Cancellato il Challenger di Bari, ma niente paura: tornerà nel 2020


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Cancellato il Challenger di Bari, ma niente paura: tornerà nel 2020

La certezza è arrivata dal PDF del calendario ATP. Qualche giorno fa, il nome “Bari” è stato segnato in rosso, con l'impietosa scritta “cancelled”. Non si svolgerà, dunque, la prima edizione del “Challenger del Levante – Città di Bari”, evento che avrebbe dovuto sostituire il fortunato torneo di Andria, che in sei edizioni si era costruito una bella tradizione come evento di fine stagione, vista la strategica collocazione in calendario: l'evento forniva gli ultimi punti necessari per garantirsi l'accesso all'Australian Open.

Il campo centrale era molto bello, ma il torneo aveva un problema di natura logistica: si giocava in tre sedi diverse, creando inevitabili disagi. In realtà, l'ultima edizione (vinta da Ugo Humbert in finale su Filippo Baldi) aveva ricevuto una lettera di encomio dall'ATP per gli sforzi e la qualità messa in atto dagli organizzatori per offrire una settimana di grande tennis.

Da tempo si sapeva che il torneo era stato spostato nel capoluogo di regione: giocare a Bari avrebbe risolto un mucchio di problemi, soprattutto garantendo la possibilità di mettere a disposizione quattro campi, come chiesto dai nuovi standard ATP (in particolare, il discusso ampliamento del main draw a 48 giocatori).

Non era vero – come ipotizzato da alcuni organi d'informazione – che ci fosse qualche problema con l'amministrazione locale, anche perché in questo momento ad Andria non c'è un sindaco, ma una fase di transizione con il commissario prefettizio.

La direzione tecnica è sotto la responsabilità di Vincenzo Ormas, figura esperta e ben nota nel panorama nazionale, socio al 33% di TPE Organization, con TPE acronimo di “Tennis, Promotions & Events”.

Dando un'occhiata al sito internet, si scopre che organizza tre eventi: oltre al Challenger, c'è l'Apulian Tennis Cup, evento Under 18 (Grade 5) valido per il circuito ITF, giocato qualche settimana fa presso la New Country Tennis Academy di Bari.

La stessa sede ospiterà (dal 28 novembre al 7 dicembre) la Nicolaus Tennis Cup, torneo Under 12 patrocinato da Tennis Europe. Eventi di prestigio, ci mancherebbe, ma la ciliegina sulla torta sarebbe stato il Challenger.

Abbiamo provato a contattare la TPE (il numero di telefono indicato sul sito è lo stesso della New Country Tennis Academy), ma chi ci ha risposto ha detto di non essere autorizzato a dare informazioni, limitandosi a dire che il torneo è stato cancellato per “problemi logistici”.

Ben più chiarificatore il dialogo con Ormas, peraltro già al lavoro per la nuova edizione del torneo di Barletta, che nel 2020 si giocherà nella settimana di Pasqua. È lui a chiarire ogni equivoco e spiegarci perché il torneo non si giocherà, almeno nel 2019. “È una semplice questione logistica, abbiamo riscontrato qualche difficoltà e ci siamo resi conto che ci sarebbe voluto un po' di tempo in più per raggiungere gli standard organizzativi a cui sono abituato – dice Ormas – allora, con grande tranquillità, e d'accordo con l'ATP, ho deciso di rinviare l'appuntamento al 2020”.

Organizzatore di eventi da circa 20 anni, Ormas è abituato a offrire un prodotto di un certo tipo. “I requisiti minimi c'erano tutti, e magari ci avrebbero anche fatto i complimenti, ma non ero soddisfatto di quello che saremmo stati in grado di offrire dal 18 al 24 novembre.

E allora, senza nessun problema, mercoledì 23 ottobre abbiamo deciso di rinunciare. A differenza di quello che ho letto in giro, non era vero che non avessimo la copertura economica o, peggio, non pagato la tassa all'ATP”.

Vero: soltanto pagando con sei mesi d'anticipo la “fee” al sindacato giocatori (che ammonta al 15% del montepremi, ndr), l'ATP inserisce un torneo in calendario. E Bari c'era regolarmente: anzi, il denaro sborsato all'ATP non sarà in nessun modo recuperato.

A parte alcune inesattezze uscite sulla stampa locale, la faccenda Bari era stata sollevata dal tweet di un giornalista americano, Michal Samulski. Una fonte solitamente credibile: non solo ha seguito più di 500 tornei come inviato, ma lavora anche per la Tennis Hall of Fame.

In un tweet pubblicato il 24 ottobre, Samulski ha descritto la cancellazione del torneo con “irreparable damage” dell'impianto di Fiera del Levante, sede designata per il torneo. Si tratta di un complesso fieristico ampio e moderno, con diversi padiglioni e spazi all'aperto, molto versatile.

Tra le tante configurazioni, ottime per qualsiasi esigenza, c'era persino la possibilità di ospitare una platea di 7.000 spettatori. Non crediamo che il Challenger avrebbe necessitato questi spazi, ma il progetto era interessante: sarebbero stati installati quattro campi in loco, azzerando i problemi inevitabilmente vissuti ad Andria.

Quando gli riferiamo l'indiscrezione di “danno irreparabile” alla struttura, Ormas (che non utilizza Twitter) è caduto dalle nuvole, ribadendo le ragioni che hanno spinto a un rinvio. E sottolinea che si parla di un rinvio al 2020, non certo di un annullamento "E tutti gli sponsor e partner che erano al nostro fianco per il 2019 hanno confermato il loro impegno per l'anno prossimo"

È una bella fortuna, perché il sud ha un gran bisogno di tornei. L'Italia rimane il secondo Paese al mondo per numero di Challenger (nel 2019, alla fine, saranno diciotto), ma quest'anno nel meridione si è giocata la sola tappa di Barletta (guidata proprio da Ormas), rinata qualche anno fa dopo un periodo di stop.

Non c'è più il Challenger di Napoli (nonostante, in passato, si fosse parlato addirittura della creazione di un torneo ATP) ed è sopraggiunta la dolorosa cancellazione del torneo di Caltanissetta.

Non si gioca più neanche a Palermo (anche se la passione di Oliviero Palma ha riportato in città il torneo WTA, il cui peso specifico vale almeno 3-4 Challenger: bravissimo). A parte Barletta, gli eventi più “meridionali” sono stati L'Aquila, Francavilla al Mare e Roma-Garden.

Insomma, le differenze in termini economici tra il nord e il sud del Paese sembrano emergere anche nel tennis. C'è un vivo dispiacere per la faccenda Bari, almeno per due ragioni: la prima è che si tratta di una città importante del nostro tennis.

Per intenderci, negli anni 80 ospitò un torneo ATP sulla terra battuta che vanta persino Thomas Muster nell'albo d'oro. Soltanto qualche anno fa, il Palaflorio del capoluogo pugliese ha ospitato l'ultima edizione de “La Grande Sfida”, maxi-esibizione voluta dalla MCA Events di Ernesto De Filippis: a Bari si giocò una tappa dell'ATP Champions Tour, con John McEnroe, Henri Leconte, Thomas Enqvist e lo stesso Thomas Muster.

La seconda ragione è di natura tecnica: Bari è uno dei pochi Challenger italiani a giocarsi su una superficie diversa dalla terra battuta: gli altri sono Bergamo, Recanati e Ortisei. Sarà proprio quest'ultimo, dunque, a chiudere la stagione azzurra con l'edizione in programma dall'11 al 17 novembre, cui prenderà parte Jannik Sinner.

Quanto a Bari, la bella notizia è che si tratta di un incidente di percorso e il torneo, per fortuna, tornerà in calendario già dal novembre 2020. Un mezzo sospiro di sollievo.