Fed Cup: Italia, poteva andare meglio. A Tallinn contro Estonia, Grecia e Austria


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Fed Cup: Italia, poteva andare meglio. A Tallinn contro Estonia, Grecia e Austria

Non ci è andata troppo bene. La missione delle azzurre di Tathiana Garbin rimane complessa, ma le chance di promozione sono concrete. La gestazione del Gruppo I – Zona Europa / Africa della Fed Cup è stata eterna: a ottobre abbiamo conosciuto le potenziali avversarie, qualche giorno fa sono arrivate le convocazioni, e soltanto nel tardo pomeriggio di lunedì abbiamo appreso le tre squadre che affronteremo nel Pool A.L'Italia era testa di serie in virtù della 24esima posizione nel ranking ITF.

Dal 5 all'8 febbraio se la vedrà con le padrone di casa dell'Estonia, con l'Austria e con la Grecia. Nel Pool B ci saranno altre tre squadre: la fortissima Ucraina, accompagnata dalle modeste Croazia e Bulgaria: non c'è dubbio che “Tax” le avrebbe preferite rispetto a Estonia e Grecia, ma tant'è.

Il format è abbastanza complicato: le prime due di ogni Pool si affronteranno in sfide incrociate (prima contro seconda), da cui usciranno le due squadre che il prossimo aprile giocheranno gli spareggi promozione, con in palio i posti per il turno di qualificazione alle Fed Cup Finals di Budapest.

La strada è lunga, meglio fare un passo alla volta. Non c'era il rischio di affrontare lo squadrone ucraino, poiché erano l'altra testa di serie. E allora abbiamo pescato tre squadre di medio livello, a partire dalle padrone di casa dell'Estonia.

Nonostante abbiano un'ottima giocatrice come Anett Kontaveit (n.29 WTA), pagano l'assenza di Kaia Kanepi (n.100 WTA, ma giocatrice forte ed esperta). Qualche tempo fa aveva litigato con la sua federazione perché aveva chiesto un compenso troppo alto.

A quanto pare, la frattura non si è sanata: ad affiancare la Kontaveit ci saranno le sconosciute Elena Malygina (n.575 WTA) e Katriin Saar (996), più due giocatrici senza classifica WTA. Insomma, la Kontaveit dovrà battere la nostra numero 1 (Paolini o Giorgi, dipenderà dall'Australian Open), poi dopo la vittoria più o meno scontata della nostra numero 2, si deciderà tutto al doppio, con l'Italia legittimamente favorita.

Stesso principio per il match contro la Grecia, anche se le riserve elleniche sembrano più competitive e potrebbe esserci qualche complicazione. A parte la forte Maria Sakkari (n.23 WTA, bestia nera della Giorgi), si giocheranno un posto da seconda singolarista Despina Papamichail (265) e Valentini Grammatikopolou (305), che peraltro hanno classifiche più o meno equivalenti anche in doppio.

L'unica serie in cui saremo favoriti è quella contro l'Austria. A parte Barbara Haas (n.143 WTA), non hanno giocatrici importanti: il roster è completato da Julia Grabher (227), Melanie Klaffner (519), Mira Antonitsch (655) e la giovanissima Sinja Kraus (866).

Salvo miracoli della Haas, non dovremmo avere problemi. Per la prima volta dopo moltissimi anni, il nostro team non comprende nessuna delle Fab Four per scelta e non per necessità. Con Schiavone, Pennetta e Vinci ritirate, mancherà Sara Errani.

La Garbin le ha preferito Paolini, Giorgi, Gatto Monticone (all'esordio a 32 anni), Trevisan e Cocciaretto. Un team equilibrato, con cinque potenziali singolariste, anche se la titolarità dovrebbe spettare a Paolini e Giorgi.

In sintesi: contro Estonia e Grecia è ipotizzabile l'1-1 dopo i singolari, mentre contro l'Austria dovremmo chiudere più facilmente. Impossibile fare pronostici, anche perché molto dipenderà dallo stato di forma post-Australian Open, nonché dalla possibile stanchezza in loco: giocando tutti i giorni, non è da escludere un ragionato turnover.

Tra i capitani del Pool A, la Garbin è l'unica ad avere una panchina sufficientemente lunga. Potrebbe essere un fattore in una competizione che si giocherà presso il modernissimo Tallink Tennis Centre (Tallink Tennisekeskus in estone), maxi-centro sportivo sponsorizzato dalla nota compagnia di navigazione, che da qualche anno sostiene il tennis in Estonia.

È l'impianto ideale per un evento del genere: ci sono 20 campi da tennis (14 al coperto, 6 all'aperto), 10 campi di badminton, una bella palestra, quattro stanze polifunzionali e anche un bel negozio di attrezzatura tennistica.

La federtennis estone ha scelto di ospitare la Fed Cup qualche anno fa sull'onda della popolarità garantita dagli ottimi risultati di Kanepi e Kontaveit, ma per adesso non hanno avuto grandi soddisfazioni. Dopo aver ospitato il Gruppo Zonale nel 2017 e nel 2018, l'anno scorso hanno lasciato perdere salvo riprovarci quest'anno.

Ci vorrà un mezzo miracolo affinché centrino la promozione, vista la mancanza di alternative valide alla Kontaveit. L'assenza della Kanepi (che rimane la giocatrice ad aver vinto più singolari con la divisa della nazionale, ben 28) può essere molto utile per l'Italia.

Naturalmente si giocherà al coperto, sul cemento indoor, miglior superficie per la Giorgi. Proprio il recupero dell'italoargentina dopo le infinite polemiche degli anni passati è una grande notizia per la Garbin, almeno potenzialmente.

Con l'ascesa della Paolini, l'affidabilità della Trevisan e le buone cose mostrate dalla Cocciaretto, si sta formando un gruppo che sembra avere il potenziale per almeno un salto di categoria. Inutile dire che l'obiettivo sarà la promozione: qualsiasi altro risultato sarebbe da considerare un fallimento, vista la portata (e le assenze) delle avversarie.

Se è vero che il Gruppo I, nei vari gironi, ha attirato 16 top-100 in singolare (più 11 in doppio), spiccano parecchie assenze. Prendiamo la Croazia, priva di Martic e Vekic, dunque spogliata di qualsiasi ambizione.

L'unica squadra al completo è l'Ucraina: per questo sarà fondamentale vincere il girone per evitare Svitolina e compagne, probabili vincitrici del Pool B. In caso di primo posto, invece, pescheremmo una tra Croazia e Bulgaria: “Tax” è autorizzata agli scongiuri, ma in quel caso dovrebbe essere più semplice, viste le assenze croate e l'abbordabilità bulgara.

La sensazione è che sarà cruciale il match contro la Grecia. Gli altri due Pool si giocano a Lussemburgo e comprendono Serbia, Svezia e Lussemburgo (Gruppo A), oltre a Polonia, Turchia e Slovenia (Gruppo B). Ma di questo, all'Italia, interessa relativamente.

Adesso la testa è a Tallinn, passando da Melbourne e dalle indicazioni fornite dal Greenset australiano. Aria permettendo.