Australian Open “al sicuro”. Preludio benefico con Federer e Nadal


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Australian Open “al sicuro”. Preludio benefico con Federer e Nadal

L'Australian Open si giocherà. E la sensibilità di molti top-players ha fatto sì che anche il tennis possa dare una mano a un Paese in ginocchio. Mentre gli organizzatori stanno mettendo in piedi una “Air Quality Policy” che possa tutelare, allo stesso tempo, la salute dei giocatori e il regolare svolgimento del primo Slam stagionale, mercoledì prossimo si giocherà l'annunciata esibizione “AO Rally for Relief”, annunciata subito dopo gli incendi di lunedì e organizzata a tempo di record.

Ma andiamo con ordine: Craig Tiley, amministratore delegato di Tennis Australia e direttore del torneo, ha ribadito che il gioco andrà avanti senza interruzioni sui tre campi principali dotati di tetto retrattile, mentre i campi esterni saranno costantemente monitorati.

Il nuovo sistema di controllo si affiancherà all'Extreme Heat Policy, in vigore ormai da qualche anno. “Si tratta di un'esperienza nuova, non solo per noi, ma per l'intero mondo del tennis – dice Tiley – ma noi siamo stati i primi a creare una policy sul calore estremo, e ci aspettiamo di essere precursori anche nel monitoraggio dell'aria”.

Tiley ha poi aggiunto che i giocatori hanno ben compreso la situazione e hanno apprezzato gli sforzi del torneo. “La novità assoluta sarà un sistema di monitoraggio in tempo reale, direttamente sul posto.

In questo momento l'operazione si può effettuare su un arco di 24 ore, controllando un sito internet, ma noi saremo ancora più dettagliati e porteremo la strumentazione in loco. Utilizzeremo i risultati per prendere ogni decisione nell'interesse e nella sicurezza del pubblico”.

Per la federazione non ci sono particolari rischi economici, poiché prima dell'edizione dello scorso anno è stata stipulata un'assicurazione che garantisce un cospicuo indennizzo in caso di mancato svolgimento del torneo per qualsiasi ragione, dall'attentato terroristico fino alle condizioni atmosferiche.

Stipulata con gli assicuratori Lloyds e Hiscox, costa un paio di milioni all'anno e – anche se Tiley non ha rivelato le cifre – garantirebbe una copertura di oltre 100 milioni. Ma, come detto, si giocherà: “I tennisti hanno capito che su certe cose non possiamo farci nulla: vogliono giocare, quindi il 20 gennaio si apriranno i cancelli e il torneo inizierà”.

Il numero 1 della federtennis australiana ha poi sottolineato che i giocatori sono consapevoli di come i problemi di Melbourne Park siano “insignificanti” rispetto alle aree più critiche, quelle colpite dagli incendi.

Anche per questo, hanno aderito all'esibizione di mercoledì presso la Rod Laver Arena: “Ci saranno Roger Federer, Rafa Nadal, Serena Williams, Naomi Osaka, Caroline Wozniacki, Nick Kyrgios e Stefanos Tsitsipas, ma nei prossimi giorni annunceremo altri giocatori”.

Tra i nomi menzionati ci sono cinque ex vincitori di questo torneo, l'australiano più popolare e l'astronascente del circuito. Lo spettacolo durerà circa due ore e mezza, ma per Tiley sarà una sorta di “raduno” per la comunità del tennis, segno di vicinanza e solidarietà alle vittime della tragedia.

L'evento si terrà alle 18.30 locali (le 8.30 del mattino in Italia) del 15 gennaio e Ticketmaster (nuovo partner di Tennis Australia per la vendita dei biglietti, particolarmente apprezzato per aver eliminato i costi di commissione) ha già messo in vendita i tagliandi che costeranno 54 dollari australiani (intero) oppure 35 (ridotto).

“AO Rally For Relief” è soltanto l'evento clou di un programma benefico messo in piedi per raccogliere più denaro possibile. L'iniziativa si chiama “Aces for Bushfire Relief”. “Questa crisi senza precedenti di incendi boschivi sta devastando persone, proprietà, case, bestiame e animali in tutto il Paese – ha proseguito Tiley – i nostri pensieri vanno a chi sta soffrendo e abbiamo ritenuto fondamentale utilizzare i nostri eventi per dare un contributo a tante persone, e aiutarle a ricostruire le loro vite.

La risposta del mondo del tennis è stata travolgente, ed è bello vedere tutti riuniti”. Tra le altre iniziative benefiche abbiamo #Aces4BushfireRelief, che garantisce una donazione di 100 dollari per ogni ace messo a segno in tutti i tornei dell'estate australiana: oltre a Melbourne, valgono gli “assi” tirati in ATP Cup, nonché nei WTA di Brisbane, Adelaide e Hobart, oltre al Challenger di Bendigo (previsto a Canberra, è stato spostato per l'insostenibile condizione ambientale della capitale amministrativa).

Da parte sua, Tennis Australia ha già stanziato un milione di dollari per aiutare le comunità a riparare o ricostruire le strutture tennistiche (e da quelle parti sono molte) che sono state danneggiate o distrutte dalle fiamme.

Non poteva mancare un sostegno dal mondo dello spettacolo: domenica 19 gennaio, alla vigilia del main draw, ci sarà “AO Music for Relief”, concerto della nota cantante Jessica Mauboy. Tra l'altro, a breve saranno annunciati altri artisti.

Ma torniamo al torneo: nella convinzione che gli organizzatori metteranno al primo posto la tutela di pubblico e giocatori, entra in ballo la questione morale. Mentre case e boschi bruciano a non troppi chilometri di distanza, è opportuno giocare un torneo di tennis? In effetti esiste un precedente che favorirebbe l'idea di una cancellazione: nel 2012, a pochi giorni dalla gara, fu cancellata la Maratona di New York.

Fu ritenuto inopportuno svolgere una giornata di festa pochi giorni dopo il passaggio dell'Uragano Sandy, che aveva messo in ginocchio la Grande Mela. Pur garantendo a tutti gli iscritti la partecipazione per l'anno successivo, gli organizzatori crearono un danno a molti iscritti.

La Maratona di New York è un evento globale, capace di attirare persone da tutto il mondo. Quando fu comunicata la cancellazione, circa 40.000 dei quasi 50.000 partecipanti erano già arrivati in città. Tuttavia, l'amministrazione locale ritenne più giusto destinare i servizi della città a chi era stato vittima di una calamità, anziché a una competizione sportiva.

Tuttavia, la discussione è ribaltabile: ha senso annullare un evento globale che genera esclusivamente ricadute positive sul territorio? Il giro d'affari creato dal torneo è impressionante e offrirà all'Australia, e all'intera regione del Victoria, una spinta morale di cui potrebbe esserci bisogno.

Al netto dalla priorità alla tutela di chi sarà a Melbourne Park, sarà importante che gli organizzatori cerchino di mettere tutti nelle stesse condizioni. I big avranno sempre il vantaggio di giocare sui campi principali, ma ci vorrà la dovuta attenzione nel programmare gli incontri sui campi esterni, laddove l'aria potrebbe essere intrisa di fuliggine.

Nel frattempo gli affari vanno a gonfie vele: la vendita di biglietti è superiore di circa il 10% rispetto all'anno scorso, quando è stata raggiunta la cifra record di 796.435 spettatori. Grazie agli incassi dell'Australian Open, che rappresentano (di gran lunga) la voce principale del fatturato, quest'anno Tennis Australia dovrebbe incassare oltre 400 milioni di dollari grazie anche a nuovi accordi di sponsorizzazione: l'ultimo è stato siglato con Emirates, che affiancherà Rolex e il marchio di liquori cinese Luzhou Laojiao.

Indiscrezioni parlano di un accordo di oltre 10 milioni di dollari, mentre lo sponsor principale rimarrà KIA: la compagnia automobilistica coreana versa 17 milioni all'anno nelle casse di Tennis Australia. Cifre monumentali, utili per capire perché non ci si vuole fermare. E perché non ci si fermerà.