Numero 13 ATP, campione Slam. Scarica la merce al supermercato



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Numero 13 ATP, campione Slam. Scarica la merce al supermercato

Meno di un anno fa, Kevin Krawietz scriveva una piccola pagina di storia. Vincendo il Roland Garros in coppia con Andreas Mies, ha messo fine a un digiuno Slam di 82 anni per le coppie tedesche (gli ultimi a farcela erano stati Gottfried Von Cramm ed Henner Henkel nel 1937).

Oggi è numero 13 ATP nel ranking di specialità, ma fa parlare di sé per un'altra ragione: costretto a casa dal lockdown, si è inventato un nuovo lavoro. Krawietz, campione Slam in carica, lavora come umile operaio in un supermercato di Monaco di Baviera.

Accontentandosi di una paga mensile di 450 euro, posiziona la merce sugli scaffali, sistema le casse vuote e si occupa di tutto quello che gli chiedono. “Una volta mi sono anche occupato della sicurezza all'ingresso, spruzzando il disinfettante sui carrelli – ha detto in un'intervista con il Der Spiegel, rapidamente rimbalzata fuori dalla Germania – da tempo avevo l'idea di svolgere un lavoro normale, poi tramite un amico ho appreso che cercavano qualcuno presso un supermercato”.

Krawietz non è l'unico sportivo a svolgere un lavoro del genere: in Italia c'è il caso del ciclista Umberto Marengo, che su idea del sindaco è diventato pony-express di gelati nella sua Collegno.

Con 40-50 km al giorno si tiene in allenamento e fornisce un servizio alla comunità. Diverso il caso di Krawietz,la cui scelta è stata spontanea. “Questa esperienza mi sta facendo apprezzare ancora di più quello che faccio – racconta il tedesco – qui ci sono colleghi che si svegliano alle 5 e alle 5.30 sono già a riempire gli scaffali.

Al contrario, io ho avuto il lusso di trasformare il mio hobby in una professione”. Una bella storia, quasi una lezione: Krawietz non ha perso il contatto dalla realtà. Di solito, successo e popolarità generano il rischio di un pericoloso scollamento.

Ma la storia di Krawietz, 28 anni, nato a Coburgo ma residente a Monaco di Baviera, parla per lui. Aveva aspirazioni da fenomeno, ha rischiato di essere tritato nella macelleria dei tornei minori, salvo cavarsela a tempo quasi scaduto.

Nel 2009 vinceva Wimbledon Junior in doppio, insieme a Pierre Hugues Herbert. All'epoca, era convinto di poter entrare tra i top-15 ATP... in singolare. L'esordio tra i professionisti non era stato male, con un rapido ingresso tra i primi trecento.

“Ma non sono stato in grado di effettuare il passo successivo. Mi sono reso conto che l'aspetto mentale, nel tennis, è fondamentale”. E lui non era ancora maturo. È arrivato al massimo al numero 211, giocando un paio di volte le qualificazioni degli Slam.

Fino a quando ha deciso di provarci col doppio, trovando in Mies il compagno ideale. “Ci siamo conosciuti su Tinder, è stato un colpo di fulmine!” scherzano i due, raccontando la loro improvvisa alchimia tecnica.

La nota app di incontri non c'entra niente, anche perché Krawietz è promesso sposo con Judit Csonka, che è anche la sua manager. Una storia semplice, che rende l'idea del personaggio. Dopo la trasferta in Australia, un po' provato, decise di prendersi un po' di tempo con la fidanzata e chiederle la mano.

Hanno organizzato qualche giorno di vacanza a Kreischberg, in Austria, dove si sarebbero rilassati sciando. Non sapeva, Judit, della proposta in arrivo. Kevin voleva dichiararsi nei pressi di una capanna, su uno scenario montano, ma durante il viaggio in macchina si è fatto prendere dall'agitazione.

Voleva togliersi l'angoscia. Si sono fermati presso un'area di servizio nei pressi di Rosenheim, ma si è trattenuto. “Avrei voluto mostrarle lì l'anello, ma eravamo partiti alle 4.30 del mattino ed era ancora buio”.

Quasi giunti a destinazione, non ha resistito. Si sono fermati in un'altra stazione di servizio, già in territorio austriaco. “Sono andato in bagno, ero più nervoso rispetto a quando ho servito per il titolo al Roland Garros – racconta Krawietz – ok, c'erano le pompe di benzina, però lo scenario era molto bello.

Lei ha sorriso e ha detto sì”. Racconti che chiariscono la sua scelta di lavorare in periodo di lockdown, quando potrebbe vivere di rendita e sfruttare le concessioni del governo tedesco per gli atleti professionisti, o magari imitare il suo connazionale Matthias Bachinger, che ha chiesto il sostegno del governo.

Krawietz si allena 3-4 volte a settimana, si è comprato un paio di pattini e li sfrutta per fare esercizio presso il maestoso parco che circonda il palazzo di Nympheburg, a Monaco di Baviera. Potrebbe limitarsi a questo, anche perché il trionfo a Parigi gli ha garantito un maxi-assegno di 290.000 dollari (quasi il 30% di quanto guadagnato in carriera).

La cifra non gli ha cambiato la vita, ma gli ha facilitato l'esistenza. Lui, tuttavia, evita di dimenticare quello che è stato fino a un paio d'anni fa, quando era immerso nei tornei minori. “Potrei scrivere un libro su tutto quello che ho vissuto, ma nei tornei più piccoli può succedere di tutto.

Capita di giocare con palline che nemmeno un cane prenderebbe in bocca per giocare al parco. Manca qualsiasi supporto: una volta, a Panama, erano finite le palle da tennis a metà torneo!”. Per chi ha visto in faccia la miseria del tennis, scaricare qualche cassa nel retro del supermercato è un gioco da ragazzi.

E poi, beh, c'è la forza dei ricordi: Krawietz non ha mai dimenticato il passato, quando viaggiava per i tornei giovanili con Dominik Schulz. I due sono rimasti amici, anche se Schulz non ha avuto successo nel circuito (non è mai entrato tra i top-700 e oggi è un ex giocatore).

Di tanto viaggiano ancora insieme, come la scorsa estate: “Quando giravamo i tornei junior, tra un torneo e l'altro avevamo iniziato a guardare la saga di Rocky Balboa – racconta Krawietz – in tre giorni abbia visto tutti gli episodi.

Bene, la scorsa estate dopo il torneo di Winston Salem abbiamo guidato per 600 miglia per arrivare a New York per lo Us Open. Sulla strada c'era Philadelphia, allora ci siamo fermati e abbiamo dato un'occhiata alla mitica scalinata e alla statua di Rocky”.

Una carica di energia, di cui c'è traccia su Instagram, che gli ha dato la giusta energia. L'energia che gli dà forza e stimolo per alzarsi alle 5 del mattino e fare il manovale, per 450 euro al mese. Pur essendo un campione Slam. In carica.