Circoli chiusi? No problem, la n.12 WTA si allena al confine di stato


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Circoli chiusi? No problem, la n.12 WTA si allena al confine di stato

Nonostante una semifinale allo Us Open e tre quarti a Wimbledon, Sjeng Schalken rischiava di passare alla storia per la sentenza di Agassi nel suo mitico “Open”. “È alto quasi due metri ma serve come uno di 170 centimetri”.

Adesso, grazie alla quarantena e a qualche servizio giornalistico, l'olandese (ex n.11 ATP) sarà ricordato per la sua generosità. Anche se, a ben vedere, potrebbe essere arrabbiato per la violazione della privacy.

Questa (divertente) storia, infatti, ci ha fatto scoprire dove abita. E visto che la sua abitazione non è esattamente come l'Area 51 o la Corea del Nord, il satellite impertinente di Google Maps ci ha permesso di vedere casa sua e riconoscere il campo privato in cui si è allenata Demi Schuurs, numero 12 del ranking WTA di doppio.

Una storiella divertente, che ha acceso l'interesse dei media olandesi e fiamminghi. E che magari aggiungerà una riga agli articoli sui confini di stato più curiosi. D'altra parte, Olanda e Belgio vantano già il curioso caso di Baarle-Nassau, cittadina olandese che al suo interno ospita Baarle-Hertog, exclave belga in territorio olandese.

Un paesino spezzato in due, con confini di stato ovunque, case divise a metà e cartelli stradali, e cabine telefoniche affiancate da bandierine che permettono di orientarsi. Talmente curioso da aver attirato parecchi turisti.

Non crediamo che ci sarà un assembramento di visite a Kessenich, villaggio belga al confine con l'Olanda. Al massimo, qualche feticista del tennis retrò. La Schuurs si fa allenare dal coach belga Philippe Goijens e, a causa delle limitazioni imposte dal governo olandese, i due non potevano più lavorare insieme.

Di solito fanno base presso la Limburgse Tennisacademie di Maaseik, in territorio belga. Con i confini chiusi, a darle una mano è arrivato Schalken. La sua abitazione si trova al confine tra Belgio e Olanda e comprende una piccola fattoria, con tanto di campo da tennis. L'ingresso della casa si trova a Kessenig, ma il campo si trova in territorio olandese.

La Schuurs entra nel terreno direttamente dal giardino, salvo poi ritrovarsi col suo allenatore (che invece entra dal portone di casa, in Belgio) su un campo in cemento in ottime condizioni. Tutto nasce da un messaggio Instagram della doppista olandese, che lo scorso 29 marzo pubblicava un annuncio quasi disperato: “C'è qualcuno a Limburg che abbia un campo da tennis in buone condizioni nel suo giardino, in modo che io lo possa utilizzare?”.

Già, perché in Olanda sono chiusi anche tutti i circoli. Qualcuno le ha risposto e ha fatto il nome di Schalken. Se due più due fa quattro, il contatto si è rapidamente concretizzato e così la Schuurs ha potuto riprendere allenarsi e rivedersi con il suo coach.

La storia ha destato la curiosità di alcune testate fiamminghe, piombate nella fattoria di Schalken a documentare la strana giornata di allenamento: mentre l'ex n.11 ATP allenava alcune giovani promesse sul campo, la Schuurs faceva preparazione atletica nel parcheggio.

Quando Schalken lasciava libero il campo, la Schuurs lo ha omaggiato con una bottiglia di vino e una scatola di cioccolatini. Un modo come un altro per ringraziarlo per l'ospitalità. “Non era necessario, sei sempre la benvenuta” ha risposto il 43enne.

I due si conoscono bene, da molto tempo. Quando era giovane, la Schuurs indossava gli abiti della linea di abbigliamento lanciata da Schalken. Oggi la sua abitazione sembra perfetta per destreggiarsi nel disordine da pandemia, pur senza violare le normative.

L'ingresso in Belgio e il giardino in Olanda, poi, sembrano fatti apposta per far incontrare la Schuurs con il suo allenatore. “Non so esattamente dove sia il confine di stato, credo da qualche parte tra il campo e la casa” dice la Schuurs, bloccata in Olanda dalle norme anti-COVID 19.

Alcuni media hanno romanzato la faccenda, dicendo che “probabilmente” la Schuurs attraversa il confine senza neanche accorgersene, violando le norme che impediscono l'espatrio. Detto che non avrebbe comunque commesso reati perché si tratta di proprietà privata, Google Maps non inganna: praticamente tutta la fattoria è in territorio olandese, mentre buona parte della casa, in effetti, si trova in Belgio.

Fino a quando il governo olandese non allenterà le misure di sicurezza e offrirà più opzioni di allenamento, il giardino di Schalken rimarrà il suo rifugio. La Schuurs è una specialista del doppio: negli ultimi due anni ha raggiunto le WTA Finals (nel 2018 con la Mertens, nel 2019 con la Groenefeld) e quest'anno aveva il grande obiettivo di giocare le Olimpiadi a Tokyo insieme a Kiki Bertens.

Spera di coronarlo nel 2021. Grazie ai circa 500.000 dollari intascati negli ultimi due anni, non ha particolari problemi economici. “Per fortuna mi sono creata una discreta riserva di denaro – racconta – inoltre adesso i costi si sono quasi azzerati perché non viaggio.

Certo, ho sentito di alcuni giocatori di livello più basso che non sanno bene come andare avanti. L'idea del fondo di solidarietà proposta da Djokovic è valida, ma non tutti potranno contribuire. Penso ai doppisti, i quali non possono permettersi di dare soldi ai colleghi”.

Nel 2020 non era partita benissimo: messa fine alla partnership con la Mertens, ha scelto di giocare con l'esperta Kveta Peschke, ma non ha ancora passato più di due turni in un singolo torneo. Ha giocato il suo ultimo torneo a Doha e i dati ufficiali parlano di un prize money di 26.229 dollari.

Discreta cifra, ma insufficiente per vivere di rendita. Per questo, ha già pensato a un'attività alternativa da svolgere insieme alla fidanzata Carmen Kuijer (l'olandese è dichiaratamente omosessuale), che peraltro l'ha anche accompagnata nelle sue sortite a casa di Schalken.

“Il lato positivo della quarantena è che adesso abbiamo tempo per fare più cose insieme”. Passeranno ancora più tempo in compagnia, perché a maggio darà lezioni di fitness per bambini e adolescenti proprio nella palestra di proprietà della compagna, la “Family of Movements” di Limburg.

Lo farà gratuitamente, per dare una mano alla persona con cui ha scelto di vivere. “Il momento più bella della mia vita? Il primo titolo WTA e la prima partecipazione alle WTA Finals. Ma anche intraprendere la convivenza è stato un bel momento, anche se non siamo ancora sposate e non abbiamo figli”.

Per il resto, il suo obiettivo è essere pronta quando ripartirà il circuito. Se sarà possibile, è grazie a Schalken. “Gli sono grata. Ho sentito dire che è ancora in ottima forma, credo che presto lo sfiderò”.