Shanghai: “Se necessario, noleggeremo un aereo per portare i tennisti”



by   |  LETTURE 1554

Shanghai: “Se necessario, noleggeremo un aereo per portare i tennisti”

Modifiche e spostamenti arriveranno a breve, ma il calendario ATP del 2020 (o meglio, quel che ne rimane), prevede ancora un buon numero tornei in Asia. L'evento principe rimane il Rolex Shanghai Masters, attualmente in programma dall'11 al 18 ottobre.

Se fossero vere (e sono vere) le indiscrezioni secondo cui il Roland Garros potrebbe chiudersi l'11 ottobre, è altamente probabile che l'intera stagione asiatica possa slittare di qualche settimana. Come è noto, il COVID-19 si è originato proprio in Cina.

La pioggia di cancellazioni è partita proprio da lì, con l'annullamento di una serie di ATP Challenger inizialmente previsti a marzo. E allora vale la pena capire come si stanno organizzando a Shanghai, laddove si gioca uno dei tornei più ricchi del calendario, nonché vincitore degli Awards come miglior Masters 1000 per cinque anni consecutivi, dal 2009 al 2013 (salvo poi essere scalzato da Indian Wells).

Sin da marzo, la città di Shanghai sta cercando di ricreare una sorta di normalità. Allo stesso tempo, c'è grande attenzione nell'evitare i casi d'importazione, e sono state stabilite severe linee guida.

Nonostante l'epicentro di Wuhan si trovi ad appena 800 km di distanza (ed è sede di un ricco WTA Premier 5), Shanghai è riuscita a tenere la situazione sotto controllo. La prima domanda è scontata: a ottobre, gli stranieri potranno entrare in Cina? Intervistato dalla giornalista francese Carole Bouchard, il direttore del torneo Michael Luevano ha fatto il punto della situazione, mostrando un certo ottimismo.

“Se il mondo tornasse a una parvenza di normalità, il nostro torneo sarebbe in una posizione ideale. Il vero problema potrebbero essere le restrizioni di viaggio. In questo momento stiamo valutando una serie di possibili soluzioni, ma la decisione finale spetta al governo: saranno loro a stabilire se ospitare un evento sportivo su larga scala, o anche soltanto a porte chiuse.

Secondo Luevano, c'è ancora tempo. Una possibile deadline potrebbe essere tra la fine di agosto e l'inizio di settembre. Conterà la posizione dell'ATP, ma l'ultima parola spetterà comunque alla politica.

“La nostra azienda non si limita al torneo di tennis, ma organizziamo anche molti altri eventi, tra i quali il GP di Formula 1 e l'atletica leggera – prosegue Luevano – alcuni eventi sono stati spostati in autunno, ma senza una data precisa.

È normale: la situazione varia di settimana in settimana. Siamo ottimisti, poi abbiamo il vantaggio di essere un'entità governativa: se il torneo non si potrà giocare, saremo pronti per il 2021 senza subire un grande impatto.

La Cina è entrata a gamba tesa nell'organizzazione di tornei una ventina d'anni fa, con l'organizzazione di un primo Masters a Shanghai (2002), poi la creazione dell'imponente Qi Zhong Stadium ha permesso di ospitare nuovamente le ATP Finals dal 2005 al 2008.

L'anno successivo si sono presi un posto nel calendario, come tappa principale della stagione asiatica post Us Open. Il loro potere economico dovrebbe metterli al riparo dalla crisi in arrivo. “Ci saranno alcune piccole imprese che non saranno in grado di sopravvivere – dice Luevano – spero di no, ma penso che ci sarà un impatto.

Quanto all'ATP, penso che resisterà. Il principale flusso di entrate per l'ATP è il Masters: riuscissero a organizzarlo, si metterebbero al riparo dal punto di vista economico. Non dovessero farcela, potrebbe esserci qualche cambiamento al modello di business”.

Si dice sempre che da un disastro, o da una cattiva situazione, nascano le opportunità. Secondo Luevano, potrebbe essere la volta buona per migliorare il sistema e “ripulire” il calendario. “Questo momento ci ridefinirà come sport”.

Gli è stato chiesto un parere anche sullo spinoso tema dei giocatori di bassa classifica, che da un giorno e l'altro si sono ritrovati senza entrate. La risposta di Luevano è interessante: “Da essere umano, direi che il sostegno dovrebbe esserci.

Senza dubbio. Ma da uomo d'affari... non so. Se fossi stato un imprenditore e avessi tentato di avviare un'azienda, senza riuscirci... nessuno mi avrebbe salvato. Spero che possa esserci qualche cambiamento in positivo per giocatori e tornei, ma bisogna essere realisti”.

Per adesso, Shanghai naviga a vista, monitorando la situazione a livello nazionale e internazionale. È una sorta di Risiko, in cui si devono pianificare diversi scenari di guerra, senza sapere quale si concretizzerà.

“Per fortuna abbiamo un certa esperienza, quindi saremmo pronti a gestire almeno 3-4 possibili scenari – prosegue Luevano – per esempio, un torneo a porte chiuse o la necessità di mettere in quarantena i giocatori in un determinato hotel.

Oppure noleggiare un aereo: se i giocatori potessero entrare in Cina, potremmo metterli su un aereo e trasportarli a Shanghai. Siamo pronti a fare tutto il possibile per l'ATP, la città di Shanghai e il nostro pubblico.

Sono ottimista e motivato. Tuttavia, è ancora troppo presto per avere un'idea precisa: prima dobbiamo vedere cosa succede, per esempio, negli Stati Uniti. Noi saremmo disponibili anche a spostarsi più in avanti in calendario”.

Questo scenario ha una logica, perché l'inserimento di un Masters 1000 subito dopo il Roland Garros sarebbe troppo penalizzante, a maggior ragione con un viaggio intercontinentale in mezzo. Shanghai è in contatto con il China Open di Pechino, maxi-evento che ospita un ATP 500 e un Premier Mandatory al femminile.

Secondo Luevano, a Pechino la situazione è più complessa: difficilmente, la Commissione Sportiva della capitale deciderà di ospitare un torneo e non l'altro. “Ad ogni modo siamo in contatto con tutti gli eventi, compresi Chengdu e Shanghai.

Stiamo affrontando insieme questa situazione, perché il calendario subirà parecchie modifiche se la situazione si protrarrà durante l'estate”. Scenario pressoché certo, perché lo svolgimento del Roland Garros in settimane solitamente destinate ai tornei asiatici comporterà qualche spostamento, anche se Andrea Gaudenzi ha già fatto sapere che potrebbe essere inserito qualche ATP 250 nelle seconde settimane degli Slam.

Insomma, aspettiamoci un calendario “creativo”. La certezza è che la Cina è pronta. E non ha nessuna intenzione di mollare.