C'è anche Musetti nel torneo più meridionale del mondo!


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C'è anche Musetti nel torneo più meridionale del mondo!

Credete che la stagione inizi venerdì prossimo, con i primi match dell'ATP Cup? Sbagliato. In queste ore è scattato il torneo ITF di Te Anau, in Nuova Zelanda, che ha trovato una curiosa collocazione a cavallo tra il 2019 e il 2020.

Si tratta dell'unico torneo professionistico della settimana, visto che i circuiti ATP-WTA scatteranno tra qualche giorno, e l'immenso calendario dell'ITF Tennis World Tour non prevede eventi in contemporanea.

Si tratta di un torneo speciale, non tanto per la collocazione in calendario o per la presenza di due azzurri (da qualche giorno sono sbarcati in Nuova Zelanda Lorenzo Musetti e Andrea Vavassori), ma perché si tratta del torneo professionistico più a sud del mondo.

Te Anau, infatti, si trova all'estremità meridionale della Nuova Zelanda, non a caso in una regione denominata “Southland”. Si tratta di una città minuscola, che sopravvive soprattutto di turismo grazie alla vicinanza dell'omonimo lago e del Fiordland National Park, famoso per le escursioni e il birdwatching.

La gente del posto lo sa, e i numeri sono chiari: secondo l'ultimo censimento, Te Anau ha meno di 2.000 abitanti ma ha una ricettività impressionante, maggiore rispetto al numero dei residenti: ci sono circa 3.000 posti letto nelle varie strutture.

L'ideale per accogliere la carovana del circuito mondiale. Anzi, ci sarebbero i numeri per un torneo ancora più grande. Naturalmente i posti letto non sono l'unico fattore per l'organizzazione di un torneo, quindi Tennis New Zealand ha scelto di fare un passo alla volta.

Te Anau rappresenta il ritorno della Nuova Zelanda nel circuito ITF dopo sette anni di assenza, nei quali il Paese è comunque rimasto nella geografia tennistica grazie all'ASB Classic, storico torneo ATP-WTA di Auckland.

L'idea di un evento ITF nasce come evoluzione di un torneo a inviti che si svolge nel club nei pressi del lago, ospitato dalla piccola ma appassionata comunità del luogo. L'evento si gioca dal 2013 e si è tenuto anche quest'anno, nel weekend appena terminato, vero e proprio prologo del torneo ITF.

Si gioca in uno scenario da sogno, davvero particolare, e non sorprende che si trovi vicino ad alcune location in cui sono state effettuate diverse riprese del Signore degli Anelli. Il torneo di Te Anau è stato annunciato lo scorso settembre e fa parte di un progetto di rilancio organizzativo della federazione neozelandese: l'obiettivo “Kiwi” è quello di organizzare un torneo femminile dello stesso valore che dovrebbe giocarsi a febbraio, più un altro paio di eventi.

“È fantastico poter annunciare i primi tornei del World Tennis Tour in Nuova Zelanda – ha detto Simon Rea, direttore delle alte prestazioni di Tennis New Zealand – senza tornei di questo tipo, il percorso dei dei giovani neozelandesi verso il circuito sarebbe molto più difficile.

Grazie alle wild card, possiamo offrire loro la possibilità di giocare e conquistare in casa punti valevoli per la classifica mondiale. Questo è un vantaggio di cui godono i giocatori di paesi sviluppati, ed è grandioso che la Nuova Zelanda possa fare altrettanto”.

Più in generale, la federazione vuole spingere sul settore organizzativo. Non è facile perché la Nuova Zelanda è lontana dalle rotte tennistiche tradizionali, anche se ci sono alcune finestre di calendario in cui diversi giocatori – non solo quelli locali – viaggiano da quelle parti.

“Per molto tempo, l'ASB Classic è stato il nostro unico evento – continua Julie Paterson, amministratrice di Tennis NZ – si tratta di un torneo fantastico, che porta il meglio del tennis mondiale in Nuova Zelanda, ma purtroppo la partecipazione dei tennisti di casa è stata mediocre.

Adesso vogliamo dare loro la possibilità di crescere come professionisti, sperando che possano progredire fino ad essere competitivi anche ad Auckland”. L'investimento iniziale è stato di 100.000 dollari e si propone di portare in Nuova Zelanda almeno quattro tornei nel 2020.

“Siamo in contatto costante con le amministrazioni regionali e siamo davvero soddisfatti dell'entusiasmo e del sostegno che ci hanno offerto – ha concluso la Paterson – questi tornei costano parecchio e il supporto delle istituzioni locali, da affiancare ai nostri investimenti, è fondamentale per la loro sostenibilità”.

L'entry list è guidata dal talentuoso francese Eliot Benchetrit (n.218 ATP) e dal giapponese Shuichi Sekiguchi (n.264), ma incuriosisce la presenza di Musetti e Vavassori, che hanno scelto di fare il giro del mondo per iniziare in anticipo la loro stagione.

Hanno buone chance di andare avanti, poiché ci sono soltanto cinque giocatori compresi tra i top-650 (l'altro è l'australiano Luke Saville). Se Vavassori vuole dimostrare di essere competitivo anche in singolare, come peraltro ha dimostrato a sprazzi nel 2019, c'è grande curiosità per le performance di Musetti.

Numero 362 ATP, il carrarino potrà giocare le qualificazioni dell'Australian Open in quanto campione in carica del torneo junior (che peraltro avrebbe l'età per giocare ancora, ma ha deciso di focalizzarsi sull'attività pro): per questo, ha scelto di affrontare la trasferta con la massima professionalità, partendo per la Nuova Zelanda addirittura nel giorno di Natale.

Come detto, Te Anau dovrebbe essere il torneo più meridionale del mondo. In realtà ci sono alcune zone di Argentina e Cile ancora più a sud del meridione neozelandese (anche le Isole Falkland sono più in basso) però, effettivamente, in questo momento non c'è notizia di tornei professionistici da quelle parti.

E allora Musetti e Vavassori, oltre ai punti in palio, possono ambire anche a un piccolo record: vincere il torneo più a sud del Globo Terracqueo.