Yuki Bhambri, meno male che c'era il medico di Nadal...


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Yuki Bhambri, meno male che c'era il medico di Nadal...

Mentre i suoi connazionali si davano battaglia nel torneo di casa, lui si trovava ancora in officina. Il tempo è passato decisamente in fretta per Yuki Bhambri, l'ex ragazzo che una decina d'anni fa avrebbe dovuto restituire al tennis indiano i fasti del passato.

Nel 2008 vinceva l'Orange Bowl, poi un mese dopo si aggiudicava l'Australian Open Junior, diventando numero 1 ITF. La sua carriera non è stata all'altezza delle aspettative, ma non sarebbe corretto definirlo un “bluff”.

Nel 2015, dopo sette anni di professionismo, è entrato per la prima volta tra i top-100 ATP. Ne era uscito abbastanza rapidamente, dopo quattro mesi, salvo sprofondare a causa di un infortunio al gomito. Con orgoglio, si era risollevato fino a ritrovare il best ranking nel 2018 (n.83).

Quell'anno ha giocato tutte le prove del Grande Slam e aveva ancora una buona classifica quando ha giocato la sua ultima partita, a Stoccolma contro il nostro Salvatore Caruso. Da allora è sono passati 16 mesi e di Bhambri si erano perse le tracce.

Scomparso, evaporato. Un ectoplasma del tennis, al punto che la sua scheda sul sito ATP recita impieosa: “Inactive”. Ma Yuki non si è affatto ritirato, anzi, nutre ancora obiettivi importanti. Non potrebbe essere altrimenti, visto che ha appena 27 anni e – finalmente – ha trovato il modo di sistemare il problema al ginocchio che lo ha tormentato per tutto il 2019.

Deve ringraziare Angel Ruiz Cotorro, medico della federtennis spagnola, unico in grado di azzeccare la diagnosi. C'è da credere che per lui sia stato un gioco da ragazzi, vista la lunga esperienza con Rafael Nadal e – di recente – con Juan Martin Del Potro.

L'infortunio risale all'ottobre 2018 ed è stato l'inizio di un calvario. “C'è voluto parecchio tempo per avere la giusta diagnosi, poi il trattamento è stato particolarmente lungo, perché ho incontrato diversi consulenti senza ottenere risultati” racconta Bhambri.

Quando il ritiro sembrava un'opzione ormai concreta, ha deciso di recarsi a Barcellona per farsi visitare da Cotorro. “Grazie al medico di Rafael Nadal ho trovato quella chiarezza che negli Stati Uniti non c'era stata” dice l'indiano, da tempo residente a Miami.

La complicazione? Il tendine del ginocchio era parzialmente strappato, impedendogli di sottoporsi a intervento chirurgico. “Per questo ho avuto bisogno di un lungo periodo di riposo, in cui ho dovuto svolgere una serie di esercizi specifici.

Ho trascorso un po' di mesi a Barcellona insieme a dottori e fisioterapisti, periodo in cui mi sono dovuto sottoporre a diverse iniezioni”. Adesso è tornato nella natia New Dehli e ha ripreso ad allenarsi, ma dopo uno stop così lungo il corpo non è ancora pronto.

“Il mio fisico aveva perso l'abitudine a un certo tipo di attività – racconta – sto cercando di allenarmi in modo rigoroso, ma allo stesso tempo evitare ricadute al ginocchio. In questo momento mi trovo al 70-80% della forma”.

Inizialmente sperava di rientrare al torneo di casa, a Pune, ma era inutile rischiare. E allora meglio fare un progetto a lungo termine, che prevede il ritorno nella stagione su terra battuta. “Ho vissuto un periodo difficile sul piano mentale, ma il desiderio di tornare mi ha dato la forza di tenere duro anche nei momenti più complicati.

Ci sono stati giorni in cui non potevo neanche sottopormi ai trattamenti. E allora mi capitava di alzarmi e fissare il muso, impotente, perché non sapevo cosa fare”. Memore delle difficoltà, oggi non vuole fare il passo più lungo della gamba e ha scelto di prendersi tutto il tempo necessario.

“Molti non si rendono conto di quanto sia impegnativo il tennis – dice Bhambri – è tremendo sul piano atletico, molto più rispetto a 15-20 anni fa. È cambiato, non esistono più i campi rapidissimi di un tempo.

Persino a Wimbledon si può assistere a scambi lunghi”. Con un'ispirazione come quella di Rafael Nadal, capace di tornare più forte di prima dopo ogni infortunio, Bhambri è ben deciso a tornare ai suoi massimi livelli, anche perché potrà usufruire del ranking protetto.

Per questo, dopo un rientro “easy” in primavera, punta deciso a giocare Roland Garros e Wimbledon. “E poi voglio essere competitivo nella stagione estiva sul cemento americano”. Certe ambizioni sono giustificate dal livello che aveva raggiunto nel 2018, quando si era inserito con costanza nei grandi tornei.

Ogni tanto ci scappava l'exploit, come quando ha battuto Gael Monfils. “Per me fu una grande soddisfazione giocare alla pari con un campione come lui – racconta – fu un punto di svolta, perché non capita tutti i giorni di affrontare certi giocatori, allora devi lavorare duro per arrivare a sfidarli.

Sapere di potercela fare mi ha dato grande forza”. Il momento d'oro risale a due anni fa, quando colse il terzo turno al Masters 1000 di Indian Wells, salvo poi aggiudicarsi il settimo Challenger in carriera a Taipei.

“Si tratta di ricordi molto preziosi, li sto utilizzando perché so di poter tornare a quei livelli. Non sto ripartendo totalmente da zero. So dove mi trovo e conosco la strada, quali tornei scegliere e come affrontarli”.

Il 2020 è anno olimpico: per un giocatore come lui sarebbe un'esperienza straordinaria, ma Yuki preferisce essere realista. “Come prima cosa, spero che gli indiani più giovani possano fare buone cose: penso a Sumit Nagal e Sasikumar Mukund”.

E Bhambri? “Non ho mai giocato le Olimpiadi, ma in compenso sono il torneo di cui ho più sentito parlare. Sinceramente spero di poterle giocare nel 2024, magari in doppio. È dura per via della classifica, ma spero che l'India possa schierare una coppia.

Mi piacerebbe molto... sì, credo che Parigi 2024 possa essere un obiettivo realistico”. L'India vanta una grande tradizione nella specialità, sublimata dai mitici Leander Paes e Mahesh Bhupathi. Quest'ultimo si è riciclato come organizzatore, mentre Paes ha intrapreso un tour d'addio.

Fu proprio lui a raccogliere uno storico bronzo in singolare ad Atlanta 1996: gli indiani sperano di trovare un tennista capace di eguagliarlo. Sarà dura, ma col suo ginocchio ritrovato Yuki Bhambri sogna di lasciare il segno. Gli hanno tolto il giocattolo quando stava imparando a utilizzarlo, adesso vuole riprenderselo.