Julia Goerges “scippa” il coach alla sua federazione: obiettivo top-10


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Julia Goerges “scippa” il coach alla sua federazione: obiettivo top-10

“La classifica WTA è soltanto un numero, non rispecchia chi sono veramente”. In tempi di gloria tennistica Julia Goerges parlava così, come a sottolineare che dietro la tennista c'è un essere umano.

Dopo aver accarezzato le top-10 lo scorso anno, ha vissuto una stagione decisamente complicata. L'ha chiusa al numero 27 WTA, con un colpo di coda al torneo di Lussemburgo, in cui ha perso in finale contro Jelena Ostapenko.

Ma se la classifica dice poco sul valore di una persona, la tedesca sente di valere qualcosa di più anche con la racchetta in mano. Lo ha sempre pensato, continua a farlo a 31 anni di età e dopo un 2019 ben al di sotto delle aspettative.

E pensare che aveva iniziato con un titolo ad Auckland, in finale su Bianca Andreescu. Sperava di ritrovare le top-10, giocare bene negli Slam e magari dare l'assalto alle WTA Finals. Niente da fare: Shenzhen non è mai stata un'opzione e non si è qualificata nemmeno per il WTA Elite Trophy, che pure aveva vinto un paio d'anni fa.

“Ma voglio ancora vivere qualche anno ad alti livelli, amo questo sport con tutto il cuore – diceva qualche settimana fa – devo soltanto prendere le decsioni giuste. Di sicuro il 2019 è stato l'anno più difficile e impegnativo, ma anche più interessante della mia carriera”.

Ma cosa è successo? Durante il Roland Garros si è chiuso bruscamente il rapporto con coach Michael Geserer, con cui aveva ottenuto i suoi migliori risultati, culminati nella semifinale a Wimbledon. Lavoravano insieme da tre anni e mezzo e i motivi della separazione non sono stati resi noti.

Ha persino cancellato il post su Twitter in cui informava del divorzio. “Sono rimasta delusa e sorpresa da alcune sue azioni, ma non voglio parlare male di lui – racconta la Goerges – perché nel periodo insieme mi aveva dato molto e quello che abbiamo fatto è stato importante.

Mi è servito, storie come questa permettono di imparere molto sulle persone e migliorano la conoscenza della natura umana”. Con il suo carattere morbido, dolcissimo, difficilmente la sentiremo mai parlare male di qualcuno.

È certo che Geserer ha rappresentato una delusione, anche perché – in nome di quel progetto - aveva cambiato vita, spostandosi dal nord al sud della Germania, trovando casa a Regensburg (Ratisbona), 150.000 abitanti nel cuore della Baviera, città tranquilla e bagnata dal Danubio.

Aveva trovato la sua dimensione, al punto che lei, coach e fisioterapista (Florian Zitzelsberger, che è stato anche il suo fidanzato) vivevano nel raggio di un chilometro. La Goerges non ama i cambiamenti: per sette anni aveva lavorato con Sascha Nensel, ma la sua sostituzione fu una scelta ben ponderata: stavolta no, si è trovata a dover prendere una decisione in gran fretta.

Con Sebastian Sachs (classe 1992, più giovane di lei di quattro anni) era iniziata bene, con la finale a Birmingham, poi non ha ottenuto risultati di rilievo ad eccezione degli ottavi allo Us Open. E allora ha sentito il bisogno di cambiare, di prendere la decisione giusta.

E la scelta è arrivata: dopo averci lavorato insieme a Linz e Lussemburgo, ha annunciato una partnership full time con Jens Gerlach, già capitano del team tedesco di Fed Cup. Una scelta fortemente voluta, non soltanto perché al secondo torneo hanno raggiunto la finale.

“È un tipo super, molto piacevole, tranquillo e con una buona esperienza. Il tempo con lui scorre alla grande”. Avvertendo un gran feeling, gli ha chiesto un sacrificio: rinunciare agli incarichi con la federtennis tedesca.

Gerlach aveva appena rinnovato il suo contratto, ma il progetto Goerges lo ha affascinato a tal punto da chiedere una risoluzione anticipata e immediata. “Ho ricordi fantastici della mia esperienza con la DTB – ha detto Gerlach, che in passato ha guidato Anastasia Myskina al titolo al Roland Garros – li ringrazio per aver accettato la mia richiesta”.

Dagli uffici di Amburgo, il presidente Ulrich Klaus ha detto: “La DTB sostiene una giocatrice importante come Julia, per questo abbiamo ottemperato alla richiesta di Gerlach. Adesso ci riuniremo con Barbara Rittner, responsabile del settore femminile, per trovare un nuovo capitano di Fed Cup”.

Il progetto è ambizioso ma non semplice, poiché Julia non è più giovanissima: compirà 31 anni sabato prossimo ed è professionista addirittura dal 2005. Si era fatta conoscere nel 2011, quando vinse a sorpresa il ricco torneo di Stoccarda.

Si pensava che potesse ottenere grandi risultati, invece non era pronta. “In quei giorni mi ero semplicemente trovata al posto giusto, al momento giusto” avrebbe raccontato con umiltà. È rimasta a secco di titoli per cinque anni, poi il salto di qualità era arrivato con Geserer.

Ha avuto bisogno di 43 partecipazioni Slam per varcare la soglia degli ottavi e, in effetti, si pensava che il 2019 avrebbe potuto darle grandi soddisfazioni. Non è andata così, ma una sua frase pronunciata lo scorso anno torna di grande attualità: “Negli ultimi tre anni ho dimostrato che poteva esserci spazio per me, ma credo che i prossimi mostreranno che potrebbe esserci ancora qualcosa in più”. Oggi è convinta che Jens Gerlach sia l'uomo giusto per aiutarla a dimostrarlo.