Piqué beffato nella sua città: l'ATP di Barcellona va a Tennium


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Piqué beffato nella sua città: l'ATP di Barcellona va a Tennium

Ormai lanciatissimo nel mondo imprenditoriale, Gerard Piqué sognava di poter essere profeta nella sua città. Catalano, blaugrana, legatissimo a Barcellona, sperava di poter mettere le mani anche sullo storico Conde Godò, antichissimo torneo che oggi fa parte degli ATP 500.

Dopo oltre 30 anni di gestione IMG, iniziata nel 1987, il Real Club de Tenis Barcelona ha deciso di rilanciare il brand proponendo un bando per rilevare la gestione dell'evento. Lo scorso maggio si sono presentati in sei, comprese Kosmos e la stessa IMG.

A sorpresa, l'ha spuntata un nome nuovo ma rampante ed ambizioso: dal 2021 al 2023, Barcellona sarà gestita da Tennium, società di management nata nel 2015 con progetti decisamente importanti. Non si conoscono i dettagli economici, ma non c'è dubbio che si tratti di un investimento a sei zeri, considerando l'importanza del torneo e il ruolo della Spagna nel mondo del tennis.

Sia pure sopravanzato dal Madrid Open, il torneo di Barcellona rimane una tappa cruciale della stagione “rossa”, e riesce spesso ad avere un ottimo campo di partecipazione nonostante si giochi subito dopo il Masters 1000 di Monte Carlo.

Grazie alla qualità del prodotto e alla sua storia (la prima edizione risale al 1953), il Banc Sabadell Open si è costruito un ruolo importante nel tessuto sociale della capitale della Catalogna. Per intenderci, ha un impatto economico sulla città di circa 50 milioni di euro.

Il budget complessivo si assesta sui 10 milioni (di cui un quarto dedicato al montepremi), ma non tutti sanno che 1 milione proviene dalle casse comunali. Nonostante un bel presente, al Real Club de Tenis sono consapevoli che il ritiro di Rafael Nadal (fedelissimo del torneo, nonché vincitore in ben 11 occasioni) causerà un contraccolpo.

Per questo hanno chiesto una mano: “Abbiamo scelto Tennium perché ci hanno proposto un interessante piano di crescita – ha detto Xavier Pujol, direttore generale dell'evento – che va nella giusta direzione, la stessa che stanno prendendo i tornei di grande livello”.

Tennium nasce qualche anno fa su intuizione del belga Kristoff Puelinckx, che ha abbandonato il suo lavoro presso Delta Partners per tuffarsi a tempo pieno nel tennis. Il primo colpo è stata l'acquisizione dell'ex torneo di Valencia, spostato ad Anversa e che oggi gode di ottima salute.

Poi si è messo in società con Sebastien Grosjean, ex n.4 ATP (e attuale capitano della Davis francese), che è anche direttore tecnico dell'accademia legata a Tennium, ospitata dal Boca West Country Club di Boca Raton, in Florida.

I due si sono lentamente inseriti nell'ambiente e hanno creato un pacchetto interessante: secondo Puelinckx, il business legato al tennis si concentrerà su 4-5 attori “e noi vogliamo essere tra questi”.

La società ha sede proprio a Barcellona e conta su uno staff di 12 persone. Oltre ai tornei e all'accademia, si sono tuffati anche nel settore del management di giocatori. Il “colpo” è stata l'assunzione di Enric Molina, ex giudice di sedia che si è riciclato come agente e ha portato con sé nomi di discreta importanza come Feliciano Lopez (che infatti si è complimentato via social per la scelta di Barcellona), Tommy Robredo, Santiago Giraldo, Marc Lopez e Ilya Ivashka tra gli uomini, nonché Sorana Cirstea, Marie Bouzkova, Lara Arruabarrena, Sara Sorribes e diversi junior di valore.

“Molina ha portato un'esperienza che ci mancava” diceva lo scorso anno Puelinckx. I progetti sono importanti: l'obiettivo del gruppo era acquistare tre tornei entro il 2021, mentre sul lungo termine vogliono arrivare a dieci (tra maschili e femminili), da affiancare a esibizioni ed eventi di vario genere.

Per adesso, il portfolio Tennium non è ancora così ricco: detto dell'accademia e dei giocatori sotto contratto, i tornei sono soltanto tre più uno: oltre ad Anversa e a Barcellona (il cui accordo vale per tre anni e scatterà nel 2021), detengono i diritti del torneo di Buenos Aires.

Inoltre organizzano la Seniors Masters Cup, evento di esibizione che si gioca a Valencia. "Gli ATP 250 sono i fratelli poveri dell'ATP, è difficile guadagnare con questi tornei. Loro ce l'hanno fatta con due tornei e questo è un bel biglietto da visita" ha detto Pujol.

Discreto punto di partenza, ma vogliono certamente di più. Barcellona sarà un ottimo banco di prova per testare le capacità e le potenzialità di un gruppo che si inserisce in un mercato con alcuni colossi (IMG, Octagon) e nomi in grande crescita come Team8 di Roger Federer, Starwing (che ha messo sotto contratto il nostro Jannik Sinner), la svedese Wesport, gli americani di CAA (Creative Artists Agency, che non si occupa soltanto di tennis ma ha messo sotto contratto nomi importanti) e molti altri.

Con il calendario saturo e cristallizzato, difficilmente Barcellona potrà ottenere l'upgrade a Masters 1000. Al contrario, sarà importante mantenere lo status attuale e farsi trovare pronti se l'ATP dovesse inaugurare la ventilata categoria degli ATP 750.

Per riuscirci, Puelinckx e il suo staff dovranno aumentare gli sponsor, garantire un campo di partecipazione ancora migliore per ottenere un buon incasso, magari mantenendo i circa 100.000 spettatori che ogni anno affollano il torneo (senza Nadal non sarà facile...).

Prima di crescere, tuttavia, dovranno lavorare per confermare gli accordi più sostanziosi. Lo faranno insieme al nuovo direttore del torneo, David Ferrer, che ha preso il posto di Albert Costa. Da una parte c'è da mantenere il milione versato dalla municipalità di Barcellona, poi c'è l'accordo con il title sponsor Banco Sabadell, che scadrà al termine della prossima edizione, dopo dodici anni.

Sembra che ci sia tutto l'interesse a rinnovare. “Il nostro torneo è già il numero 1 tra gli ATP 500 – ha concluso Pujol – non ha bisogno di una rivoluzione, ma di un'evoluzione per essere pronti ad affrontare le sfide del futuro”.