SuperTennis TV: in quanti la guardano?


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SuperTennis TV: in quanti la guardano?

Lo stop del tennis giocato ha avuto una serie di conseguenze. Senza tornei, anche i palinsesti si sono svuotati e le ore di diretta si sono improvvisamente azzerate. In Italia abbiamo il caso di SuperTennis TV, emittente all-tennis di proprietà FIT, che nel corso degli anni aveva costantemente rafforzato la sua offerta, puntando sempre di più sulle dirette. In assenza di eventi in diretta, la scelta è inevitabilmente ricaduta sulle differite. Per questo, è interessante fare il punto della situazione su un argomento che in passato è stato oggetto di forti polemiche: gli indici di ascolto, ovvero il numero di persone che seguono SuperTennis. Prima di entrare nel dettaglio, la “curva” si può riassumere così: dopo un'inizio in punta di piedi, con cifre decisamente modeste, c'è stata un'impennata nel quadriennio 2012-2015. Ancora oggi, il 2015 risulta l'anno con i migliori dati complessivi. Nel 2016 c'è stato un sensibile calo per ragioni che spiegheremo tra qualche riga, poi 2017 e 2018 hanno segnato una buona ripresa, sia pure su cifre inferiori rispetto al 2015. Tali numeri sono stati avvicinati nel 2019, anche se il progresso rispetto al biennio precedente non è stato strutturale, ma garantito grazie a un singolo evento. Ma partiamo dal fondo: il 2020 non è iniziato troppo bene per SuperTennis. Nonostante la novità ATP Cup, il mese di gennaio non ha fatto registrare progressi rispetto all'anno precedente (ascolto medio di 11.253 spettatori contro 11.623, con un calo del 3,2%). Il calo è stato ancora più sensibile a febbraio, ultimo mese di dirette ininterrotte. Se nel 2019, la sintesi mensile parlava di un ascolto medio di 16.936, nel 2020 ne ha registrati 13.755 (-18,8%). Paradossalmente, i dati di marzo sono più incoraggianti: se è vero che c'è stato un calo del 22,7% (da 16.023 a 12.384), dall'8 marzo in poi l'assenza di dirette poteva far pensare a un crollo che in realtà non c'è stato. Non è da escludere che i dati di aprile possano essere ancora più severi, poiché sarà il primo mese senza neanche un torneo live, ma l'impressione è che gli appassionati non rinuncino alla loro razione quotidiana di tennis, anche se si tratta di differite e/o match del passato. Nel corso degli anni, SuperTennis è diventata un punto di riferimento per ogni appassionato, non solo italiano. La trasmissione via satellite fa arrivare il segnale in buona parte d'Europa, garantendo tennis in chiaro anche in Paesi laddove non viene trasmesso (o c'è la pay-tv). Se è vero che app e offerte online, sempre più integrate con le Smart TV, sono economiche e di ottima qualità, rimane la comodità di un canale lineare che offre tantissimo tennis grazie al semplice telecomando. La parabola di SuperTennis è chiara: nato con altri obiettivi, tra cui la promozione dell'attività sul territorio italiano (inizialmente puntava molto sui Challenger), a partire dal 2012 ha aumentato spese, sforzi e investimenti acquisendo sempre più eventi. Non è un caso che la crescita maggiore sia arrivata in contemporanea all'acquisizione degli ATP 500 (nel 2012) e del circuito WTA (2013). Anni oggettivamente impetuosi, culminati nelle cifre-record del canale: maggio 2014 rimane il mese più visto (ascolto medio di 21.360 persone, con lo 0,21% di share). Non a caso, ci furono un paio di spinte: la finale romana di Sara Errani e la prima trasmissione live delle fasi finali del Masters 1000 del Foro Italico. Nel 2015 ci sono stati due mesi con ascolti medi superiori alle 20.000 unità (marzo e ottobre), con un dato medio annuo di 15.622. Ancora oggi, il dato migliore di sempre. Nel 2016 c'è stato un calo di circa il 30%, spiegato direttamente da Angelo Binaghi in un'intervista realizzata con chi scrive. Il calo avvenne per quattro ragioni.

1) Ci fu un cambio di banda per migliorare la copertura sul territorio, affidandosi a quella del Gruppo Telecom. Tuttavia era necessaria una risintonizzazione che non fu fatta immediatamente da tutti.
2) Cambiarono le famiglie-campione da cui vengono effettuate le rilevazioni Auditel.
3) Il calo arrivò soprattutto da regioni come Puglia e Alto Adige, i cui atleti (Pennetta, Vinci, Seppi) non avevano replicato i risultati del 2015. O si erano ritirati, come nel caso della Pennetta.
4) Scelte editoriali che non hanno pagato: con l'obiettivo di abbracciare una platea più ampia rispetto agli appassionati tradizionali furono introdotti nuovi format, risultati infelici. In effetti, programmi come “Ball Boys” e “Il Pallettaro” sono ancora oggi oggetto di facili ironie.

I dati diedero grossomodo ragione a Binaghi, poiché nel 2017 e nel 2018 – focalizzandosi sulle dirette dei circuiti ATP-WTA, SuperTennis ha recuperato circa il 60% di quanto perso nel 2016. Febbraio 2018, tra l'altro, ha restituito un ascolto medio mensile superiore alle 20.000 unità (non accadeva dall'ottobre 2015). È interessante il caso del 2019, anno del primo accordo con Sky Sport. Come è noto, le due emittenti si sono scambiate alcuni contenuti. Una mossa corretta, a vantaggio degli spettatori. Avendo moltissimi diritti, SuperTennis era costretta a gestire parecchie sovrapposizioni, andando inevitabilmente a scontentare una fetta di appassionati (anche se c'era stata una parziale soluzione con le dirette su Facebook). Cedendo 8 tornei a Sky, ha garantito al pubblico la possibilità di effettuare zapping, inoltre ha potuto trasmettere alcuni contenuti di Wimbledon, con dirette delle qualificazioni e dei tornei junior (e differite dei match-clou), senza dimenticare il doppio alle ATP Finals. Tra l'altro, l'accordo è stato perfezionato nel 2020, pochi giorni prima dello stop COVID-19. Oltre a confermare gli accordi per Wimbledon e Masters, SuperTennis ha consentito a Sky di trasmettere in simulcast 11 tornei più le fasi finali del WTA di Roma, prendendosi in cambio la differita di un match al giorno dei Masters 1000 di Indian Wells, Monte Carlo, Parigi Bercy e ATP Finals (più, ovviamente, la diretta delle fasi finali degli Internazionali BNL d'Italia). Nel 2019, la novità non ha garantito troppi benefici in termini di ascolto. Certo, le differite di Wimbledon hanno permesso una crescita del 36,4% a luglio (da 10.047 a 13.704), ma il miglioramento complessivo del 2019 (ascolto medio di 15.104 spettatori, con una crescita dell'8,4% rispetto al 2018) è dovuta principalmente al mese di novembre, in cui SuperTennis ha trasmesso le Davis Cup Finals.

Per quanto il nuovo evento sia un disastro etico, ha garantito buonissimi ascolti al canale FIT. Sul piano strettamente Auditel, le Davis Cup Finals hanno fatto la differenza. Novembre 2019 ha regalato a SuperTennis un ascolto medio di 19.785 persone contro le 7.993 dell'anno prima, con un incremento del 147,5%. Senza la spinta di Madrid, i dati del 2019 sarebbero stati grossomodo analoghi rispetto al 2018. Questa valanga di numeri porta a una riflessione. Con la doverosa premessa che l'esistenza di SuperTennis è un bene, al di là dei costi e della linea editoriale-giornalistica (che non sono oggetto di questo articolo), sembra emergere un dato incontrovertibile: il numero degli appassionati disposti a seguire con costanza il tennis in TV non sembra superare le 15-20.000 unità. Ci sono casi particolari in cui i numeri si possono ingrossare, anche parecchio, ma lo zoccolo duro è quello. Prendendo i diritti di tutto quello che poteva, SuperTennis ha ottenuto il massimo: diventare un punto di riferimento per chiunque ami il tennis. Tuttavia, oltre certi numeri sembra difficile andare (fatti salvi i già citati casi eccezionali, come grandi match con italiani o top-players: a Madrid, Berrettini-Shapovalov fece registrare un ascolto medio di 240.000 spettatori). D'altra parte, anche il numero dei tesserati agonisti (il più fedele per valutare la crescita del movimento, molto di più rispetto ai tesserati complessivi, che comprendono anche migliaia di non praticanti) sembra essersi un po' fermato dopo una crescita comunque significativa. Nel 2018 (ultimo dato disponibile, all'interno del bilancio preventivo 2019) c'è stata per la prima volta una riduzione dopo quindici anni di salita, e comunque la crescita complessiva è stata superiore tra il 2002 e il 2011 (da 53.059 a 81.221, +53,1%) che nel periodo del presunto “boom” tra il 2011 e il 2018, in cui gli agonisti sono passati da 81.221 (2011) a 102.231 (2018), con un incremento percentuale del 25,9%. Ma questa è un'altra storia: la speranza è che SuperTennis possa ritrovare il trend di crescita del periodo 2012-2015, magari superando il record già nel 2021 (nel 2020, ahinoi, non sarà possibile). Significherebbe che il tennis ha allargato ulteriormente la sua popolarità, e sarebbe un bene per tutti. Nessuno escluso.

ASCOLTO MEDIO SUPERTENNIS (*)
2008 (nov-dic) - 932 (**)
2009 - 1.090 (**)
2010 - 1.535 (**)
2011 - 3.211 (**)
2012 - 4.499 (**)
2013 - 9.814 (**)
2014 - 12.966 (**)
2015 - 15.622 (***)
2016 - 11.013 (***)
2017 - 13.927 (***)
2018 - 13.936 (***)
2019 - 15.104 (****)

(*) L'ascolto medio indica il numero di persone che, in una determinata fascia temporale, è rimasta sintonizzata sul canale per almeno un minuto
(**) Fonte Bilancio Sociale FIT 2014
(***) Media calcolata sui dati ufficiali delle sintesi mensili Auditel
(****) Dato Ufficiale Auditel

SUPERTENNIS – GLI ULTIMI 15 MESI (ascolto medio / share)
Gennaio 2019 - 11.623 / 0,10%
Febbraio 2019 - 16.936 / 0,15%
Marzo 2019 - 16.023 / 0,15%
Aprile 2019 - 15.368 / 0,15%
Maggio 2019 - 16.675 / 0,16%
Giugno 2019 - 15.023 / 0,17%
Luglio 2019 - 13.704 / 0,17%
Agosto 2019 - 17.269 / 0,21%
Settembre 2019 - 15.835 / 0,17%
Ottobre 2019 - 17.266 / 0,17%
Novembre 2019 - 19.785 / 0,18%
Dicembre 2019 - 6.024 / 0,06%
Gennaio 2020 - 11.253 / 0,10%
Febbraio 2020 - 13.755 / 0,12%
Marzo 2020 - 12.384 / 0,09%