Niente stupro, ma “coercizione sessuale”: due anni per Yves Allegro



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Niente stupro, ma “coercizione sessuale”: due anni per Yves Allegro

“Un tipico compromesso svizzero”. Con questa laconica affermazione, i legali di Yves Allegro hanno definito la sentenza del Tribunale Penale di Sierre nei confronti dell'ex giocatore svizzero, accusato di stupro nei confronti di una collega austriaca.

Vi avevamo raccontato i dettagli: i fatti sarebbero avvenuti a Tallinn, nell'ottobre 2014, a margine di una conferenza di Tennis Europe. Al termine di un giro turistico della capitale estone, le delegazioni svizzera e austriaca hanno girato diversi locali, trascorrendo la serata tra fiumi di alcol.

È impossibile accertare cosa sia successo per davvero, ma non ci sono dubbi sul fatto che la donna (un'ex giocatrice austriaca) si sia risvegliata nella stanza di Allegro e che – nei giorni successivi – i due si siano scambiati alcuni messaggi, poi finiti agli atti.

Un paio di giorni dopo, tra forti dolori e lividi sul corpo, la donna avrebbe ricordato di essere stata vittima di violenza. Da lì, la denuncia e il procedimento penale. L'udienza si è svolta lunedì e la sentenza è arrivata a tempo di record, meno di 24 ore dopo: due anni di reclusione per Allegro per “coercizione sessuale”.

Visto che l'imputato non aveva precedenti, la pena è stata sospesa. Il PM Corinne Caldelari aveva chiesto quattro anni per il reato di stupro, mentre i legali spingevano per il proscioglimento. Secondo i giudici, i ricordi dei due protagonisti si contraddicono a vicenda su diversi punti.

In casi come questo, un tribunale non può esprimersi con certezza. “Per questo non abbiamo deciso a favore di una versione o dell'altra – ha detto Stephane Epiney, presidente del tribunale – abbiamo esaminato gli elementi tangibili per emettere la sentenza”.

Gli “elementi tangibili” sono le tracce di liquido seminale trovate sugli abiti della donna (e riconducibili ad Allegro), mentre non è risultata nessuna traccia biologica legata a un rapporto sessuale. Per questo non ci sarebbe stato lo stupro, ma “soltanto” una molestia.

Pesante o no, non lo sapremo mai. E non sapremo mai se il rapporto – di qualunque natura sia stato – fosse consenziente o meno. Nell'udienza di lunedì scorso (tenuta a porte chiuse per tutelare l'identità della donna: hanno potuto assistere soltanto i giornalisti), Allegro ha riasciato una breve dichiarazione: “Il mio ultimo ricordo è di aver bevuto molto e di essermi lanciato sulla pista da ballo.

Ricordo poi di essermi svegliato il giorno dopo, poco prima delle 8 del mattino, un po' perso”. Rispondendo alle domande, ha poi specificato di non essere mai stato violento nei confronti di nessuno. Le sue argomentazioni hanno convinto solo parzialmente, anche perché i legali della donna hanno presentato una documentazione piuttosto corposa, con tanto di certificati medici, i quali avrebbero dimostrato che i ricordi della donna non erano né “allucinazioni”, né "invenzioni"

“Valuterò se fare appello o meno, visto che il reato di stupro non è stato considerato” ha detto la PM, che nella sua arringa era stata piuttosto dura: "Yves Allegro non ricorda nulla. Al contrario, la sua vittima ricorda fin troppo bene la situazione, specialmente quando si tratta di faccende brutali.

Probabilmente non dimenticherà mai" Gli avvocati del tennista hanno già fatto sapere che ricorreranno presso il Tribunale Cantonale. “Abbiamo perso il primo set, ma come in una partita di tennis ci stiamo già preparando per il secondo – ha detto Maitre Guillaume Grand, uno degli avvocati di Allegro – ok, non è stato condannato per stupro, ma non possiamo essere soddisfatti di un verdetto che sembra un compromesso molto svizzero”.

Visibilmente provato dalla storia e dalla condanna, l'ex tennista ha immediatamente lasciato il tribunale insieme ai suoi parenti, lasciando agli avvocati l'incombenza di rispondere ai giornalisti. C'erano le troupe delle principali TV di stato svizzere, la tedesca SRF e la francofona RTS.

Curioso il diverso atteggiamento: se SRF ha preferito oscurare il volto di Allegro a tutela di una privacy ormai bruciata, RTS ha mostrato “in chiaro” le stesse immagini del giocatore che entrava e usciva dal tribunale.

Hanno anche provato a mettergli il microfono sotto il naso, ignorati. Ritiratosi qualche anno fa, l'ex compagno di doppio di Roger Federer ha trovato lavoro presso Swiss Tennis, la federazione svizzera. Prima come responsabile degli Under 14 (ruolo che ricopriva ai tempi dei fatti di Tallinn), salvo poi essere promosso a responsabile della pianificazione amministrativa.

Inoltre, dirige i tecnici nazionali ed è capo allenatore degli Under 23. La federazione guidata da Renè Stammbach sta seguendo la vicenda, ma ha deciso di proseguire la collaborazione Allegro fino a quando non ci sarà il pronunciamento finale.

“Abbiamo preso atto della decisione dei giudici di primo grado – recita il comunicato di Swiss Tennis – adesso stiamo aspettando i dettagli della sentenza, e comunque il sig. Allegro presenterà un ricorso in secondo grado contro la decisione.

Il processo è ancora in corso, ragion per cui non siamo in grado di fornire ulteriori dettagli. Fino a quando Yves Allegro non sarà definitivamente condannato, il rapporto di lavoro verrà mantenuto. Swiss Tennis applica e sostiene pienamente il Codice Etico Olimpico Svizzero che condanna qualsiasi forma di aggressione, sessuale o di altro genere.

Questo è uno dei temi sui quali sensibilizziamo i nostri dipendenti e nostri giovani. Rivedremo le nostre linee guida di comportamento anche su questo settore”