Federer-Nadal-Djokovic, stop che può fare la storia: chi è il più danneggiato?



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Federer-Nadal-Djokovic, stop che può fare la storia: chi è il più danneggiato?

Il tennis è in quarantena e non riprenderà, almeno, fino al 13 luglio. Ma sono sempre più numerose le voci secondo cui sarà ben difficile ripartire prima del 2021, se non altro perché il tennis è molto esposto al COVID-19, non tanto per la sua dinamica tecnica, ma perché coinvolge moltissime persone e impone viaggi e spostamenti continui.

E allora è il caso di anticipare alcune conseguenze se la stagione fosse già finita. Ad accendere la riflessione, l'età ormai avanzata delle tre leggende del nostro tennis: Roger Federer, Rafael Nadal e Novak Djokovic.

Il prossimo 31 dicembre, sommeranno 106 anni in tre. Essendo a caccia di record, la perdita di una stagione quasi intera potrebbe essere un bel problema. Partiamo da Roger Federer: lo svizzero ha intascato 103 tornei e sembrava vicinissimo al record di Jimmy Connors, il più titolato di sempre, a quota 109.

Con l'intervento al ginocchio e una ripresa prevista per i tornei sull'erba, si sarebbe messo nella condizione di vincere qualche titolo già nel 2020 e apparecchiare l'aggancio nel 2021. Al contrario, uno stop totale lo terrebbe a distanza da “Jimbo”.

L'anno prossimo compirà 40 anni ed è difficile ipotizzare che possa vincere sei titoli nel solo 2021, anche dando un'occhiata ai numeri: nelle ultime dieci stagioni, soltanto in tre occasioni ne ha vinti almeno sei in una singola stagione.

È accaduto nel 2012 e nel 2015, mentre nel 2017 è arrivato addirittura a 7. Dovesse ripetere quella stagione, compirebbe addirittura il sorpasso. Ma l'età avanza e gli avversari sono sempre più agguerriti.

Non crediamo che non dorma la notte pensando a questo traguardo, ma se dovesse avvicinarsi non è da escludere che riorganizzi la programmazione, magari aggiungendo qualche ATP 250. Premessa: già adesso, i 103 successi di Federer hanno ben altro valore rispetto a quelli di Connors, che comprendono torneini a 4 e 8 giocatori e facevano parte di mini-circuiti dal discutibile valore tecnico.

Tuttavia, i record ingolosiscono. E poi lo svizzero potrebbe essere attratto dalla possibilità di vincere un torneo ATP scavallati i 40 anni di età. Nell'Era Open, ci sono riusciti soltanto in due: Pancho Gonzalez e Ken Rosewall.

In oltre mezzo secolo di tennis, soltanto 16 tornei hanno avuto un vincitore più anziano di Federer (che aveva 38 anni, 2 mesi e 13 giorni quando si è imposto a Basilea): in undici occasioni il vincitore è stato Rosewall, in cinque Gonzales.

"Pancho" è il più anziano di sempre ad aver vinto un torneo: aveva 43 anni, 8 mesi e 28 giorni quando ha vinto a Des Moines nel 1972. I numeri fanno capire quanto sia difficile essere competitivi dopo una certa età: Federer sta già facendo grandi cose, avendo intascato gli ultimi sei titoli nello spazio di un anno e mezzo.

A questo ritmo, potrebbe ipotizzare l'aggancio a Connors nel 2022. Ma davvero sarà ancora in attività? Semmai, dovesse intascare lo Slam numero 21, diventerebbe il più anziano ad avercela fatta. In questo momento, il primato appartiere a Ken Rosewall, che aveva 37 anni, 1 mese e 24 giorni quando vinse l'Australian Open 1972.

Federer è già secondo in questa speciale classifica. Dovessimo scommettere, diremmo che per lui è più probabile vincere uno Slam che intascare altri 6-7 titoli. Lo svizzero, tuttavia, non è l'unico danneggiato dal possibile stop del 2020.

Prendiamo i suoi diretti inseguitori nelle vittorie Slam e, perché no, nel numero complessivo di successi. Rafael Nadal è certamente penalizzato dall'impossibilità di giocare sulla terra battuta, salvo le speranze di recuperi sul finire della stagione.

Il tredicesimo trionfo a Parigi gli avrebbe garantito l'aggancio, mentre un eventuale annullamento lo rimanderebbe all'anno prossimo. Il giorno della finale del 2021 avrà già compiuto 35 anni e non è mai successo che il Roland Garros sia vinto da un ultra 35enne.

Il vincitore più anziano rimane Andres Gimeno, che nel 1972 aveva 34 anni, 9 mesi e 19 giorni. La cancellazione di Monte Carlo e Madrid, tra l'altro, gli ha tolto la possibilità di aumentare il suo bottino di Masters 1000.

In questo momento guida la speciale classifica con 35 titoli, uno in più rispetto a Djokovic (Federer è ormai fuori gioco, a 28). Visto che ne ha intascati 25 sulla terra battuta, è pacifico che il trittico primaverile fosse l'occasione giusta per rintuzzare l'attacco di Djokovic.

Se è vero che il serbo ha perso i tornei “amici” di Indian Wells e Miami, ha distribuito in modo più omogeneo i suoi successi (non a caso è stato l'unico a vincerli tutti, completando il Career Golden Masters).

In altre parole: dovessimo ripartire nel 2021, vedremmo Djokovic favorito su Nadal per un ipotetico sorpasso nei Masters 1000. Tornando allo spagnolo, dieci mesi senza tennis bloccherebbero il suo avvicinamento ai cento titoli e, perché no, la rincorsa a Federer.

Vincendo ad Acapulco, ha sollevato il trofeo numero 85. Quando Federer vinse il suo 85esimo titolo, aveva più o meno la stessa età di Rafa: è pacifico che dieci mesi di stop potrebbero essere letali per lo spagnolo.

Ma veniamo alla gara più affascinante, quella che – più di ogni altra – prende le prime pagine dei giornali: i titoli Slam. Nonostante si trovi in terza posizione, Novak Djokovic è considerato il principale candidato al sorpasso.

Quest'anno avrebbe avuto la possibilità di giocare due Slam in cui sarebbe stato favorito: Wimbledon e Us Open. A Londra non si giocherà, a New York è molto complicato. E allora la rincorsa del serbo potrebbe subire un rallentamento forse decisivo.

Lo dicono i numeri: dovesse saltare il 2020, “Nole” si presenterebbe a Melbourne a 33 anni e 8 mesi di età. Nell'Era Open si sono giocati 208 Slam: di questi, soltanto sette sono stati vinti da un giocatore di età maggiore (3 Rosewall, 3 Federer, 1 Gimeno).

Considerando che Novak avrà bisogno di vincerne (almeno) quattro per diventare il più vincente di sempre, è chiaro che un'eventuale chiusura anticipata del 2020 potrebbe essere letale anche per lui.

Lo stop gli darebbe una mano nell'eventuale gara dei Masters 1000, ma rischia di danneggiarlo nell'unica classifica che davvero gli interessa. Onestamente, sarebbe una beffa. Detto questo, rischia di avere un paio di danni collaterali.

Il primo riguarda le settimane al numero 1 ATP. È giusto che il sindacato abbia messo in ghiaccio le classifiche attuali, così come il conteggio delle settimane in vetta sia stato bloccato. Ma per Djokovic è un problema, perchè fino a Wimbledon avrebbe avuto ottime chance di conservare la vetta e avvicinarsi al primato di Federer (attualmente la distanza è di 28 settimane, 310 contro 282).

E poi non potrà intascare titoli. Il serbo è a quota 79 e, a parità di successi, è in leggero vantaggio su Federer (un mese) e in ritardo su Nadal di ben nove mesi (Rafa aveva appena compiuto 32 anni quando vinse il 79esimo titolo).

Fermarsi così a lungo può essere molto dannoso perché gli impedisce di raccogliere titoli nell'ultima fascia di età in cui avrebbe potuto vincerne in serie. Giunto a 33-34 anni, dovrà necessariamente gestire la sua programmazione.

E raggiungere certe cifre potrebbe essere davvero complicato. In estrema sintesi, quella tra Federer, Nadal e Djokovic è una delle rivalità più belle e affascinanti nell'intera storia dello sport. L'esito finale, tuttavia, potrebbe essere condizionato da un'emergenza sanitaria. Sarebbe incredibile.