La Bielorussia vince su un campo irregolare: graziata (o quasi) dall'ITF


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La Bielorussia vince su un campo irregolare: graziata (o quasi) dall'ITF

Non sapremo mai se è stata una furbata o una semplice leggerezza. Non è la prima volta, tuttavia, che un team di Coppa Davis approfitta del fattore campo per sfruttare all'estremo – magari oltre il lecito – la possibilità di scegliere la superficie.

Durante le Davis Cup Finals di Madrid si è discusso di ben altri argomenti, ma l'ITF ne ha approfittato per comunicare una sanzione ai danni della federazione bielorussa per aver ospitato il Portogallo su una superficie irregolare.

Il match si è giocato un paio di mesi fa e metteva in palio un posto per il turno di qualificazione del prossimo marzo. I padroni di casa l'hanno spuntata all'ultimo match, peraltro dopo essere stati in svantaggio 2-1: nell'ultimo singolare, Ilya Ivashka ha battuto in due set Pedro Sousa.

In sintesi, la Bielorussia è stata penalizzata per aver utilizzato un campo troppo rapido. Come è noto, l'ITF ha stabilito un parametro per definire la rapidità di una superficie, denominato “Court Pace Rating”, risultato numerico che nasce da una somma di verifiche dopo aver verificato il rimbalzo della palla sul terreno, tenendo conto anche delle condizioni atmosferiche.

I campi sono divisi in cinque categorie: “lenti”, se il valore è uguale o inferiore a 29, “medio-lenti” (30-34), “medi” (35-39), “medio-veloci” (40-44) e “veloci” (da 45 in su).

Il limite è di 24 per le superfici lenti e 50 per quelle veloci: evidentemente, i test effettuati a Minsk hanno certificato che si era andati oltre. Il problema è che non ci saranno ricadute sul piano sportivo, ma soltanto piccole conseguenze: la Bielorussia ha ricevuto una multa, perderà i 41 punti che il successo le aveva garantito nel Ranking per Nazioni (sono scesi in 44esima posizione) e perderà il diritto a ospitare in casa il prossimo match.

Non è giusto: la sanzione dovrebbe essere più severa perché gli avversari si sono trovati a giocare in condizioni irregolari. Sarebbe più corretto assegnare la vittoria a tavolino al Portogallo, oppure ordinare la ripetiazione dell'incontro (magari a campi invertiti), ma quest'ultima soluzione è impraticabile, visto il calendario già saturo.

La “Court Pace Rating Rule” è stata implementata nel 2008 per limitare le condizioni di gioco estreme nei match di Davis e Fed Cup: in effetti si erano raggiunti livelli eccessivi, specie quando una squadra di terraioli era costretta a giocare in trasferta.

Tra le vittime, soprattutto spagnoli e argentini. Si ricorda un quarto di finale del 2004, proprio in Bielorussa, in cui l'Argentina giocò (e perse) su un campo impossibile, o quando gli spagnoli si imbufalirono per il campo trovato negli Stati Uniti nel 2011 (ma vinsero ugualmente).

La norma è giusta, ma non è accettabile la sua messa in pratica: nei fatti, la squadra di casa può fare quel che vuole, giocando in condizioni irregolari. Al massimo rischia piccole penalità. L'ultimo episodio che si ricordi era potenzialmente grave: nel 2016, la Polonia ospitò l'Argentina su un campo irregolare.

Anche allora, la faccenda fu resa pubblica a match terminato. “Fortunatamente” vinsero gli ospiti, muovendo il primo passo verso uno storico successo. Pensate alla portata del danno se avessero perso... Non è andata altrettanto bene ai portoghesi: mentre la Bielorussia si giocherà l'accesso alle Davis Cup Finals contro la Germania (c'è da credere che i tedeschi sceglieranno la terra battuta...), Joao Sousa e compagni saranno costretti a giocare un anonimo match di Gruppo I contro la Lituania.

Il presidente della federtennis portoghese, Vasco Costa, ha centrato il punto: “Questo tipo di test andrebbero fatti prima dell'inizio di ogni partita, perché così la squadra penalizzata non riceve nessun indennizzo”.

Tra l'altro, il Portogallo non aveva effettuato nessun reclamo formale, limitandosi a sostenere che il campo fosse troppo veloce. L'irregolarità, dunque, è stata scoperta da un controllo di routine. Il team portoghese è guidato dall'ex top-100 Rui Machado: “Quando siamo arrivati, abbiamo trovato strano che sul campo accanto a quello in cui allenavamo ci fossero vari tipi di tappeti – ha detto – era chiaro che stessero facendo degli esperimenti sulla velocità”.

Ad ogni modo, la Bielorussa ha 21 giorni per presentare ricorso ed evitare le sanzioni annunciate. I tempi d'oro di Max Mirnyi e Vladimir Voltchkov sono terminati, ma in questo momento si stanno rilanciando anche tra gli uomini dopo aver colto grandi risultati (e una finale di Fed Cup) tra le donne.

In questo momento, i migliori sono Egor Gerasimov (n.98 ATP) e Ilya Ivashka (n.132), entrambi specialisti dei campi veloci. Dietro di loro c'è l'ex fenomeno junior Uladzimir Ignatik, che continua con ostinazione a frequentare il circuito Challenger in attesa di un salto di qualità che attende da una decina d'anni.

Per il resto non hanno granché, salvo un discreto doppista: Andrei Vasilevski, numero 77 nella classifica di specialità. Un po' poco per sperare di vincere in Germania. Inoltre, stavolta non potranno scegliere la superficie...