Melbourne avvolta da fumo e inquinamento: che senso aveva partire?


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Melbourne avvolta da fumo e inquinamento: che senso aveva partire?

Come era prevedibile, la questione “qualità dell'aria” ha subito fatto capolino all'Australian Open. Non è bastato ritardare di un'ora l'inizio della prima giornata delle qualificazioni: per quasi tutta la giornata, i rilevamenti hanno superato la soglia tollerata dei 200 punti, eppure si sono giocate tutte le 64 partite previste.

Se fa notizia la sospensione di Sharapova-Siegemund all'esibizione di Kooyong, il “caso” del giorno ha riguardato Dalila Jakupovic, costretta al ritiro per problemi respiratori durante il match contro Stefanie Voegele.

Per la slovena (come per tutti quelli impegnati nelle qualificazioni) era un match molto importante, visti i tanti soldi in palio negli Slam (anche nelle qualificazioni). Dopo aver vinto il primo set, la Jakupovic è stata vittima di un attacco di tosse quando era in svantaggio 6-5 nel secondo set, peraltro a un punto dal tie-break.

Si è accasciata per terra e, nonostante i soccorsi, è stata costretta al ritiro. “Ho davvero avuto paura di collassare. Per questo mi sono sdraiata, non riuscivo più a camminare. Non ho mai avuto l'asma, e nemmeno problemi di respirazione – ha detto – anzi, mi piace il caldo.

Quando è tornata la fisioterapista ho pensato che le cose sarebbero migliorate, ma quando gli scambi erano più lunghi non riuscivo più a respirare”. La n.180 WTA se l'è presa con gli ufficiali di gara per aver fatto svolgere l'incontro, nonostante le condizioni fossero ben oltre l'accettabile.

“Non era giusto e nemmeno salutare per noi. La loro scelta mi ha sorpreso, pensavo che oggi non si sarebbe giocato, ma noi giocatori non abbiamo molta scelta. Se non giochiamo possono anche multarci”. La Jakupovic non è stata l'unica ad avere problemi: nel suo difficile match (vinto in rimonta) contro la cinese Xiaodi You, anche Eugenie Bouchard ha chiesto diversi medical timeout.

“Mi sembrava che fosse difficile respirare e ho avuto un po' di nausea – ha detto la canadese, semifinalista nel 2014 – mi è parso che le condizioni peggiorassero con l'andare avanti della partita.

Da atleti dobbiamo essere molto attenti, la salute è una delle cose più importanti. Non è l'ideale giocare in queste condizioni: proprio come fanno per il calore, dovrebbe esserci una norma anche per la qualità dell'aria”.

Qualche chilometro più in là, a Kooyong, l'esibizione Sharapova-Siegemund è stata sospesa perché Melbourne è stata avvolta da una coltre di fumo e, in certi momenti del mattino, la situazione è stata classificata come la peggiore al mondo.

“Ho iniziato ad avvertire qualche colpo di tosse sul finire del secondo set, ma visto che sono stata malata nelle ultime settimane ho pensato che fosse dovuto a questo – ha detto la Sharapova – ma poi ho sentito Laura che diceva le stesse cose all'arbitro.

Siamo state in campo oltre due ore, quindi credo che sospendere sia stata la scelta giusta”. A Melbourne Park, l'inizio degli incontri è stato posticipato dalle 10 alle 11, poi i giocatori sono stati spediti in campo perché l'aria era stata ritenuta sufficiente.

Craig Tiley ha ammesso che in mattinata la foschia era davvero significativa. “Ma non metteremo mai in pericolo la salute dei giocatori e dello staff, e non prenderemo nessuna decisione che possa avere un impatto negativo sulla loro salute”.

Secondo Tiley, dopo che erano state sospesi tutti gli allenamenti, le condizioni sono migliorate. Come vi abbiamo anticipato qualche giorno fa, le decisioni si basano su una misurazione della qualità dell'aria effettuata sul posto, con dispositivi appositamente approvati.

Naturalmente, si tiene in considerazione anche il parere dei medici. L'Autorità per la Protezione dell'Ambiente del Victoria aveva emesso un avviso già il giorno prima, avvertendo che sarebbe stata una giornata complicata a causa degli incendi che si stanno sviluppando sia nello stato che nel limitrofo Nuovo Galles del Sud.

Il governo consigliava di ridurre al minimo il tempo trascorso fuori, ed evitare qualsiasi tipo di attività fisica. Consigli che cozzano con un torneo professionistico di alto livello, peraltro all'aperto. Nella notte tra lunedì e martedì, i vigili del fuoco hanno ricevuto oltre 200 allarmi antincendio, poi rivelatisi fasulli (erano stati innescati dalla foschia).

In questo momento, lo stato del Victoria ha ancora 16 focolai attivi, i quali hanno distrutto ben 355 case. Naturalmente i giocatori l'hanno presa male: si è creato un panico generalizzato che ha trovato sfogo sui social network.

Persino Lucas Pouille, che non è in Australia a causa di un infortunio, ha detto la sua. “Continuo a leggere lamentele sulla pericolosità dell'aria. Ma allora perché i giocatori scendono in campo?” ha scritto su Twitter, ottenendo l'approvazione – tra gli altri – di Diego Schwartzman.

Il suo connazionale Gilles Simon ha scelto lo stesso mezzo per manifestare il suo disappunto. Lo ha fatto con ironia: “Dopo aver trovato medici secondo cui giocare con 45 gradi non è pericoloso, o arbitri secondo cui l'erba di Wimbledon non è scivolosa, possiamo trovare anche un esperto che certifichi la qualità dell'aria, definendola “buona”.

Giusto?”. Anche Mandy Minella si è lamentata, domandandosi il perché di tutta questa fretta nello spedire in campo i giocatori, quando ci sarebbe ancora tutto il tempo per terminare le qualificazioni nel weekend (il turno decisivo è previsto venerdì).

Per adesso, il ritardo di un'ora nella prima giornata rimane l'unica vera misura presa dagli organizzatori, che hanno regolarmente programmato i 64 incontri della seconda giornata, a partire dalla mezzanotte italiana.

Nei prossimi giorni è prevista un po' di pioggia che, sulla carta, dovrebbe far migliorare le condizioni. Ma non c'è modo di fare previsioni sul lungo termine: bisogna vivere alla giornata, sperando che non si ripetano più casi come quello della Jakupovic. Un caso molto grave che, purtroppo, rischia di finire nel dimenticatoio.