Quel promettente “Roger” a Beverly Hills 90210


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Quel promettente “Roger” a Beverly Hills 90210

Anni 90. Decennio incredibile, sottovalutato, schiacciato tra la spensieratezza degli eighties e la voglia di scoprire cosa sarebbe successo nel 2000. Gli anni in cui “perché” diventava “xké” e “TVB” era l'acronimo per eccellenza, in nome di una società sempre più digitale ma ancora legata a schemi del passato.

Fu decennio in cui si è raggiunto l'equilibrio perfetto (ma fragile) tra mondo analogico e quello digitale. Un equilibrio che non tornerà mai più. Nel tennis siamo partiti con Andre Agassi ossigenato, le ultime battaglie tra Edberg e Becker, il dominio della Graf offuscato dai grugniti della Seles.

Abbiamo terminato con Andre uscito sconfitto dall'eterna rivalità con Pete Sampras (sfida-simbolo del tennis di quegli anni) ma calvo, calmo, riflessivo, maritato con Steffi Graf. Nel frattempo stava emergendo colui che avebbe preso in mano il nostro sport negli anni a venire.

Un ragazzo coi capelli ossigenati, un po' ribelle, con la tendenza a innervosirsi durante le partite. Si chiamava Roger Federer. Tra le icone degli anni 90 c'è anche Bevely Hills 90210, telefilm-cult che ha fatto appassionare intere generazioni di ragazzini e post-adolescenti.

Un successo clamoroso, su scala globale, sconfinato in feticci come diari, poster, album delle figurine. Le ragazze si dividevano tra il ciuffo ribelle di Brandon Walsh e il bello e dannato Dylan McKay (interpretato da Luke Perry, RIP); gli ormoni dei ragazzi erano in fibrillazione per la bionda Kelly e la mora Brenda.

Che poi, a vederle oggi, insomma... Ma cosa c'entra tutto questo col tennis? Poco, in effetti. A parte quella strana puntata, la diciannovesima della prima serie, andata in onda per la prima volta negli Stati Uniti l'11 aprile 1991 (mentre la “prima” italiana sarebbe arrivata un paio d'anni dopo, il 4 febbraio 1993).

Da noi l'hanno intitolata “Amore e Odio”, mentre il titolo originale era “April is the cruelest month” (Aprile è il mese più crudele). Anche il titolo avrà un ruolo nella nostra suggestione.

La puntata racconta la storia di Roger Azarian (già, Roger...), vero e proprio Golden Boy del West Beverly High. Definito “studente modello, organizzatore di dibattiti sulla sensibilizzazione ambientale”, al punto da essere ricevuto dal governatore.

Ma, soprattutto, grande promessa del tennis. Le prime scene della puntata sono realizzate proprio su un campo da tennis. Con “Would I lie to you?” degli Eurythmics come sottofondo, c'è Azarian (interpretato da Matthew Perry, che da lì a poco sarebbe diventato famosissimo come Chandler della mitica sitcom “Friends”) intento a tirare pallate su un campo in cemento.

Il suo coach, aiutato da una macchina lanciapalle (il “drago” con cui era cresciuto Agassi?) lo bombarda di palline e lui si rivela piuttosto bravo. Pur essendo il 1990, “Roger” gioca con una racchetta di legno poco adatta al suo stile, molto aggressivo, che sembra mutuato dai dettami di Nick Bollettieri.

Tira un curioso rovescio a una mano. “Borg usava una racchetta come questa” dice a Brandon Walsh, intento a seguire l'allenamento. “Quante volte ti alleni a settimana?” chiede Brandon “Dipende da quale faccia vedo nella palla” risponde Azarian.

Aspirante giornalista, Walsh scriveva per il “Blaze”, giornale della scuola, e lo corteggiava da tempo per ottenere un'intervista. Inizialmente Azarian non ne vuole sapere, poi si fa convincere quando Brandon gli dice che Bjorn Borg era diventato una stella solo dopo essersi concesso alla stampa.

Tra i due nasce uno strano legame e lì si sviluppa la trama della puntata. Si scopre che Azarian è in realtà molto fragile e ha un rapporto conflittuale con il padre. Ha scritto una sceneggiatura in cui immagina di ucciderlo.

Brandon capisce che potrebbe esserci del vero e gli sta addosso, scoprendo che in realtà Azarian nutre istinti suicidi. Riesce a salvarlo e la puntata termina con i due a osservare una partita dei Los Angeles Dodgers in una stanza di neuropsichiatria, laddove Azarian era stato ricoverato.

Al netto della fiction, per chi ama il tennis è una puntata dal forte valore simbolico. Azarian può essere considerato un po' Agassi, un po' Federer. Non sappiamo se gli sceneggiatori abbiano in qualche modo pensato ad Agassi: quel che è certo è che il Kid si chiamava “Aghassian”, in virtù delle origini iraniane di papà Mike, ed è quasi comico un passaggio in cui il padre (il “self made man” George Azarian) informa di essere andato a pranzo con un certo...

Pete Garrison! L'evocazione di Pete Sampras, e magari di Zina Garrison, era soltanto una casualità? Ciò che impressiona, tuttavia, è il potere predittivo della puntata. A un certo punto, si vede Azarian a colloquio con uno psicologo, proprio come sarebbe accaduto ad Agassi nel tentativo di tenere a galla il matrimonio con Brooke Shields.

Le suggestioni si fanno ancora più curiose se associamo Azarian a Roger Federer. Intanto per la scelta del nome di battesimo: “Roger” non è esattamente il nome più utilizzato negli Stati Uniti, e impressiona che una giovane promessa del tennis (“È destinato a diventare uno degli atleti più famosi degli anni 90, forse anche il più ricco” viene detto durante la puntata) sia stato chiamato proprio così.

Impressiona che utilizzi una racchetta di legno, proprio come Roger Federer da piccolo. E che tirasse il rovescio a una mano, come Federer. Senza contare che Matthew Perry sarebbe diventato un grande tifoso di Federer: lo ha incitato un paio di volte via Twitter, sempre in occasione di una finale di Wimbledon: nel 2012 contro Andy Murray e nel 2017 contro Marin Cilic.

Tra l'altro è andato a seguirlo dal vivo allo Us Open, in occasione del match del 2011 contro Jo Wilfried Tsonga. L'ultima suggestione riguarda il titolo originale della puntata: “Aprile è il mese più crudele”.

In realtà è così perché era il mese in cui bisogna fare i conti e pagare le tasse, come viene detto dalla madre di Brandon durante l'episodio... ma aprile è stato certamente il mese più crudele nella carriera di Roger Federer: è quello in cui ha vinto meno titoli (5 su 103), peraltro considerando i tre successi a Miami, che si gioca quasi per intero a marzo.

Di più: è anche il mese in cui ha incassato il primo dei quattro 6-0 subiti in carriera (a Monte Carlo 1999, contro Vince Spadea). Volendo forzare la suggestione, accomunando le difficoltà di Roger Federer e Roger Azarian, con la puntata andata in onda nel 1991...

fu l'anno dell'unico (e mitologico) 6-0 6-0 incassato da Federer in tutta la sua vita. Lo svizzero aveva dieci anni quando perse da Reto Schmidli presso il Grussenholzli Tennis Center di Pratteln, in Svizzera. Una storia curiosa, divertente, simpatica.

Per noi è stato un pretesto per fare un tuffo nei mitici anni 90. Non c'è una morale, se non un'imbeccata: se in qualche fiction di successo vedete impersonare una giovane promessa del tennis, beh... attenzione. Potrebbe esserci qualche indizio per il futuro.