Roland Garros: la FFT “apre” alle porte chiuse. E versa 35 milioni al movimento


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Roland Garros: la FFT “apre” alle porte chiuse. E versa 35 milioni al movimento

Porte chiuse. Pubblico a casa. Silenzio surreale. L'incubo COVID-19 rischia di equiparare gli appassionati di tennis al peggior pubblico calcistico, le cui intemperanze – di tanto in tanto – costringono a far giocare le partite senza pubblico.

La pandemia ha cambiato tutto, cancellando centinaia di eventi sportivi. E allora, la possibilità di riprendere in modo "alternativo" è sempre più concreta. Le esibizioni in Germania e negli Stati Uniti ci hanno dato un assaggio di quello che potrebbe essere.

Clima spettrale, fantasmi al posto di raccattapalle e giudici di linea. Non un bello spettacolo. Ma il business è importante, e la voce “biglietteria” non è sempre la principale. Per questo, il Roland Garros “apre” alla possibilità di giocarsi a porte chiuse.

La novità è clamorosa perché soltanto qualche giorno fa il Ministro dello Sport francese, Roxane Marcineau, aveva escluso uno scenario con eventi sportivi senza pubblico. A cambiare tutto è un'intervista a Bernard Giudicelli, presidente FFT, al "Le Journal du Dimanche", subito diventata virale.

Il ragionamento è semplice: giocare sarebbe comunque preferibile, perché permetterebbe la messa in moto del business. “Mi riferisco ai diritti televisivi e agli sponsor. Sono aspetti che non possono essere trascurati” ha detto Giudicelli, sempre più convinto che la scelta di “forzare” il calendario, auto-programmandosi in autunno, sia stata giusta.

Come è noto, Parigi ha scelto due settimane a cavallo tra settembre e ottobre, attirandosi prima le antipatie e poi una vaga comprensione dell'establishment tennistico. “Hanno agito d'impulso dopo un discorso di Macron, un po' li capisco” aveva detto Andrea Gaudenzi, a polemica ormai rientrata.

“Ci siamo posizionati il più lontano possibile nel calendario, con l'obiettivo di non danneggiare i grandi eventi, senza coinvolgere nessun Masters 1000 o Slam. L'evoluzione degli eventi sembra dimostrare che abbiamo fatto bene” dice Giudicelli, che vede di buon occhio anche il probabile slittamento di una settimana (“20 o 27 settembre non cambia molto: sono in contatto costante con Gaudenzi, Steve Simon e Dave Haggerty.

Tra una settimana è prevista una riunione per valutare i progressi, ma è troppo presto per determinare con precisione il programma”). Certo, a ottobre le giornate sono più corte e le temperature più basse, ma l'impianto di Bois de Boulogne è pronto alla sfida: da una parte il tetto sul Campo Chatrier, dall'altra le luci artificiali per prevenire le sospensioni per oscurità.

In realtà, nel 2020 l'illuminazione era prevista per soli 4 campi, per poi essere estesa nel 2021 a tutto l'impianto. Chissà che la particolarità della situazione non spinga ad anticipare l'operazione.

Tornando alla decisione di far giocare il torneo in settembre, Giudicelli ha spiegato le ragioni. “È stata una scelta consapevole e responsabile. Lo dico come se fossi un buon padre: il torneo è la forza trainante del tennis francese, la fonte da cui si nutrono i nostri giocatori, il nostro ecosistema.

In questi momenti abbiamo pensato soprattutto a loro, per proteggerli”. Mostrando un apprezzabile buon senso, il presidente FFT ha ammesso che non saranno gli organizzatori a decidere, ma il virus. “Siamo come giocatori di tennis: restiamo concentrati sulle cose da fare, quello che possiamo controllare.

Ovvero, organizzare un torneo nelle migliori condizioni. Ci sono tante domande a cui dare risposta. Avanziamo, esploriamo”. Mancano oltre 4 mesi all'ipotetico svolgimento del torneo, e la FFT ha già effettuato la prima mossa in linea con la possibile strategia: rimborsare i biglietti già acquistati.

In questo modo potranno pianificare una nuova messa in vendita che tenga conto della situazione. Altrimenti, giocare senza pubblico. Le scene che abbiamo visto nei giorni scorsi non sono delle migliori: l'assenza di gente toglie atmosfera e passione agli incontri.

Se è stato così in piccoli club tedeschi e americani, possiamo soltanto immaginare due top-10 darsi battaglia su uno Chatrier deserto. Tuttavia, quando l'alternativa è niente... “è meglio piuttosto”.

È ancora presto, ma le parole di Giudicelli segnano un passaggio fondamentale: non c'è più l'opzione: “o pubblico o niente”, ma si valuta anche la soluzione ibrida. Nel corso della stessa intervista, Giudicelli ha illustrato il piano per aiutare i praticanti francesi.

Nelle scorse settimane erano stati annunciati aiuti per 35 milioni di euro, in attesa di dettagli. E i dettagli sono arrivati. “I club riceveranno circa il 60% di questo fondo, ovvero circa 21 milioni – dice Giudicelli – il 17% andrà ai tornei internazionali e agli arbitri professionisti, mentre circa il 10% sarà destinato ai maestri indipendenti, coloro che non sono assunti e non hanno accesso alla cassa integrazione”.

La FFT non dimentica neanche i giocatori di livello che potrebbero essere esclusi dal fondo di emergenza in via di definizione dai sette organi di governo del tennis mondiale (ATP, WTA, ITF e i quattro Slam): 6 milioni che dovrebbe aiutare circa 800 professionisti.

Dovendo dividerli tra uomini e donne, è pacifico che i tennisti fuori dalla 500-600 posizione potrebbero restare fuori. Per questo, la FFT ha previsto 3,5 milioni di euro (il restante 10%) per i professionisti francesi che non avranno accesso al fondo internazionale, perché privi di una classifica ATP-WTA sufficiente.

“Senza dimenticare i giocatori di padel, beach tennis e wheelchair tennis. In questo periodo ho parlato con molti di loro. Una delle prime è stata Myrtille Georges: mi ha spiegato che, in assenza di tornei, a breve non avrebbe saputo come pagare l'affitto e fare la spesa”.

Oggi sarà un giorno importante per il tennis francese, perché riprenderà l'attività nei circoli affiliati. Ci saranno una serie di restrizioni e ci si dovrà limitare soltanto al singolare all'aperto.

Tuttavia, saranno possibili anche le lezioni individuali. Il prolungamento dello stato di allerta ha imposto il rinvio del torneo organizzato da Patrick Mouratoglou nella sua accademia in Costa Azzurra: inizialmente previsto per il 16-17 maggio, adesso dovrebbe scattare il 13-14 giugno.

Nella speranza che i dati del contagio continuino a calare, spalancando la possibilità di giocare a porte aperte, rendendo inutile quanto scritto finora. Ne saremmo felici. Incrociamo le dita.