Accusa di stupro per l'ex compagno di Federer: Yves Allegro nei guai


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Accusa di stupro per l'ex compagno di Federer: Yves Allegro nei guai

Avevano provato a proteggere la sua identità. Il Tages Anzeiger, primo giornale a diffondere la notizia, si era inventato un nome fittizio, “Stefan Schmid”, per definire l'accusato di un reato di natura sessuale che si sarebbe verificato in Estonia, nell'ottobre 2014, a margine di una conferenza di Tennis Europe.

Stupro, o forse una pesante molestia che non si è concretizzata in un rapporto sessuale. Dopo qualche ora, il nome è venuto fuori: l'accusato è Yves Allegro, 41 anni, ex ottimo doppista svizzero, noto al pubblico mainstream per aver giocato diversi tornei e match di Coppa Davis in coppia con Roger Federer.

In singolare non è mai andato oltre il numero 210 ATP, mentre in doppio si è tolto belle soddisfazioni, vincendo anche tre titoli ATP, di cui un paio con King Roger (Vienna 2003 e Halle 2005), raggiungendo la 32esima posizione nel ranking di specialità.

Attualmente ricopre il ruolo di capo allenatore degli Under 23 per Swiss Tennis: dopo aver seguito per qualche anno gli Under 14, oggi è responsabile della pianificazione amministrativa e dirige i tecnici nazionali.

In virtù del suo ruolo istituzionale, era stato spedito a Tallinn per una conferenza organizzata dalla federazione europea: c'erano 110 relatori, in rappresentanza di 35 federazioni (per l'Italia c'era Donato Campagnoli).

L'evento si è tenuto dal 22 al 26 ottobre 2014. In un documento di 12 pagine, il Pubblico Ministero ha riassunto più o meno così la faccenda: Allegro e la querelante (denominata “Sandra Muller”: l'anonimato della donna è stato preservato) si conoscevano già.

Dopo l'evento, Tennis Europe avrebbe organizzato un tour per visitare i luoghi più significativi di Tallinn: nell'occasione, Allegro sarebbe stato fin troppo intraprendente con un paio di donne, le quali avrebbero abbandonato il gruppo infastidite.

Lo svizzero ha proseguito la serata a cena con un gruppo di amici stranieri, tra cui la donna in questione (anche lei ex giocatrice professionista, sembra di nazionalità austriaca). Dopodiché si sono spostati in un bar e hanno consumato parecchio alcol: birra, vino, cocktail di vario genere: pare che Allegro abbia ordinato qualcosa come una ventina di “shottini”.

Alla fine erano totalmente ubriachi: l'accusa sostiene che Allegro sia caduto da uno sgabello. La donna avrebbe cercato di afferrarlo, ma sono finiti entrambi per terra. Da lì in poi, i ricordi si fanno confusi. La mattina dopo, la presunta vittima si è svegliata in una stanza d'albergo.

Non era la sua. Accanto a lei c'era Allegro, sia pure in un altro letto. Dopo l'accaduto, i due si sono scambiati alcuni messaggi di testo. Allegro avrebbe scritto: “Mi dispiace per ieri sera!!! Non è stato bello e non sono stato un vero gentiluomo!”.

Lei avrebbe risposto: “Non preoccuparti”. La conversazione è proseguita intorno a mezzogiorno, quando la donna informa Allegro delle sue condizioni fisiche: “Strano, ho lividi in tutto il corpo” Lui ha risposto dicendo che non ne sapeva nulla, che era strano.

“Ma non sono stato affatto un gentiluomo. Mi dispiace”. A quel punto, la vittima ha fotografato i lividi su ginocchia, spalle e petto. Più tardi, ha consegnato le immagini alla polizia. Soltanto un paio di giorni dopo sono affiorati i ricordi.

Si era ricordata che Allegro l'aveva seguita e ha fornito una descrizione piuttosto dettagliata dei fatti, che il Tages Anzeiger ha preferito non riportare. Altre fonti sintetizzano così: l'avrebbe attaccata con evidenti scopi sessuali, schiaffeggiandola e buttandola giù dal letto.

Tuttavia, non è sicura di essere stata costretta ad avere un rapporto sessuale. “La mia cliente ha descritto più volte i fatti e in modo credibile – dice Harald Gattlen, avvocato della donna – tutte le prove raccolte supportano le sue dichiarazioni.

Per noi è importante essere arrivati al giudizio: significa che l'ufficio del PM presuppone l'esistenza di un reato”. Sempre secondo i documenti, i due si sarebbero nuovamente sentiti via Whatsapp quattro giorni dopo il fatto: la donna chiedeva ad Allegro cosa intendesse quando diceva di non essere stato un “gentiluomo”: lui ha precisato di essere fidanzato, e che dunque non avrebbe dovuto esserci un'altra donna nella sua stanza, salvo poi chiedere alla vittima: “Ho fatto qualcosa di brutto?”.

Il risultato è un'accusa di stupro, di cui l'ex giocatore dovrà rispondere il prossimo 9 dicembre presso il tribunale di Sierre. Se Allegro è stato rinviato a giudizio, significa che il GIP ha ritenuto credibili le accuse.

Tuttavia, sembra che si vada verso una negoziazione. “Neghiamo totalmente le accuse – ha detto Pierre-Damien Eggly, avvocato di Allegro – Il mio cliente è contento della soluzione, perché la faccenda si concluderà rapidamente”.

A supporto della tesi accusatoria, un referto medico che elenca una serie di lesioni nel corpo della vittima: gonfiore, ematomi e graffi. Secondo l'accusa, un patologo ha escluso che potessero essere causate da una caduta. Vista l'accusa particolarmente grave, sono stati fatti tutti gli accertamenti del caso: non sarebbe stato trovato il DNA di Allegro nelle parti intime della querelante, però ci sarebbero tracce di liquido seminale sulla biancheria intima, il quale corrisponderebbe in larga misura con lo stesso DNA del tennista.

Per adesso è ancora in piedi l'accusa di stupro, ma potrebbe esserci una derubricazione a coercizione sessuale o molestia. Come detto, Allegro lavora per la federtennis svizzera e l'avrebbe informata delle accuse, sia pure su richiesta.

Il presidente René Stammbach ha confermato che le carte sono state esaminate dagli avvocati di Swiss Tennis: “A nostro avviso, si applica la presunzione di innocenza. Però non voglio commentare una procedura in corso.

Naturalmente, collaboriamo pienamente con le indagini e aderiamo totalmente alla Carta Etica del Comitato Olimpico Svizzero”. Proprio per questo, Allegro continua a lavorare, almeno per ora. Come detto, l'udienza si svolgerà il prossimo 9 dicembre, a porte chiuse per proteggere l'identità della vittima.