Miss Berrettini ha le idee chiare: “Voglio la seconda settimana negli Slam”


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Miss Berrettini ha le idee chiare: “Voglio la seconda settimana negli Slam”

“Credevo di essere attirato dalle bionde, invece mi ritrovo con una mora. Ajla ha un animo buono, direi additittura puro, che ho dovuto scoprire per gradi. Per sua educazione e cultura, aveva messo su una scorza: mi ha intrigato partire alla ricerca, andare oltre.

E quello che ho trovato mi ha colpito”. Con queste parole, rilasciate al Corriere della Sera alla vigilia delle ATP Finals, Matteo Berrettini ha descritto la love story con la numero 2 australiana (ma croata d'origine) Ajla Tomljanovic.

Le voci su un fidanzamento si erano moltiplicate in estate (durante un match della Tomljanovic era comparso in tribuna persino Vincenzo Santopadre), poi i due hanno scelto di non nascondersi. Non avrebbe avuto senso. Lei ha fatto il tifo per Matteo allo Us Open, a Vienna, poi si è recata anche a Londra subito dopo aver giocato la finale di Fed Cup.

Una love story discreta, simboleggiata da qualche foto o video su Instagram, semplice, senza particolari ostentazioni. D'altra parte Berrettini è così, e c'è da sperare che continui a essere così.

E non c'è da stupirsi più di tanto che la sua ragazza sia una tennista, perfettamente in grado di comprendere le esigenze di un giocatore. Ma se Matteo ha scelto di restare ai box per qualche giorno in più, saltando l'ATP Cup, lei è già in pista.

Le sue vacanze sono durate pochissimo, visto che a metà mese era già in campo ad Abu Dhabi: l'infortuno di Amanda Anisimova le ha consentito di giocare al Mubadala World Tennis Championship, una semplice esibizione contro Maria Sharapova.

Ma cosa c'è da aspettarsi dalla Tomljanovic tennista? Dopo che l'ITF le ha un po' regalato la possibilità di giocare in Fed Cup (hanno interpretato in modo decisamente elastico i regolamenti: in teoria non avrebbe potuto rappresentare l'Australia dopo aver già giocato per la Croazia), si è presa una brevissima pausa.

“Che è stata sufficiente per recuperare – aveva detto negli Emirati – vengo da 3-4 settimane di ottimi allenamenti”. In Arabia non è andata benissimo, visto che ha perso 6-4 7-5 (nonostante abbia avuto un break di vantaggio in entrambi i set), ma le esibizioni lasciano il tempo che trovano.

Il 2019 è stata una discreta stagione, chiusa al n.51 WTA (migliore australiana alle spalle di Ashleigh Barty), forte di una finale WTA a Hua Hin e non così distante dal best ranking (n.39, ottenuto in aprile).

Tuttavia Ajla vuole di più: “Ritengo sempre positivo chiudere tra le top-50 WTA, ma se devo essere onesta avrei desiderato qualcosa di meglio – dice – però c'è sempre un anno nuovo a disposizione e penso di essere pronta per fare ancora meglio”.

Il salto di qualità deve arrivare nei grandi tornei, laddove non ha uno storico troppo positivo: se escludiamo gli ottavi raggiunti al Roland Garros 2014, nelle restati 20 partecipazioni non è mai andata oltre il secondo turno.

“Durante la preparazione ho lavorato con un nuovo coach: il modo in cui ci siamo allenati mi ha fatto fissare l'obiettivo di andare meglio in questi tornei, giocare meglio contro le più forti e vincere certe partite.

Il grande traguardo da raggiungere sarà la seconda settimana negli Slam”. Il 2020 agonistico della Tomljanovic scatterà dal Brisbane International. Si trova già in loco, ha allenato alcuni ragazzini ed è convinta di poter giocare un ottimo torneo nonostante il campo di partecipazione sia particolarmente qualificato.

“Ma vorrei davvero giocare bene negli Slam, anche perché questo darebbe un impulso alla mia classifica. Non mi piace fissare un obiettivo numerico, voglio soltanto avere una spinta nei grandi tornei”. Gli aspetti da migliorare sono già stati fissati: una seconda palla più incisiva e una migliore fase difensiva sono i tasselli da aggiungere a un tennis molto potente.

“Quando mi alleno ho la sensazione di poter raggiungere certi obiettivi, ma sono abbastanza realistica da capire che c'è una ragione se sono numero 50 del mondo – continua – devo aggiungere alcuni tasselli al mio gioco, ma ho grande fiducia e vedo quello di cui sono capace.

Devo soltanto essere più continua”. Intanto ha dimostrato di avere una buona solidità mentale: a Perth, nel discusso esordio con la divisa gialloverde dell'Australia, ha incassato una brutta sconfitta contro Kiki Mladenovic, ma si è rifatta nel giorno successivo, battendo la Parmentier in un match che non poteva perdere, con la Francia avanti 2-1.

“Date le circostanze, sono molto orgogliosa di averlo fatto”. Purtroppo per lei, le francesi si sono aggiudicate il doppio e hanno sollevato il trofeo. C'è da credere che la rivedremo a Budapest, il prossimo mese di aprile, per un nuovo assalto insieme ad Ashleigh Barty.

Ci sarà anche la n.1 del mondo al Brisbane International, in cui le donne si mischieranno con alcuni match dell'ATP Cup e nei primi giorni non dovrebbero avere il palcoscenico della Pat Rafter Arena. In gara ci saranno anche Venus Williams, Angelique Kerber, Naomi Osaka, Sloane Stephens e Petra Kvitova.

Insomma, per Miss Berrettini i test saranno decisamente impegnativi, sin da subito. Ma per ottenere grandi traguardi, bisogna ottenere grandi successi. Non ci sono altre vie.