“La fidanzata mi ha lasciato? Bene, vinco il mio primo torneo!”



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“La fidanzata mi ha lasciato? Bene, vinco il mio primo torneo!”

“Il tennis è strano: se trovi un po' di fiducia e un paio di cose vanno per il verso giusto, poi succedono queste cose”. “Queste cose”, già. Per Thai-Son Kwiatkowski significa vincere il primo ATP Challenger in tre anni di professionismo.

E che Challenger: l'evento di Newport Beach è tra i più ricchi del calendario. Oltre a regalargli 125 punti ATP, gli ha fruttato 21.600 dollari e la teorica possibilità di ottenere una wild card al Masters 1000 di Indian Wells.

Già, perché il torneo fa parte della Oracle Challenger Series, mini-circuito organizzato dal colosso guidato da Larry Ellison: non si è accontentato di detenere il miglior torneo del circuito dopo gli Slam, ma si è dato alla filantropia tennistica. I migliori del suo circuito ottengono una wild card per il maxi-torneo di Indian Wells.

Si tratta di una vera e propria “Race”: i due giocatori che ottengono più punti tra i tornei di New Haven, Houston (giocati nel 2019), Newport Beach e il Challenger di Indian Wells, entreranno nel main draw del BNP Paribas Open.

Lo stesso vale per le donne. Con i punti intascati a Newport Beach, il ragazzo del North Carolina è piombato in seconda posizione alle spalle di Marcos Giron. Si deciderà tutto al Challenger di Indian Wells (2-8 marzo), poiché ha appena cinque punti di vantaggio sul rampante Tommy Paul, gran protagonista in Australia.

Per Kwiatkowski, invece, la campagna australiana era andata malissimo: si era fatto un viaggio di 40 ore per raggiungere Noumea, in Nuova Caledonia, giocando tre partite e intascando la miseria di 780 dollari. Dopo la sconfitta contro Martin Klizan, fu tempestato di minacce da scommettitori delusi.

Ha denunciato la faccenda, ma non gli è servito a molto: una volta sbarcato a Melbourne Park, ha perso al primo turno delle qualificazioni. Come se non bastasse, al rientro negli States è stato lasciato dalla fidanzata.

In questi casi hai due alternative: o ti lasci andare o reagisci: “Sono stato ad un passo dal non giocare questo torneo, l'avvicinamento era stato molto complicato – ha detto Kwiatkowski – prima di arrivare a Newport Beach non avevo molta fiducia, ma questo successo certifica la vontà del mio lavoro quotidiano, soprattutto quello svolto durante la preparazione”.

Da numero 270 ATP, ha superato quattro teste di serie, compreso Steve Johnsbn in semifinale. Per sollevare il titolo, ha rifilato due set a zero al colombiano Daniel Galan, noto per essere l'unico giocatore vegano del tour.

Il successo gli ha fruttato il best ranking (n. 181) e rilancia una carriera che aveva bisogno di una svolta. C'è un gran parlare sui tennisti che frequentano l'università, diventano professionisti e riescono ad essere competitivi.

In generale è un fatto positivo, ma c'è anche l'altra faccia della medaglia: Kwiatkowski, per esempio, è stato uno dei giocatori più forti a livello college. Mentre prendeva la laurea in economia si è aggiudicato due titoli individuali e ha contribuito a tre successi di squadra per la Virginia University, tra il 2015 e il 2017.

Ha vinto la bellezza di 136 partite, quarto giocatore più titolato di sempre. “Il problema è che al college hai tutto a disposizione – racconta – diversi allenatori, il fisioterapista a tempo pieno, tutte le comodità.

Nel circuito devi fare da solo e le spese sono a tuo carico. Ho avuto problemi in questo senso, non è stato facile trovare le motivazioni. Al college non ero abituato a perdere, mentre nel circuito vieni sconfitto ogni settimana”.

In effetti aveva ben altre ambizioni, specie dopo aver giocato la sua prima partita nel circuito maggiore. Grazie al titolo NCAA, nel 2017 ha ottenuto una wild card per lo Us Open. Perse in cinque set contro Mischa Zverev, allora top-25 ATP.

Dopo quel match pensava che sarebbe stato tutto più facile, invece sono arrivati i problemi, le sconfitte, le ristrettezze economiche e persino un po' di paura. La sua famiglia risiede ancora in North Carolina (non a caso, Thai Son è un grande tifoso dei Carolina Panthers), ma in estate si concede un po' di vacanza a Jacksonville Beach, Florida, laddova possiedono uno appartamento in un condominio sulla spiaggia.

Nel 2018, il palazzo è stato vittima dell'Uragano Irma. Nessun problema per i genitori, evacuati in tempo, ma l'episodio lo ha scosso e ha ulteriormente rallentato il suo percorso. Adesso i pezzi del puzzle sembrano finalmente al loro posto, anche grazie a uno stimolo in più: nonostante sia nato e cresciuto in America, sente un forte legame con il Paese della madre, il Vietnam.

“Sono per tre quarti vietnamita” dice lui, ricordando che la madre è nata a Ho Chi Minh City, mentre il padre è un americano di origine polacca. Per questo, circa un anno fa ha attivato le pratiche per prendere la cittadinanza vietnamita.

L'idea era partecipare ai SEA Game, i Giochi del Sudest Asiatico. Alla fine gliel'hanno impedito, nonostante le pratiche per il passaporto siano state completate tre giorni prima dell'inizio dei Giochi. Poco male, visto che a Manila c'è stata una finale tutta vietnamita tra Hoang Nam Ly (oro) e Daniel Nguyen (argento).

Quest'ultimo è americano, rappresenta gli States nel circuito ATP, ma ha potuto partecipare avendo ottenuto il passaporto in data 28 ottobre, un mese prima della competizione. Nessun problema: gli hanno già fatto sapere che potrà partecipare all'edizione del 2021 che si terrà proprio in Vietnam, ad Hanoi.

I casi di Nguyen e Kwiatkovski si intrecciano con la storia: pensando al Paese asiatico, infatti, il pensiero scivola alla sanguinosa guerra di mezzo secolo fa. Vent'anni di conflitto tra il 1955 e il 1975, chiusi con la prima vera sconfitta militare per gli Stati Uniti, dopo uno spargimento di sangue che causò oltre 4 milioni di morti.

Oggi, per fortuna, un cittadino americano può addirittura rappresentare il Vietnam in una competizione sportiva senza fare troppa notizia. Kwiatkowski è sinceramente affezionato al progetto: lo scorso ottobre si è recato a Ho Chi Minh City per effettuare alcune clinic e, soprattutto, giocare il campionato nazionale dopo aver siglato un accordo con l'Hung Thinh - Ho Chi Minh City team.

Non sorprende che sia rimasto imbattuto, sia in singolare che in doppio. Un storia curiosa, quella di Kwiatkowski. Una storia che potrebbe non aver ancora scritto le pagine più interessanti.