Ultimate Tennis Showdown: nel 2020 vedremo soltanto questo?



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Ultimate Tennis Showdown: nel 2020 vedremo soltanto questo?

“Mi auguro di no, ma potrebbe essere l'unico tennis che potremmo ancora vedere nel 2020”. Con queste parole, Patrick Mouratoglou ha lanciato il suo nuovo progetto. Spirito rivoluzionario ma ben inserito nell'ingranaggio, il coach di Serena Williams ha un pregio importante: alle parole, fa seguire i fatti.

Voleva realizzare una maxi accademia e ce l'ha fatta, creando un paradiso terrestre alle porte di Antibes dopo diverse soluzioni provvisorie. Per questo, la sua ultima iniziativa merita attenzione: con i circuiti ATP-WTA fermi (almeno) fino al 13 luglio, torneremo a vedere tennis già dal 16 maggio grazie al suo ULTIMATE TENNIS SHOWDOWN (UTS), vero e proprio laboratorio per sperimentare una serie di novità tanto care a “Mou”.

L'obiettivo è avvicinare sempre più giovani al tennis: a suo dire, la chiave per riuscirci è far deflagrare le emozioni dei tennisti, mettendole a disposizione del pubblico come accade in altri sport.

In attesa dei dettagli organizzativi, in arrivo la prossima settimana, vale la pena delineare un progetto ambizioso e che non si limiterà al periodo di quarantena, ma punta a diventare un appuntamento fisso del calendario.

Come funzionerà l'UTS? Sarà una sorta di “campionato” con dieci giocatori in campo, per un totale di 50 partite spalmate su cinque weekend. Ci saranno soldi e punti in palio, poi a fine campionato ci sarà tutto il tempo per riflettere sul futuro.

La prima edizione si limiterà alla Patrick Mouratoglou Tennis Academy, situata nel cuore della Costa Azzurra, ma l'intenzione è estendere il progetto negli Stati Uniti, in Asia e in Australia. Sarà la vera scommessa di “Mou”: se oggi l'iniziativa viene vista con favore, ci si domanda quanto spazio potrà avere in un calendario super intasato.

La storia insegna che eventi di questo tipo faticano a inserirsi nel contesto del circuito mondiale: pensiamo all'IPTL, miseramente scomparsa dopo appena tre edizioni. La sola Laver Cup sembra aver trovato una buona collocazione, ma la spinta di Federer ha fatto la differenza (e comunque è stata costretta ad auto-cancellarsi dal calendario 2020, inchinandosi al Roland Garros).

In attesa di conoscere il campo di partecipazione, sono già certi di giocare David Goffin, Benoit Paire, il nostro Fabio Fognini e l'australiano Alexei Popyrin. Quest'ultimo si allena presso l'accademia di Mouratoglou, ma soprattutto è il figlio di Alex, vero ideatore del progetto.

“Volevamo sfruttare questo periodo per mostrare la nostra visione del tennis – ha detto Mouratoglou in un'interessante intervista con Tennis Majors – avremo 10 top players, ma fino ad oggi non ne abbiamo parlato molto perché non volevamo svelare il progetto.

Sono fiducioso perché i tennisti sono ben disposti a giocare partite che contano. Non si tratta di esibizioni, saranno match veri perché i giocatori sono agonisti e vogliono guadagnare”. La location è favorevole: come detto, l'accademia si trova tra Monte Carlo e Marsiglia, zona che pullula di giocatori.

“In Francia ci sarà lo sblocco delle attività dall'11 maggio, quindi i tennisti francesi potranno viaggiare, ma comunque non ci fermeremo qui: la mia accademia ospiterà i primi weekend, poi miriamo a spostarci in altri continenti.

Non sarà un tour europeo, bensì mondiale”. L'idea di Mouratoglou è affiancare lo show alle caratteristiche tipiche del tennis. A suo dire, troppi giovani non sono attratti dal tennis perché gli altri sport offrono uno spettacolo migliore.

L'età media degli appassionati di tennis è piuttosto alta perché si tratta di uno sport legato alle tradizioni, ma la società è cambiata parecchio. “In un certo senso va bene, perché lo zoccolo duro degli appassionati è molto fedele – dice Mouratogolou – però possiamo attirare nuove categorie che per adesso non sono appassionate.

Nel basket, nel football e nel calcio gli atleti condividono le loro emozioni, mentre nel tennis non accade. Eppure nel nostro sport ci sono personalità incredibili. Chi guarda un evento sportivo vuole provare qualcosa, è come assistere a un film.

Uno guarda un film perché vuole provare emozioni, piangere, arrabbiarsi. Alcuni sport riescono a creare tutto questo, ma perché nel tennis l'unica emozione deve essere il risultato? Io vorrei che il pubblico ami oppure odi un tennista perché è in grado di conoscerlo meglio.

Non solo permetteremo tutto questo, ma lo incoraggeremo. Siamo disposti a reinventare il gioco”. Secondo Mouratoglou, il tennis trasmette una marea di emozioni. Una singola partita accorcia una vita, ma raramente il pubblico lo percepisce.

Se negli anni 70 e 80 c'erano i litigi tra Connors e McEnroe, oggi tutto questo è scomparso. “E non capisco perché la gente non apprezzi quando Serena si arrabbia. Trasmette mille emozioni, proprio come accade agli atleti di altri sport”.

Ma quali saranno le novità dell'Ultimate Tennis Showdown? In sintesi, ci sarà un forte coinvolgimento di persone esterne alla partita. Potranno essere coinvolti gli allenatori, i fisioterapisti e i preparatori atletici.

“Anche i genitori e le fidanzate, se vorranno. I giocatori vivono un mucchio di emozioni, vorrei che la gente le possa vivere”. Un punto molto delicato riguarda la sicurezza, visto che si giocherà quando sarà appena iniziata la famosa “Fase 2”.

Sembra proprio che UTS abbia pensato a tutti, a partire dai controlli sanitari. Saranno effettuati dei test per accertare la negatività dei protagonisti, i quali si sottoporranno a 15 giorni di quarantena e poi saranno controllati di nuovo prima di iniziare.

I match si giocheranno a porte chiuse, ma il coinvolgimento di coach e famiglie sarà garantito dalla tecnologia, tramite le cuffie che abbiamo già potuto vedere durante le Next Gen Finals. Inoltre, le panchine dei giocatori saranno sitemate dalle parti opposte del campo, i raccattapalle avranno i guanti e le palline saranno “segnate”.

In questo modo, ogni giocatore avrà le sue palline per il servizio. L'evento sarà trasmesso in TV: “Non so ancora chi lo trasmetterà perché i tempi sono molto brevi: adesso abbiamo annunciato il progetto, poi la prossima settimana ci saranno gli annunci.

Di sicuro ci sarà lo streaming gratuito tramite il sito ufficiale dell'evento. Il coach di Serena Williams non esclude un coinvolgimenti di ATP e WTA, ma ha ammesso di aver trovato opinioni discordanti. Tra gli organi di governo del tennis c'è chi vuole aggiungere cose nuove, ma anche chi è ancorato a una visione più tradizionale.

Per adesso mi piace che la nostra sia un'iniziativa privata, in modo da poter sperimentare tutto quello che vogliamo: coaching, coinvolgimento del pubblico ed emozioni”. Non poteva scegliere momento migliore per lanciare il progetto: in tempi di carestia agonistica, gli occhi saranno tutti su di lui.