Il Roland Garros rimborsa tutto! Roma, e adesso?


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Il Roland Garros rimborsa tutto! Roma, e adesso?

Migliaia di persone avevano acquistato i biglietti per il Roland Garros 2020. Qualche ora fa, hanno ricevuto una mail: c'era scritto che avrebbero riavuto i soldi spesi, fino all'ultimo centesimo. A più di quattro mesi dall'ipotetico svolgimento, la FFT (federtennis francese, proprietaria del torneo) ha capito che l'eventuale Roland Garros 2020 non potrà svolgersi in condizioni normali.

Da lì, ovvia conclusione: restituire tutto. “Stiamo lavorando con le autorità francesi per definire le misure appropriate, che garantiranno salute e sicurezza – recita la mail, che è anche un comunicato ufficialein attesa di definire i nuovi scenari, la federazione ha deciso di annullare e rimborsare i biglietti già acquistati per il torneo del 2020.

L'attuale situazione sanitaria legata al COVID-19 e le dimensioni della pandemia stanno causando incertezza per tutti gli eventi che attirano pubblico da tutto il mondo”. Confermando la policy utilizzata nel 2019, i rimborsi avverranno automaticamente sul conto collegato alla carta di credito utilizzata per l'acquisto.

Il denaro sarà riaccreditato entro fine maggio. Per chi ha acquistato i tagliandi in altri modi (per esempio, nelle biglietterie sparse sul territorio francese), le modalità di rimborso saranno comunicate nei prossimi giorni.

“Vi terremo costantemente informati sugli sviliuppi: questa particolare edizione autunnale si svolgerà nel segno della solidarietà”. La scelta dei francesi va commentata sotto due aspetti: quello pratico e quello etico. 1) Sul piano logistico, abbiamo una certezza: il Roland Garros 2020 (ammesso che si giochi) sarà surreale.

Di sicuro non si giocherà a porte chiuse: lo ha annunciato il Ministro dello Sport francese, Roxana Maracineanu. E allora? È (molto) probabile una nuova messa in vendita dei biglietti, ma con formule completamente diverse.

C'è da credere che potrebbe giocarsi a capienza ridott(issim)a. E chissà che non possano limitare l'accesso ai soli spettatori francesi: se lo sta ipotizzando l'Australian Open, al via quattro mesi dopo, perché non potrebbe fare altrettanto il Roland Garros? I nuovi accorgimenti sono incompatibili con i biglietti già acquistati, dunque è stato scelto di azzerare ogni traccia del torneo primaverile e apparecchiare una nuova organizzazione.

Tra l'altro, secondo il quotidiano “Le Parisien”, il torneo sarà ulteriormente rinviato di una settimana: non si giocherà dal 20 settembre al 4 ottobre, ma dal 27 settembre all'11 ottobre.

In questo modo sarà possibile giocare le qualificazioni dal 21 settembre (inizialmente non previste), dando maggior respiro tra l'eventuale fine dello Us Open e l'inizio del Roland Garros, magari con qualche torneo di preparazione.

Andrebbe meglio anche per TV e sicurezza pubblica: nel weekend del 19-20 settembre, infatti, sono previste la 24 Ore di Le Mans e le ultime due tappe del Tour de France, con arrivo proprio ai Campi Elisi. Meglio evitare antipatiche sovrapposizioni.

In sintesi, questa scelta è simbolo di rassegnazione: il Roland Garros 2020 sarà ad accesso limitato. Ammesso che si giochi. 2) La seconda considerazione – doverosa – riguarda il confronto con Roma. Detto che Parigi ha un peso ben diverso nel calendario, l'atteggiamento degli organizzatori francesi assume ancora più valore se confrontato con quello degli italiani.

Basta fare un giro sui siti specializzati, o anche soltanto su diverse pagine social, e ci si immerge in un grido di dolore (e di rabbia) di tanti appassionati che avevano acquistato i biglietti per gli Internazionali BNL d'Italia a maggio, ancora in attesa di sapere se riavranno i loro soldi.

La storia è nota, ma vale la pena ricostruirla: i biglietti per Roma sono stati acquistabili fino al 24 marzo, a rinvio ampiamente annunciato. Le prevendite sono state bloccate qualche ora dopo la pubblicazione di un nostro articolo che illustrava l'anomalia.

Sul sito ufficiale del torneo è stato poi pubblicata una comunicazione in cui si dice che il torneo non è stato annullato, ma soltanto “rinviato”. Per questo, non sono ancora state comunicate le modalità di “riprotezione” dei biglietti.

Il termine “riprotezione” ha messo in allarme molti appassionati, che si domandavano cosa significasse. Abbiamo provato a spiegarlo, e le possibili interpretazioni non sono esattamente edificanti. Nel frattempo, i canali ufficiali continuano a predicare ottimismo.

Nell'edizione del 3 maggio del “Foglio”, Angelo Binaghi ha detto che “Se non ci saranno scenari apocalittici, gli Internazionali d'Italia si faranno sempre a Roma nel mese di settembre o ai primi di ottobre”.

Detto che, con lo spostamento del Roland Garros fino all'11 ottobre, il secondo scenario è ormai da escludere, la speranza di giocare a Roma è affidata alle due settimane “cuscinetto” tra New York e Parigi.

Altrimenti si pensa a un torneo indoor a Milano o a Torino, tesi sposata anche dal consigliere federale Max Giusti, il quale ha detto che sarebbe “l'uomo più felice del mondo” se il torneo si salvasse e si giocasse anche a Milano, al coperto.

C'è poi l'incognita legata alle ATP Finals. Previste dal 15 al 22 novembre per l'ultima edizione londinese, in caso di spostamento, la 02 Arena di Londra non avrebbe altre date disponibili: in quel caso si potrebbe anticipare il quinquennio torinese.

“Anche se si tratta comunque di fantascienza” ha detto Binaghi, sempre al Foglio. Insomma, grande incertezza ma neanche una parola sui biglietti. Eppure è pacifico che i tempi per attivare le procedure di rimborso siano maturi.

Qualsiasi soluzione, compreso un auspicabile svolgimento romano a settembre, impone il rimborso completo dei biglietti per l'edizione di maggio. Se a Parigi hanno già la certezza di non poter organizzare il torneo in condizioni normali, come si può pensare di farlo a Roma, considerando che l'Italia ha più casi e più vittime della Francia? Anche in caso di assembramenti autorizzati, tuttavia, non sarebbe corretto obbligare gli appassionati ad assistere in settembre-ottobre a un evento inizialmente previsto a maggio.

Gli episodi del passato, tuttavia, non alimentano l'ottimismo di chi rivorrebbe indietro i soldi: lo scorso anno, il “mercoledì nero” degli Internazionali BNL d'Italia creò un papocchio senza precedenti.

Vale la pena ricordare i fatti: con un tempo da lupi, la giornata fu costellata di rinvii nella speranza di mandare in campo almeno un match, sollevando gli organizzatori dall'obbligo di rimborso. Sarebbe bastato anche un solo quindici.

Nonostante la cancellazione completa, i biglietti furono resi validi per la prima parte del giorno successivo, creando disordini, proteste e assembramenti. Come se non bastasse, le pratiche per ottenere i rimborsi erano piuttosto complicate: per ottenere l'agognato rimborso, i possessori dei biglietti avrebbero dovuto recarsi nelle biglietterie muniti di biglietto “integro e originale”, oltre a documento d'identità.

Chi era fisicamente impossibilitato a recarsi nelle biglietterie romane, doveva inviare il tutto tramite raccomandata con ricevuta di ritorno. Manovre piuttosto complicate anche per chi li aveva acquistati online. Qualche settimana dopo, ha piovuto su Parigi nel mercoledì della seconda settimana: bene, i francesi hanno garantito il rimborso con accredito automatico sul conto corrente, senza richiedere nessuna prova.

E hanno contattato direttamente chi li aveva acquistati in altro modo. Come se non bastasse, hanno regalato l'accesso all'impianto nel giorno successivo (campo Suzanne Lenglen compreso) a chiunque aveva i biglietti per il giorno piovoso.

Il tutto, senza togliere il diritto al rimborso. Una lezione di stile, ripetuta nel 2020 e ancora più meritoria, poiché il Roland Garros rappresenta quasi l'80% del fatturato FFT: circa 260 milioni di euro su 325.

Roma ha una grande occasione: dopo la brutta figura dell'anno scorso, ha la possibilità di non prendere un altro schiaffo morale da Parigi. Il treno sta passando di nuovo.