Schuurs, Famiglia d'Olanda: l'erede di De Ligt e il sogno olimpico di Demi



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Schuurs, Famiglia d'Olanda: l'erede di De Ligt e il sogno olimpico di Demi

È stato un Natale speciale per la famiglia Schuurs. Chi segue il tennis conosce soprattutto Demi, ottima doppista (è n.14 WTA nel ranking di specialità), ma il nome Schuurs significa molto per lo sport olandese, a maggior ragione dopo che il terzogenito Perr sta finalmente trovando spazio nell'Ajax, laddove punta a diventare degno erede di Matthias Del Ligt.

Senza dimenticare papà Lambert, 57 anni e detentore di molti primati nel mondo della pallamano (ha vinto 5 scudetti e vanta 312 presenze con la maglia della nazionale, record assoluto). Lo scorso Natale, gli Schuurs si sono ritrovati nella casa di famiglia a Nieuwtadt, godendosi un pranzo in compagnia dopo essere stati insieme “non più di 10 minuti” in tutto il 2019.

Ci sono abituati, vista la lunghissima carriera del padre, che ha girato Olanda ed Europa per oltre vent'anni. Ma la tregua è durata poco: Perr è già volato in Qatar per gli allenamenti invernali dell'Ajax, mentre Demi è partita per l'Australia.

L'unica a restare a casa è la 23enne Fleau, discreta giocatrice di pallamano che però fa anche altro: gestisce un centro di assistenza per l'infanzia. Il 2019 è stato un anno importante per Perr Schuurs: più che giocare, l'obiettivo era irrobustirsi.

Gliel'aveva chiesto mister Erik ten Hag, che lo ha premiato con una decina di presenze in campionato e un paio in Champions League. Ha giocato anche gli ultimi 20 minuti della rocambolesca sfida di Stamford Bridge contro il Chelsea, terminata 4-4 con l'Ajax rimasto in 9 uomini.

“Siamo stati contenti del risultato, anche se alla fine non è bastato per ottenere il passaggio del turno” dice Perr, 20 anni e la necessità di maturare tatticamente, perché proprio da un suo errore è scaturita la sconfitta contro l'AZ Alkmaar.

“È stato un buon esempio per capire in cosa devo migliorare – racconta – Ten Hag mi ha detto che anche a lui era capitato di fronteggiare un attaccante che non aveva fatto nulla per 89 minuti, poi ha segnato il gol partita.

È una lezione importante, devo rimanere concentrato fino all'ultimo minuto”. Il passaggio di Perr all'Ajax è stato un po' casuale: da capitano del Fortuna Sittard, a 17 anni era stato contattato dal PSV Eindhoven, scelta ben più gradita a mamma Monique.

“Inoltre ci aveva detto che gli sarebbe piaciuto giocare lì – dice papà Lambert – però il suo agente ci ha consigliato di parlare con l'Ajax prima di decidere”. Alla fine ha scelto Amsterdam, ed è più che felice della scelta.

“Si dice che sia un club freddo, invece ho potuto sperimentare il contrario. Abbiamo un bel gruppo, sento il calore dei compagni, se tutti vogliono giocare con l'Ajax ci sarà un motivo”. Ma in famiglia si respira anche tennis.

Demi Schuurs ha 26 anni e viene da una stagione importante: da specialista del doppio, è stata spesso costretta a cambiare partner. L'anno scorso aveva vinto 7 tornei con 6 compagne, poi ha chiuso l'avventura con Bethanie Mattek-Sands per i problemi fisici dell'americana.

Nel 2019 ha fatto ottime cose con Anna-Lena Groenefeld, raggiungendo le WTA Finals grazie a cinque finali. Dopo il ritiro della tedesca, ha dovuto cercare un'altra compagna. Pur avendo un certo “mercato”, ma ha optato per una soluzione rischiosa: nel 2020 la vedremo in coppia con la 44enne Kveta Peschke.

“Ormai sono abituata a cercare regolarmente un partner – racconta l'olandese – per fortuna mi so adattare molto facilmente. La mia compagna ideale picchia duro da fondocampo e mi consente di giocare bene al volo.

Se non ho la giusta alchimia, ho meno opzioni”. Nel 2020, Demi potrà coronare il sogno olimpico. Aveva siglato un patto con Kiki Bertens, ma quest'ultima non era sicura di andare a Tokyo. Raggiunto l'accordo con la sua federazione, ha regalato un sospiro di sollievo alla Schuurs.

“Vorrei davvero vincere la medaglia d'oro, e con Kiki sarà più facile. So che le Olimpiadi non sono una sua priorità, fatico un po' a capirla, ma trovo fantastico che abbia scelto ugualmente di giocare”.

La figlia “di mezzo” è Fleau, che però non ha mai avuto lo spirito agonistico di Demi e Perr. “Preferivo restare sdraiata sul divano – racconta – da piccola volevo spostarmi in Danimarca, ma poi ho rinunciato.

Non è stato difficile scegliere lo sport in cui mio padre era fortissimo”. Da quelle parti, la tradizione è enorme: la nazionale femminile è diventata campione del mondo per la prima volta, ma Fleau non ha raggiunto quei livelli.

“Il suo stile di gioco mi assomiglia – dice il padre – semplice e senza fronzoli. Avrebbe sicuramente potuto giocare più in alto”. Gioca nella sezione femminile del Sittardia, stessa squadra del padre: dopo la retrocessione, le cose stanno andando bene in seconda divisione.

“Ma va bene così, ho trovato la mia strada – racconta – durante una cena, mia nonna mi ha presentato ad amici come la sorella di Demi. L'hanno corretta, dicendo che anche io ho la mia identità.

Ok, ma mi sta bene restare in secondo piano”. Il capofamiglia si tiene in splendida forma: è rimasto nel mondo della pallamano come allenatore e corre 15 km quasi ogni giorno. Fu lui ad avvicinare Demi al tennis, portandola a giocare ogni giorno alle 18.30, terminati gli allenamenti di pallamano.

Le ha trasmesso un profondo senso di disciplina, al punto da punirla con giri di campo di corsa ogni volta che lanciava una racchetta. Una volta fu costretta a correre anche dopo aver vinto un torneo, sotto la pioggia, a Scheveningen.

“E fu uno dei miei rari successi in singolare”. “Probabilmente io e Fleau non lo faremmo” scherza Perr. In tutto questo, la figura della madre è fondamentale. È lei il “capitano della nave”, tiene l'equilibrio in famiglia, soprattutto quando il marito è un po' troppo sportivo e un po' troppo poco padre.

“Non amo lo sport, gliel'ho detto: ora vorrei fare qualcosa di divertente anziché seguire pallamano, tennis e calcio”. Tuttavia quest'anno si è concessa un viaggio allo Us Open insieme alle due figlie e ha vissuto l'ebbrezza di condividere la sala giocatori con Roger Federer e Rafael Nadal.

“Lì abbiamo capito quanto sia speciale l'ambiente raggiunto da Demi” dice la sorella. E pensare che la Schuurs era stata scartata dalla federtennis olandese quando aveva 12 anni. “Avevano fatto passare il messaggio che non ce l'avrei fatta comunque.

Adesso hanno bisogno di me per la Fed Cup e per le Olimpiadi”. I risultati ottenuti in questi anni rappresentano una grande rivincita, un sollievo per tutta la famiglia. “Quasi tutte le sue coetanee che si sono allenate con la KNLTB hanno smesso – sogghigna papà Lambert – e oggi non emergono nuovi talenti”.

Ma non è stato un percorso facile: a inizio carriera viaggiava spesso da sola, poi a 19 anni è stata molestata da un fisioterapista ad Antalya. “Quando lo venne a sapere, mio padre voleva prendere il primo aereo.

Non è stato facile presentare una denuncia, nonostante ne avessimo parlato con ITF e federtennis olandese. Poi ho saputo da un'altra giocatrice che quella persona continuava a lavorare lì, dopo appena due settimane.

Non ci sono mai più tornata”. Adesso guadagna a sufficienza per garantirsi uno staff di alto livello “E comunque in Olanda non sarebbe mai successo. Dopo quell'episodio non ho più voluto avere a che fare con un fisioterapista maschio e avevo preso una persona che mi accompagnasse.

Adesso non ho più problemi, anche se nel circuito WTA ci vengono assegnate solo donne”. Demi Schuurs è apertamente omosessuale. Non fa nulla per nasconderlo, giocando con i pantaloncini e tenendo i capelli corti.

Alla cerimonia di gala delle WTA Finals ha sfilato con un abito su misura. “In effetti non ha mai voluto indossare un vestito” racconta la madre. “Mentre io giocavo con le Barbie, lei preferiva il domino” scherza la sorella.

Il coming out è arrivato a 17 anni, prima lo ha rivelato ai genitori, poi si è “liberata” pubblicamente. “Per noi non è stata una sorpresa – racconta il padre – da allora, è diventata molto più esuberante.

Ci ha chiesto se poteva dirlo anche ai nonni, ovviamente non ci sono stati problemi. Per fortuna nessuno ha reagito male, neanche nel nostro ambiente”. In realtà c'è voluto un po' affinché le colleghe si abituassero a vederla giocare in pantaloncini.

“Adesso ricevo tanti messaggi, soprattutto su Instagram, di giovani lesbiche che mi considerano un modello”. E pensare che da giovane aveva avuto diverse relazioni con ragazzi. “Poi ho scoperto la mia natura quando mi è piaciuta una ragazza.

Sorprendentemente, piaccio molto ai giovani in Asia. Non so perché, forse perché ho il coraggio di essere me stessa”. Il suo atteggiamento è piaciuto alla leader dello spogliatoio WTA, Serena Williams.

Secondo il padre, l'americana non parla con quasi nessuna collega, mentre lo fa spesso con Demi. “E le ha persino presentato sua figlia. Lo sport ha arricchito le nostre vite”. In attesa di coronare un sogno, che sia sul centrale di uno Slam o magari in una finale di Champions League, laddove l'Ajax di De Ligt non era arrivato per un soffio, nell'incredibile semifinale contro il Tottenham. È una delle tante sfide della famiglia Schuurs. La famiglia sportiva d'Olanda.