Thiem ha scelto: benzina Muster per vincere uno Slam



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Thiem ha scelto: benzina Muster per vincere uno Slam

Prima o poi doveva accadere. La fumata bianca era nell'aria, poi la collaborazione in ATP Cup (che pure non è andata troppo bene) ha concretizzato una delle partnership più attese, quasi scontata: nel 2020, Dominic Thiem si farà aiutare (anche) da Thomas Muster.

Si tratta del classico esperimento di “super-coach” ad affiancare un tecnico a tempo pieno, moda inaugurata qualche anno fa quando il circuito ha riscoperto leggende come Lendl, Chang, Becker, Edberg e Ivanisevic nelle vesti di allenatore.

Nicolas Massu, attuale head coach del numero 4 ATP, può dormire sonni tranquilli: resterà in sella. D'altra parte il suo lavoro è stato straordinario: nel 2019, Thiem ha vinto cinque titoli ATP, di cui tre lontano dalla terra battuta, e ha sfiorato la vittoria al Roland Garros.

Già, quel Roland Garros che è l'obiettivo principale di “Dominator”. Quel Roland Garros che 25 anni fa andò a Thomas Muster, unico austriaco a vincere uno Slam e diventare numero 1 del mondo.

Era inevitabile che prima o poi le loro strade si sarebbero incrociate. Hanno troppo in comune, a partire da un tennis perfetto per la terra battuta e un utilizzo quasi esasperato delle rotazioni, oltre a una profonda etica del lavoro.

Ma hanno anche importanti differenze: tanto grintoso e polemico Muster, quanto serio e posato Thiem. Per questo potrebbero completarsi a vicenda. Le indiscrezioni sulla possibile partnership risalgono allo scorso ottobre, durante il torneo di Vienna.

Qualche settimana più tardi, a margine delle ATP Finals, Thiem si era espresso positivamente sulla possibilità di una collaborazione. “Thomas ha molte idee, è l'unico austriaco ad aver vinto uno Slam e io non ho ancora raggiunto il mio obiettivo”.

Non c'era nulla di definitivo, se non le due settimane di collaborazione per l'ATP Cup, in cui Muster ha capitanato la sfortunata spedizione austriaca (hanno battuto l'Argentina, ma hanno perso contro Croazia e Polonia).

“Sono molto felice di aver raggiunto l'accordo con 'Tom' – ha detto il n.4 ATP – sarà sicuramente una bella esperienza. Ci siamo allenati insieme negli ultimi giorni e ha funzionato molto bene.

La sua presenza come supervisore sviluppa una grande energia, poi mi ha dato preziosi consigli come capitano. Lavorare con lui mi aiuterà molto, siamo molto motivati. Ho la sensazione che possa aiutarmi ed è l'unico austriaco ad avere vinto un titolo del Grande Slam.

Questo è uno dei miei grandi obiettivi”. Per Muster, 52 anni, sarà il primo impiego di questo tipo nel circuito ATP. È un tipo strano, il buon Thomas. Ricordato per la sua folle grinta sul campo, accompagnata da una monumentale forza di volontà, ha bisogno di forti motivazioni.

Quando le perde, è un guaio. Come quando ha smesso di giocare, nel 1999, senza annunci. Perse al Roland Garros e sparì dalla circolazione per parecchi anni. Aveva preso casa in Australia, era ingrassato, aveva riversato in qualche vizio di troppo i tanti anni di sacrifici nel tour (con tanto di eroico recupero dopo l'incidente di Key Biscayne 1989, quando un ubriaco gli frantumò la gamba prima della finale).

Poi si mise in testa di riprendere a giocare, abbondantemente superati gli “anta”. Non fu una scelta mediatica, semplicemente sentiva di fare così. Gli diedero decine di wild card nei tornei Challenger, soprattutto in Italia, e non andò benissimo.

Meglio rifugiarsi nell'ATP Champions Tour, laddove ha giocato diverse partite. Curiosamente, il suo penultimo match ufficiale è arrivato proprio contro Thiem, a Vienna 2011. Un simbolico passaggio di consegne contro un ragazzo (allora 18enne) che prometteva bene, ma che non si pensava così forte.

Di certo a Muster è tornata voglia di tennis dopo il lungo periodo di “disintossicazione”, ma nessuno lo aveva spinto a mettersi in gioco così. Nemmeno Anastasija Sevastova, di cui è stato mentore per qualche anno.

Non voleva neanche si sapesse, fino a quando ha deciso di rivelarlo lo scorso anno. Quando un giornalista gli chiese se in questi anni avesse mai avuto il desiderio di allenare, diede una risposta-shock: “Sto seguendo Anastasija Sevastova da quattro anni.

Si era fermata e io l'ho spinta a riprovarci, adesso la alleno telefonicamente. Lo faccio gratis, nessuno deve saperlo”. A parte l'ultima frase (perché lo dici a un giornalista se nessuno lo deve sapere?), in quelle parole c'è l'essenza del personaggio Muster: uno che vive d'istinti, di motivazioni, di passioni, in totale libertà.

Per anni ha preferito guidare un trattore e tagliare gli alberi vicino a casa, ristrutturare la sua casa a Graz e aprire un cantiere in Nuova Zelanda. Adesso ha trovato la motivazione giusta con il connazionale, anche se non va matto per il tennis attuale.

“Oggi non ci sono più le rivalità di un tempo – aveva detto – adesso è tutto fotografato e pubblicato su Instagram, tutto deve essere politicamente corretto. Non sopporto il mondo digitale, in cui ognuno parla di argomenti che non conosce.

Le rivalità ci sono, ma pubblicamente sono solo coccole e complimenti. Per come la vedo io, chiunque pesca nel mio stagno è un avversario”. Mentalità che sembra perfetta per mettere un po' di cattivera, di benzina fumante nel motore di Dominic Thiem, bravo ragazzo per antonomasia.

“Mi limiterò a collaborare con Massu – ha detto un arrazzato Muster – sarà sempre lui il coach principale. Credo che potremo completarci molto bene a vicenda e ottenere il meglio da Dominic”.

La collaborazione è limitata a 20 settimane: comprenderà Slam, Masters 1000 e pochissimo altro. “Non avrei accettato un impegno del genere da nessun altro. E negli ultimi anni ho ricevuto diverse offerte”.

Dopo una vita con Gunther Bresnik, che è stato il suo primo maestro dopo il padre, Thiem ha scelto di esplorare nuovi sentieri per raggiungere i suoi limiti. Con Massu e il preparatore atletico Duglas Cordero ha trovato nuova linfa, approcciando in modo diverso i tornei lontano dalla terra battuta.

Adesso sente di poter fare un passo in più: battere costantemente i migliori e intascare il suo primo Slam. La carica psicologica di Muster, in effetti, può essere la benzina giusta per dargli una mano. I suoi atteggiamenti spicci, quasi crudi, possono essere perfetti per lui.

Per informazioni chiedere a Dennis Novak, numero 2 austriaco in ATP Cup. Dopo aver perso 6-0 il primo set contro Guido Pella, ha avuto un duro confronto con Muster in bagno. Già durante il primo set, davanti a tutti, il capitano gli aveva detto in mondovisione: “Quando la smetterai di giocare a ping pong?”.

“Poi ci siamo trovati in bagno e abbiamo avuto un duro confronto, in cui sono volate parole dure, difficili” ha ammesso Novak. Risultato? 0-6 6-4 6-4 per l'austriaco. Cattiveria e killer istinct: proprio quello che serve a Dominic Thiem. La sfida è appena cominciata.