Anche Andorra sogna con il tennis: ecco la Principessa Victoria


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Anche Andorra sogna con il tennis: ecco la Principessa Victoria

Secondo l'ultimo censimento, il Principato di Andorra vanta una popolazione di 77.000 abitanti. In Italia sarebbe una città di medie dimensioni, forse nemmeno capoluogo di provincia. Se poi aggiungiamo la curiosa collocazione geografica, in mezzo ai Pirenei e senza particolari strutture, va da sé che non si tratta del Paese più adatto per creare un campione.

Ma i miracoli, ogni tanto, accadono. Vincendo la prova giovanile dell'Australian Open ad appena 14 anni, Victoria Jimenez Kasintseva ha piantato il tricolore blu, giallo e rosso nella cartina del tennis. Lo ha fatto nel migliore dei modi, al termine di un torneo che avrebbe potuto chiudersi al terzo turno, contro la nostra Melania Delai.

L'azzurra ha avuto tre matchpoint ma si è arresa dopo tre ore di gioco. Un altro mezzo miracolo contro Robin Montgomery (recente vincitrice dell'Orange Bowl), infine una gran finale sotto il tetto della Rod Laver Arena: contro Weronica Baszak (“panda” del rovescio a una mano), ha avuto bisogno di un set per smaltire l'emozione, poi ha dominato fino a scrivere la storia sportiva del suo Paese.

Mancina, poliglotta (parla spagnolo, catalano, francese, russo e inglese), la Jimenez è figlia d'arte. Papà Joan è stato il miglior tennista mai espresso dal microstato di Andorra. Classe 1978, ha raggiunto il numero 505 ATP nel 1999.

Lei è nata sei anni dopo ad Andorra, ma ha trascorso tre anni della sua vita in Kentucky, laddove il padre insegnava tennis. Oggi sono tornati vicino a casa: vista la carenza di strutture ad Andorra, hanno scelto una della capitali europee del tennis: Barcellona.

Il padre dirige un'accademia presso il Club de Golf y Tennis Terramar, a Sitges, 40 km a sud di Barcellona e a circa 200 dalla loro residenza andorrana. “Ho preso in mano la prima racchetta a 3 anni, poi a 6 ho iniziato a giocare sul serio, ma non è stato mio padre a spingermi, ho scelto io – racconta la Jimenez, la cui madre è russa – mi ha raccontato molto della sua carriera da giocatore, era un po' una testa calda.

Non aveva nessuno che lo seguisse, quindi non è stato sempre professionale. Per questo si è messo a mia disposizione giorno dopo giorno: vuole evitare che io commetta gli stessi errori”. Come detto, Andorra non vanta strutture né tradizione: se ne è parlato un po' nel 2019, perché è il luogo dove ha scelto di vivere Marco Trungelliti, il tennista che ha scelto di denunciare un tentativo di corruzione.

Scelta ovvia, logica, che però gli è costata tempo, fatica, fastidi e persino qualche minaccia. A Ordino, dove risiede, ha trovato la tranquillità che gli mancava. Tuttavia, il Paese è noto soprattutto per le stazioni sciistiche e il turismo religioso.

La Ruta Mariana, infatti, è un percorso che tocca cinque santuari e si propone di diventare una meta per milioni di pellegrini, magari sostituendo il cammino di Santiago de Compostela. Bellissimo, per carità, ma il tennis richiede ben altre condizioni.

“Siamo un piccolo territorio, ci sono grandi difficoltà perché c'è un solo campo coperto in tutto il Paese – dice papà Joan, che era a Melbourne insieme al manager Enric Molina – Andorra è un luogo soprattutto sciistico”.

L'infanzia di Victoria non è stata facile perché mancavano i campi, dunque era costretta ad allenarsi molto presto alla mattina. Prima di lei ci sono passati parecchi campioni, magari sarà un buon auspicio.

“Mia figlia ha il tennis nel sangue, ma come famiglia cerchiamo di farla diventare una buona persona, con valori importanti. Sta funzionando” dice il padre. Parlando di Andorra, lei è più che felice.

“È un posto fantastico, adorabile. Sono orgogliosa di rappresentarlo – dice la Jimenez – sono la prima tennista andorrana, quindi mi piacerebbe incoraggiare i miei connazionali a lottare per farcela.

Sono sicura che molti vogliano vivere questo sogno. Desidero incitarli perché so che qualcun altro può farcela, magari anche meglio di me”. Data la giovanissima età, è difficile capire che tipo di giocatrice diventerà.

Contro la Baszak è parsa molto aggressiva, con due buoni fondamentali: dritto mancino pieno di rotazione e bel rovescio bimane. Ricorda un po' Marketa Vondrousova, recente finalista al Roland Garros. Vedremo quali sentieri tecnici prenderà: per adesso fa la differenza grazie a un notevole spirito combattivo, forgiato dalle tante vittorie.

Sin da piccola si è abituata a battere avversarie più grandi, anche di tre anni. Prima di questo exploit, aveva vinto il Roland Garros Under 13 e il Conde Godò Under 14. Un paio di mesi fa si era aggiudicata un Grade A in Messico.

“Non so da dove provenga questa qualità – racconta – ci sono state molte partite in cui ero in svantaggio e ho vinto. Io provo a non arrendermi mai, perché so che essere in svantaggio non significa perdere la partita.

L'unico momento in cui perdi è quando l'avversario vince l'ultimo punto. E allora cerco di restare positiva”. I numeri sono tutti dalla sua parte: in un anno è passata dal numero 2700 ITF all'attuale diciannovesima posizione, che lieviterà ancora dopo l'exploit australiano.

“Victoria ha iniziato a giocare perchè non avevo molto tempo da dedicarle, allora per stare un po' con me ha iniziato ad accompagnarmi sul campo – dice Joan Jimenez - il tennis ha iniziato a piacerle e ho visto nei suoi occhi l'amore per la disciplina”.

Ben conoscendo le dinamiche del professionismo, il padre cerca di non metterle pressione. “La spingiamo a fare del suo meglio, ma non diamo nessuna importanza al fatto che vinca o perda. In campo sa gestire bene le situazioni”.

Si è scelta con cura i suoi idoli: è ispirata da Rafael Nadal (“È un guerriero, non so come faccia”), ma il suo colpo preferito è il rovescio di Dominic Thiem. Tra le ragazze, sostiene Petra Kvitova.

“Mi piacciono i mancini come me” dice. Ha appena un anno e mezzo in meno rispetto a Coco Gauff, stellina del circuito WTA: “I suoi successi non influiscono sulle mie aspettative. Esiste soltanto una Cori Gauff, possiede gioco e mentalità incredibili.

Credo che sia travolta dalla pressione, è unica. Io voglio andare piano, non mettermi pressione e fare un passo alla volta”. Adesso arriva il difficile, perchè tanti occhi si appoggeranno su di lei. Per questo è saggia la decisione di uscire dai radar per qualche settimana: studierà (le hanno fatto un programma su misura), poi si dedicherà a preparazione atletica e rifinitura in vista della stagione vera e propria . Il suo prossimo torneo sarà un ITF da 15.000 dollari in Francia. Ad Andorra, intanto, qualcuno comincia a sognare.