Il figlio di Agassi e Graf verso il baseball: ha firmato per la USC


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Il figlio di Agassi e Graf verso il baseball: ha firmato per la USC

La notizia in sé non è clamorosa, anzi, è una linea di passaggio verso il sogno che Jaden Gil Agassi aveva espresso in tempi non sospetti: giocare a baseball. 190 centimetri di altezza per oltre 90 kg di peso, il primogenito di Andre Agassi ha siglato il suo primo “contratto”, anche se per ora si tratta di una semplice lettera d'intenti.

Classe 2001, Jaden (il cui secondo nome è in onore a Gil Reyes, storico preparatore atletico di Agassi) ha sempre preferito la mazza alla racchetta e, con una foto pubblicata su Twitter, è stato ufficializzato il suo impegno con la USC, l'Università della California del Sud.

L'immagine lo ritrae sorridente, penna sulla mano sinstra, contratto sul tavolo, in compagnia dei genitori e della nonna materna Heidi. Agassi Jr. terminerà le scuole superiori nel 2020 e sembra avere importanti doti naturali.

Non potrebbe essere altrimenti, viste le caratteristiche di mamma e papà. L'impegno scritto con la USC è una linea di passaggio importante della sua carriera: significa che continuerà a studiare, sia pure senza rinunciare al sogno di fare sport, e dà continuità all'impegno verbale manifestato un paio d'anni fa.

Il ruolo di figlio d'arte è sempre complicato: se da una parte hai innegabili vantaggi, dall'altro c'è il crudele confronto con i genitori: nel caso di Jaden Gil, il peso di giocare a tennis sarebbe stato insopportabile, essendo figlio di due dei più grandi tennisti di tutti i tempi.

Da quanto si sa, non ha mai giocato seriamente a tennis. In un'intervista di qualche anno fa, la Graf disse che aveva provato con il calcio, ma che la sua grande passione è sempre stata il baseball. I genitori lo hanno assecondato e adesso la sua carriera sembra tracciata.

Viene considerato tra i più bravi della sua età, il più forte dello stato del Nevada. La classifica di “Perfect Game” lo vede in 64esima posizione e mamma Steffi ha sottolineato l'immensa passione del figlio, arrivando a dire che intorno ai 14-15 anni aveva dedicato più tempo al baseball di quanto avessero fatto lei e il marito con il tennis.

Difficile, soprattutto nel caso di Agassi, il cui padre gli faceva colpire 2.500 palle al giorno, come raccontato nel mitico “Open”. La scelta dell'attività sportiva del Jaden (che ha una sorella minor, Jaz Elle) è un aspetto cruciale nella loro crescita: papà Andre e mamma Steffi hanno avuto un'infanzia simile, in cui furono costretti a giocare a tennis.

In una delle rivelazioni più famose di “Open”, Agassi ha raccontato di essere arrivato a odiarlo. Da parte sua, spinta da papà Peter, sin da bambina, la Graf era stata programmata per diventare numero 1 del mondo.

Non hanno commesso lo stesso errore, lasciando liberi entrambi i figli. Secondo alcuni esperti di baseball, Jaden ha una coordinazione occhio-mano fuori dal comune, che gli permetterebbe di ambire a traguardi importanti. “Non abbiamo mai introdotto il tennis nella vita dei nostri figli – ha detto Agassi – hanno scelto altre cose, sorprendendoci per la loro abilità.

Sono appassionati di arte e musica. Jaden ha provato diversi sport, poi ha scelto il baseball. Noi ci siamo limitati ad assecondare i suoi desideri e interessi”. Sposati da 17 anni, Graf e Agassi sono rimasti nel tennis, sia pure in modo “leggero”, dedicandosi a mille attività, soprattutto benefiche.

L'unico vero coinvolgimento di Andre è stato con Novak Djokovic, ma ha coinciso con il peggior momento nella carriera del serbo, mentre adesso segue – soprattutto a distanza – le fortune di Grigor Dimitrov.

Bisogna riconoscere che pochi avrebbero immaginato un amore così duraturo. La loro relazione risale al 1999, ed è simboleggiata dai fatti del Roland Garros: Andre veniva dal fallimento del matrimonio-show con Brooke Shields e varie vicissitudini che avevano avuto ripercussioni anche sul campo, mentre i tabloid europei stavano alle calcagna di una Graf che non aveva ufficializzato relazioni dopo la separazione con il pilota Michael Bartels.

Quando era sposato con la Shields, quest'ultima si allenava con Gil Reyes e cercava di mantenere una forma perfetta, usando come punto di rifermento la foto di una donna perfetta. Questa donna era Steffi Graf. Da parte sua, Agassi l'aveva notata da tempo, sin da quando vinsero Wimbledon nel 1992 e in teoria avrebbe dovuto esserci il ballo tra i due vincitori durante la cena ufficiale.

Non andò così, ma quella sera i due furono ufficialmente presentati. Di quell'episodio rimangono alcune tracce fotografiche che li vedono sorridenti, ma anche un po' impacciati. A Parigi la Graf vinse il suo 22esimo e ultimo Slam battendo Martina Hingis in una storica finale, condita dai pianti e dall'isteria della svizzera, fuori di sé per la partigianeria del pubblico.

Un'ora dopo aver sollevato il trofeo, la Graf annunciò che quella appena terminata era stata la sua ultima partita al Roland Garros. Il giorno dopo, Agassi divenne il quinto giocatore della storia a completare il Career Grand Slam dopo Don Budge, Fred Perry, Rod Laver e Roy Emerson.

Il Roland Garros era il più ostico, aveva perso un paio di finali e il treno buono sembrava ormai passato. Invece seppe rimontare due set ad Andrei Medvedev, dando il là a una seconda parte di carriera che gli avrebbe dato moltissime soddisfazioni.

Qualche mese dopo, mentre Andre vinceva il suo terzo Us Open, durante la finale contro Todd Martin le telecamere della CBS “pizzicarono” Steffi Graf negli stand, intenta a seguire il match nel (vano) tentativo di non farsi riconoscere.

La loro love story non poteva più essere nascosta e si è tramutata in matrimonio il 22 ottobre 2001, pochi giorni prima che nascesse Jaden Gil. I più accaniti tifosi di Steffi e Andre avrebbero voluto che almeno uno dei loro figli riportasse il cognome “Agassi” in vetta al tennis mondiale.

Non andrà così: troppo grande l'influenza e le ferite degli anni adolescenziali. Però Jaden Gil sembra avere tutto per diventare un campione. Pazienza se lo fara su un diamante e non su un rettangolo, con la rete in mezzo.