Patricia Maria Tig, la seconda giovinezza di una baby mamma



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Patricia Maria Tig, la seconda giovinezza di una baby mamma

Soltanto qualche giorno fa, tra nostalgici e progressisti, la Romania ha “celebrato” i trent'anni dalla fine del regime socialista e la scomparsa di Nicolae Ceausescu. Qualche passatista rimpiange le condizioni di vita di allora, quando il Paese aveva azzerato il debito pubblico “e almeno tutti avevano un lavoro”.

Ancora oggi, il dibattito interno è molto acceso. Chi non ha fatto in tempo a vivere quegli anni, e guarda con ottimismo al futuro da tennista, è Patricia Maria Tig. Non è mai stata una giocatrice di primo piano, ma quello che ha fatto nel 2019 è degno di nota.

Dopo una pausa di quasi due anni per infortunio e maternità, è tornata su ottimi livelli e punta a vivere una seconda parte di carriera migliore rispetto alla prima. Figlia di una giocatrice di pallavolo e di un maestro di tennis, aveva fatto parlare di sé nel 2015, all'età di 21 anni, quando ha raggiunto la finale al torneo WTA di Baku.

Era soltanto la sua seconda apparizione in un torneo del circuito maggiore. Specialista della terra battuta, l'anno dopo avrebbe raggiunto i quarti al Premier Mandatory di Madrid, poi nel 2017 è entrata per la prima volta tra le top-100.

La sua stagione, tuttavia, si è interrotta bruscamente quando si è infortunata durante il torneo di Guangzhou, quando fu portata fuori dal campo in sedia a rotelle dopo essere collassata sul campo, in preda a conati di vomito.

La sua carriera è stata falcidiata dai problemi fisici: il peggiore è stato un problema alla schiena con cui convive da 7-8 anni. Ripensando al passato, dice che forse l'avrebbe gestito diversamente. Tuttavia, il lunghissimo periodo fuori dai campi le ha dato una grande gioia: nel settembre 2018 è diventata madre, mettendo al mondo Sofia, avuta con il compagno Razvan Sabau, ex grande promessa mancata del tennis rumeno.

Campione di Wimbledon junior e numero 1 al mondo tra i ragazzi, non è mai andato oltre il numero 74 ATP. Il loro è un fortunato caso di partnership professionale sfociata in una relazione sentimentale. “Siamo fieri e orgogliosi di essere diventati genitori – dice la Tig – ma abbiamo sempre parlato di un mio ritorno nel tennis.

Abbiamo lavorato duramente per tornare nel tour: come dico sempre, il lavoro paga”. Tra infortuni e maternità, l'assenza della Tig si è protratta per 18 mesi. È ripartita in primavera, dai tornei più piccoli del circuito ITF.

Ha scelto il Messico, laddove ha partecipato a ben nove tornei a Cancun, spalmati su dieci settimane. “Abbiamo pensato che fosse la cosa migliore per tornare in forma, e posso dire che l'inizio non è stato facile – dice la rumena – ci siamo allenati, poi giocavo partite e le cose sono migliorate giorno dopo giorno”.

Con un bottino di quattro finali e due vittorie, è entrata nel “solo” ranking ITF, poiché all'epoca era ancora in vigore la doppia classifica, lo sfortunato tentativo della Federazione Internazionale di rendere più selettivo l'approccio al professionismo.

Forte del ranking protetto, ha comunque giocato le qualificazioni a Wimbledon salvo poi tornare nel circuito WTA al torneo di casa, a Bucarest. Priva di ranking, si è conquistata una wild card per le qualificazioni vincendo un torneo interno: non contenta, ha vinto sette partite per raggiungere la seconda finale in carriera.

“Dopo la trasferta in Messico non avevo particolari obiettivi, volevo soltanto godermi il momento, ma con Razvan è tutto diverso – continua la Tig – mi ha sempre detto che avrei chiuso la stagione tra le top-100 WTA, ma non ci credevo.

È sempre stato al mio fianco, anche nei momenti difficili, e vi assicuro che non era facile, ma alla fine ha avuto ragione. Ce l'abbiamo quasi fatta e ne siamo orgogliosi. Anche i miei genitori mi sono rimasti vicini, anche se a loro interessa meno se gioco a tennis.

La cosa importante è la mia felicità”. Nel suo percorso a Bucarest ha battuto anche Anastasija Sevastova, oltre a Krystina Pliskova e Laura Siegemund. L'avventura si è conclusa in finale con la ventenne Elena Rybakina, ma non importa.

“Rimane una settimana speciale, anche perché avevo dovuto giocare le prequalifiche per ottere una wild card per le qualificazioni. Nessuno credeva che sarei tornata competitiva, soprattutto dopo la nascita del nostro bambino.

Però l'atmosfera è stata straordinaria, hanno fatto tutti il tifo per me”. In un colpo solo è tornata tra le top-300, poi ha giocato le qualificazioni allo Us Open e si è qualificata per il main draw nei tornei di Hiroshima e Seul.

In mezzo, ha vinto un titolo importante al WTA 125 di Karlsruhe, vincendo una finale di gran livello contro Alison Van Uytvanck, peraltro dopo aver perso il primo set. “In realtà mi piace giocare su tutte le superfici – dice, quando le ricordano che i migliori risultati sono arrivati sulla terra battuta – adesso mi aspetto di ottenere successi un po' dappertutto.

Ma Karlsruhe rimarrà un ricordo speciale, anche perché Sofia era con noi e ci siamo trovati benissimo. Spero di tornarci”. Attualmente numero 114 WTA, ha preparato la nuova stagione con il compagno e il preparatore atletico Lucian Nicolescu: l'obiettivo è chiaro, migliorare un best ranking fissato al numero 83 WTA.

Sarebbe il regalo più bello per la piccola Sofia, che di recente ha imparato a camminare. “La mia vita da mamma è stupenda, non potrei chiedere di meglio! È qualcosa di indescrivibile. Sofia sta muovendo i primi passi, mostrandomi che il tempo vola.

Questo mi spaventa un po', lo ammetto, però stare con lei e Razvan mi dà pace e felicità. Posso dire che la mentalità è cambiata: durante il periodo lontano dal tennis sono cresciuta molto come persona e ne sono orgogliosa.

Questo si riflette sul campo: i miei colpi sono migliorati perché la testa funziona meglio. Adesso gioco con efficacia sia di dritto che di rovescio, ma naturalmente ci sono molte cose su cui devo migliorare. Ad ogni modo mi sento molto meglio sul campo.

Mi diverto, sono più umile e ne sono orgogliosa. Il 2019 è stato il mio anno migliore, ho imparato tante cose e stiamo aspettando il 2020 a braccia aperte, cercando di fare del nostro meglio. Come sempre”.

E chissà che non possa trovare anche un posto nel team rumeno di Fed Cup, che i prossimi 7-8 febbraio si giocherà l'accesso alle Finals contro la Russia, a Cluj. Già, perché è già arrivata la notizia del forait di Simona Halep.

Male per le ambizioni della nazionale, ma forse potrebbe esserci un posto per Patricia Maria, attuale numero 6 rumena, la baby mamma che sta vivendo una seconda giovinezza.