Fed Cup: Italia, che occasione! La Romania è una polveriera...


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Fed Cup: Italia, che occasione! La Romania è una polveriera...

Ripensando al palmares dell'Italia in Fed Cup, comprensivo di quattro titoli tra il 2006 e il 2013, è quasi umiliante leggere le reazioni della stampa rumena quando hanno appreso che saranno le azzurre a contendere alla Romania un posto nel World Group 2021.

La sfida dei prossimi 17-18 aprile, in realtà, garantirà l'accesso agli otto match di qualificazione del prossimo febbraio, da cui emergeranno le squadre partecipanti alle Fed Cup Finals di Budapest. Per i rumeni, affrontare l'Italia in casa è un “buon sorteggio”.

Numeri alla mano potrebbero avere ragione, ma la realtà è molto più complessa. E allora anche Tathiana Garbin può guardare con ottimismo al match che – secondo le primissime indiscrezioni – dovrebbe giocarsi a Cluj Napoca, già sede del match dello scorso weekend, perso al doppio di spareggio contro la Russia.

Il sindaco è un grande appassionato di tennis è per l'ultimo match ha investito 475.000 Lei, l'equivalente di 100.000 euro. Parliamoci chiaro: con le migliori in campo, la Romania è più forte dell'Italia.

Il problema è che le migliori rumene hanno messo da parte la Fed Cup. In assenza delle big, il capitano Florin Segarceanu si è affidato ad Ana Bogdan (n.90 WTA), coadiuvata dalle sconosciute Elena Gabriela Ruse (n.167) e Jacqueline Cristian (n.198).

Quest'ultima ha vinto un bel match contro la Kudmermetova, portando la serie sul 2-2, ma poi le rumene hanno perso il doppio. Parli della Romania e viene in mente Simona Halep, campionessa in carica di Wimbledon, una delle migliori giocatrici del tour.

Negli ultimi anni aveva messo la Fed Cup tra gli obiettivi stagionali, ma il sogno si è infranto sul più bello: lo scorso anno si sono arrese in semifinale contro la Francia, al doppio di spareggio. Beffa atroce, alimentata dalla scelta dell'ITF di riformare la competizione sulla falsariga della Coppa Davis.

Appena ha sentito delle novità, in tempi non sospetti, la Halep è stata chiara: “Se le cose dovessero cambiare, non giocherò più in Fed Cup”. Le cose sono cambiate davvero e per adesso è stata di parola, saltando la sfida contro la Russia.

Tutto fa pensare che non giocherà contro l'Italia, a maggior ragione considerando l'imminenza del torneo WTA di Stoccarda, uno dei più ricchi del circuito, al via un paio di giorni dopo. La Halep vale mezza Romania, ma anche senza di lei sarebbero in grado di presentare una buona squadra.

Il problema è che anche le altre top-players hanno fatto un passo indietro. Lo scorso weekend non c'erano Sorana Cirstea (n.69), Patricia Maria Tig (105) Mihaela Buzarnescu (110), Irina Camelia Begu (118) e Monica Niculescu (126).

Giocatrici dal buon passato e ottime potenzialità, ma sempre più distanti dal progetto. Prendiamo la Begu: “Non giocherò in Fed Cup – ha detto – a dicembre ho avvisato Segarceanu. In questo momento, la mia priorità sono le Olimpiadi.

Ho sei mesi di tempo per qualificarmi e in questo momento la classifica non mi è amica. Per questo, mi è difficile giocare in Fed Cup. Negli ultimi cinque anni l'ho sempre giocata, due volte all'anno, ma adesso devo fare i miei calcoli”.

In realtà, sembra che dietro questa specie di ammutinamento ci siano ragioni economiche. Motivo? Si sussurra che Ion Tiriac, presidente della federtennis rumena, abbia deciso di tagliare i pagamenti. In sintesi, vuole pagare solo i premi legati ai risultati, senza più garantire un gettone di presenza.

La decisione ha mandato nel panico i dipendenti della federazione, già scottati dai fatti dell'anno scorso, quando ci furono sostanziosi ritardi nei pagamenti. Gli hanno detto che la decisione avrebbe creato un ammutinamento, ma lui non ne avrebbe voluto sapere.

I risultati sono sotto gli occhi di tutti. Tra l'altro, i birilli continuano a cadere: detto di Halep e Begu, non ci sarà neanche Sorana Cirstea: l'ex n.21 WTA è in cattivi rapporti sia con la Halep che con Tiriac, al punto da aver annunciato il suo ritiro dalla competizione nel dicembre 2018.

L'unico nome che potrebbe riemergere in vista del match contro l'Italia è quello di Mihaela Buzarnescu (che infatti era in panchina a Cluj Napoca). Dopo un 2018 straordinario, in cui era arrivata a ridosso delle top-20, si è bloccata a causa di un brutto infortunio alla caviglia durante un match giocato in Canada contro Elina Svitolina. Dopo il rientro non è più stata la stessa, stabilizzandosi in posizioni di classifica decisamente meno nobili.

Insomma, vittima di una polveriera interna, il team rumeno è molto meno competitivo di come potrebbe sembrare a una prima occhiata. Per avere un'ìdea ancora più chiara, vale la pena riportare le parole di Segarceanu dopo la sconfitta contro la Russia: “Avrei pagato una birra a chi mi avesse anticipato una sconfitta per 3-2, al doppio di spareggio.

Sarei stato molto contento. Ovviamente speravo di vincere e ho cercato di prendere le decisioni migliori, ma conoscevo il valore delle russe”. Nessuno si è arrabbiato per la scelta di schierare le inesperte Cristian e Ruse in doppio.

“A parte che avevano giocato insieme da junior, la nostra miglior doppista Raluca Olaru ha avuto una contrattura. Mi ha detto di non essere al 100%, allora ho dovuto prendere la decisione in cinque minuti. Mi congratulo con le ragazze, in particolare per il coraggio espresso da Jacqueline Cristian”.

Insomma, l'Italia si presenterà in Romania con legittime ambizioni e forte di una squadra in ascesa: ritrovata la disponibilità di Camila Giorgi, può contare su Jasmine Paolini ed Elisabetta Cocciaretto come elementi di valore e in sicura crescita.

Va detto che a Tallinn siamo stati piuttosto fortunati: le assenze di ottime giocatrici come Maria Sakkari, Kaia Kanepi, Donna Vekic e Petra Martic hanno certamente facilitato il compito all'Italia, ma gli assenti hanno sempre torto.

Per questo, l'Italia ha meritato l'accesso ai play-off e può sognare uno scenario che qualche mese fa sembrava surreale: in caso di vittoria in Romania, l'Italia potrebbe essere in lizza per aggiudicarsi il trofeo già nel 2021. Meglio fare un passo alla volta, ma la tendenza è finalmente positiva.