Le speranze del Clijsters-Tris, tra famiglia e... spaccate


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Le speranze del Clijsters-Tris, tra famiglia e... spaccate

Niente Australia, ma due mesi in più per ritrovarsi e mettere a punto il fisico dopo un piccolo infortunio a un ginocchio. Sarà il torneo WTA di Monterrey ad accogliere il rientro nel circuito di Kim Clijsters, secondo “comeback” della belga dopo quello, ben più logico, di dieci anni fa.

Intervistata dal Telegraph, l'ex n.1 del mondo ha fatto il punto della situazione e ha spiegato le ragioni che l'hanno spinta a un tentativo che sembra fuori tempo massimo, a sette anni dall'ultimo match. “Forse non vincerò neanche una partita, ma di sicuro darò tutta me stessa”.

L'annuncio risale allo scorso settembre e ha sorpreso un po' tutti, perché il suo precedente ritorno le aveva dato tutto quello che le era mancato nella prima carriera. Oggi Kim è madre di tre figli (Jada, 11 anni, famosa per la sua gioiosa presenza alla premiazione dello Us Open 2009, oltre a Jack, 6 anni, e Blake, 3) e non si è mai staccata dal mondo del tennis, giocando diverse esbizioni e riciclandosi nel ruolo di opinionista.

Di certo si è presa molto tempo libero nella sua bella casa di Bree, piccola città belga, laddove aveva iniziato a giocare a tennis insieme alla sorella minore Elke. La stessa città dove ha mandato a scuola i suoi bambini, dove i nonni vivono nella casa accanto e tanti animali domestici completano il quadro familiare.

Nell'intervista con Vicki Hodges, ha spiegato di aver ricevuto un'accoglienza molto calorosa dai compagni dei suoi figli e dai loro genitori, emozionati nel condividere la quotidianità insieme a una leggenda del tennis.

“La reazione della gente alla notizia del mio ritorno è stata fantastica. Una volta ero sulla costa con i bambini e una signora ci è corsa incontro, poi è tornata e mi ha detto che non voleva disturbarmi, ma che quello che sto facendo è una bella fonte di ispirazione.

È molto toccante, mi emoziona avere questo tipo connessione con persone che non conosco”. Al momento di decidere se riprendere la racchetta in mano, l'unico dubbio riguardava il suo ruolo di moglie e madre.

“Vale la pena tornare nuovamente sotto i riflettori?” si era domandata. “Però mi hanno dato diversi consigli su come Federer e altri giocatori riescono a gestire la situazione. Quando sono a casa preferirei non rilasciare interviste, preferisco una vita normale.

Quando è uscita la notizia, le troupe televisive sono andate nella scuola dei miei figli. In quel momento ho sperato che il clamore finisse in fretta e che le nostre vite possano rimanere le stesse. Vorrei soltanto giocare a tennis e farlo ad alto livello”.

Come detto, Kim è già tornata nel 2009 dopo essersi ritirata nel 2007, ad appena 24 anni, per creare una famiglia col marito Brian Lynch, ex giocatore di basket. Al terzo torneo dopo il rientro, vinse lo Us Open.

Nella sua seconda carriera ha vinto tre Slam, diventando la prima madre al n.1 WTA, oltre a eguagliare Margaret Court come mamma più vincente di sempre, con tre Slam in tasca. “Stavolta sarà diverso – ammette la Clijsters – non ho intenzione di giocare molti tornei, i bambini non viaggeranno spesso con me.

Dovrò stabilire la programmazione con intelligenza, per capire come combinare il tutto con gli impegni scolastici dei miei figli”. Sulla durata di questo comeback non ci sono particolari certezze: “Non sarà una carriera di cinque anni.

Potrebbe essere di 2, 3, magari 4 anni se rimango in salute e capirò le reazioni del mio corpo. Dovrò capire di quanto tempo avrò bisogno tra un torneo e l'altro, quanti tornei di fila potrò giocare.

L'esperienza non mi manca, ma è una situazione nuova”. La scelta di tornare non è stata improvvisa, ma è germogliata lentamente. Il momento decisivo è stato l'Australian Open dell'anno scorso, in cui ha giocato il torneo delle leggende.

“E mi divertivo molto. Trovarmi a fare la commentatrice, e così vicino al gioco, ha riacceso la mia passione. Ne ho parlato con mio marito: avevo 35 anni e gli ho fatto gli esempi di Federer, Venus e Serena. Forse era il caso di provare? Ci avevo pensato anche l'anno prima, ma poi tornavo a casa e avevo molto da fare con i bambini”.

Quando ha preso la decisione ha parlato col suo allenatore, poi ha dato la notizia al marito e alla primogenita. Jada gioca a basket come il padre e non può ricordare la premiazione dello Us Open 2009, quando la madre la prese in braccio insieme al trofeo.

Era troppo piccola. Anche per questo, forse, è così felice del progetto della madre. Quando l'ha vista giocare lo scorso maggio, all'inaugurazione del nuovo Campo 1 di Wimbledon, l'ha presa da parte e le ha detto: “Mamma, devi tornare”, anche se pensava che Venus Williams (avversaria in quell'esibizione) fosse più giovane della madre.

Anche quella, a modo suo, è stata una motivazione. Il rientro è rinviato, ma Kim ha già accettato una wild card per i tornei di Monterrey, Indian Wells e Charleston. I momenti più emotivi, naturalmente, arriveranno in estate, con le probabili partecipazioni a Roland Garros e Wimbledon.

Ma che Clijsters dobbiamo aspettarci? Sarà ancora così atletica? Sarà ancora in grado di fare le sue famose spaccate? La prima le è venuta spontaneamente, qualche settimane fa, mentre si allenava a Tenerife.

Il suo team è rimasto col fiato sospeso, ma coach e preparatore si sono messi a ridere. “Mi hanno chiesto cosa stessi facendo e mi sono scusata. Non credo che succederà spesso, ma chissà”. Il rientro di Kim è doppiamente affascinante perché dovrà fronteggiare tante giovani sempre più competitive, molto più che dieci anni fa.

“Sono rimasta impressionata dalla potenza sprigionata da Naomi Osaka, ma questa è la sfida: non vedo l'ora di affrontare giocatrici come lei. Voglio provare questa sensazione e vedere cosa succede”. Siamo curiosi anche noi.