Tutti sperano che il circuito mondiale possa riprendere a settembre: se davvero sarà così, che senso ha trovare la forma ideale con oltre tre mesi d'anticipo? Sacrosanto. Però c'è il rischio opposto: lasciarsi andare e perdere una forma anche solo accettabile.

Per questo, è interessante – e istruttivo – dare un'occhiata alla routine di Bethanie Mattek-Sands, numero 20 del ranking WTA di doppio. I numeri, tuttavia, faticano a descrivere la sua popolarità.

L'hanno soprannominata “Lady Gaga del tennis” per il suo abbigliamento stravagante e una naturale predisposizione allo show. I suoi calzettoni non fanno più notizia, e nemmeno alcuni abiti ai limiti del credibile.

Qualche anno fa giocò il Roland Garros con una canotta bianca, decorata di... ciliege! Il top l'aveva raggiunto qualche anno fa, quando si presentò al party pre-Wimbledon con un improbabile abito cucito con palle da tennis.

Era inevitabile che ATP e WTA, nelle loro prove tecniche di unione, abbiano scelto proprio lei per condurre “Tennis United”, il magazine unisex che racconta la vita dei giocatori fuori dal campo. Ma attenzione: Bethanie è un'ottima giocatrice, nonché una valida professionista.

Tre anni fa, già “vecchiotta”, si ruppe il ginocchio durante Wimbledon. Fu una scena drammatica, tra lacrime e disperate richieste d'aiuto. Aveva vinto gli ultimi tre Major insieme a Lucie Safarova, sognava il Grand Slam.

Invece rimase ferma un anno per la rottura completa del tendine patellare, infortunio piuttosto raro per una tennista. “È più frequente nei giocatori di football o basket” disse il medico che l'ha operata.

Oggi Bethanie ha 35 anni, ha mollato il singolare (è stata al massimo numero 30 WTA) e continua a giocare per amore del tennis. Non ne avrebbe bisogno, giacché ha intascato quasi 8 milioni in premi ufficiali e ha anche alcuni sponsor.

“Il doppio è un grande spettacolo: ci sono tattiche, strategie, tante sfaccettature che lo rendono interessante” dice per giustificare la sua scelta di andare avanti, con un sorriso perennemente stampato in faccia.

Avrebbe avuto ottimi motivi per lasciarsi andare, invece ha stabilito una routine impeccabile. Fortunata, viste alcune circostanze favorevoli, ma davvero ammirevole. “Una sera di marzo ero a cena a Indian Wells, stavo aspettando l'ordine di gioco del giorno dopo, poi è giunta la notizia della cancellazione – dice la Mattek Sands – è stato il primo grande evento annullato a causa del coronavirus.

Rimasi un po' sorpresa perché si pensava che avessero un po' esagerato. Col senno di poi, invece, è stata la scelta giusta”. Ha poi definito “inquietante” l'esperienza vissuta il giorno dopo all'Indian Wells Tennis Garden.

Di solito il grande prato si riempie di giocatori che si allenano, il pubblico si affaccia a curiosare... invece quel giorno c'erano soltanto un paio di coach e tennisti che vagavano senza meta. “Non sapevamo cosa fare, e nemmeno cosa sarebbe successo”.

Senza grosse informazioni su cosa sarebbe successo, i giocatori avevano tre opzioni: restare in California ad allenarsi, spostarsi a Miami oppure tornare a casa. Lei ha optato per la prima opzione, sbrigando alcuni obblighi di natura commerciale.

Abitando negli Stati Uniti, non ha avuto problemi a trasferirsi a Phoenix, dove risiede. Con lei, oltre all'inseparabile marito Justin Sands (ex giocatore di football) c'era anche il siciliano Ettore Zito, che da qualche tempo la segue come sparring partner.

In quei giorni l'Italia era il Paese più colpito, e la difficoltà nel viaggiare ha impedito a Zito di tornare in Italia. Allora è rimasto a Phoenix insieme ai coniugi Sands, sfruttando la loro ospitalità e il campo da tennis privato che ha permesso di proseguire gli allenamenti.

“È stato fondamentale mantenere un buona routine – dice l'americana – anche se so di potermi allenare in qualsiasi momento, ho stabilito degli orari per lavorare. In momenti di incertezza, è importante trovare punti di riferimento”.

La sua giornata è ordinata, scandita. Si sveglia alle 7 e dedica un'ora a se stessa, tra meditazione e lettura. L'ha chiamata “Power Hour”, lo spazio in cui si carica di energie. A colazione mangia frittelle con gocce di cioccolato e si concede una tazza di caffè italiano, sfruttando il buon gusto dell'ospite.

Messo un po' di carburante in circolo, trascorre un'ora in palestra tra riscaldamento ed esercizi, poi sfrutta il campo privato per allenarsi 120-150 minuti con Zito. “È il momento giusto per provare alcuni cambiamenti nel mio gioco – racconta – solitamente i tennisti non hanno pause di questo tipo, quindi è stato divertente testare alcune cose.

Se sbagli, hai tutto il tempo per tornare indietro”. La presenza di Zito torna utile anche a pranzo, visto che l'italiano prepara con piacere specialità italiane. Nel tempo libero, la Mattek-Sands rimane sui social media, registra alcuni video oppure si dedica a Tennis United.

Nel pomeriggio, altra sessione di allenamento sul campo, dopodiché c'è il suo Happy Hour. Ma niente aperitivi: semplicemente, continua a giocare a badminton o cornhole, sport un po' strambo che è un po' una via di mezzo tra basket e bowling.

Fedele al suo spirito competitivo, Bethanie vuole sempre vincere. “Voglio diventare la migliore atleta di sempre... nel giardino di casa!”. Di sera si concede un po' di tempo per portare a spasso il suo cagnone, Ruger, 65 chili di simpatia.

Prima di andare a letto, si tuffa ancora un po' nella virtualità da social network, poi spegne il telefono. “A un certo punto è meglio chiudere tutto, altrimenti non fai altro che scrollare la timeline”.

C'è da credere che alla ripresa troveremo una giocatrice in gran forma, e super-motivata. Pur essendo una delle poche giocatrici esente da preoccupazioni per il futuro, non ha perso la sua spinta agonista. Notevole.

“So che molti tennisti non sanno cosa fare – dice, alludendo ai colleghi di bassa classifica in difficoltà economiche – però posso dare loro un consiglio: usare certe abilità a loro vantaggio.

Possono fare da mentori, o magari allenare. La prima cosa è rilassarsi e respirare, poi rendersi conto che ci sono altre opzioni”. Tutto vero, ma è curioso che a dirlo sia proprio lei, l'infaticabile Bethanie Mattek-Sands.

A parte l'agonismo sfrenato, per lei non ci sono altre opzioni. Proprio no. Anche il sogno di mettere su famiglia con il suo Justin può aspettare.