Vai Berrettini, ecco cosa ti serve per il Masters


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Vai Berrettini, ecco cosa ti serve per il Masters

È l'ora dei verdetti. Il Masters 1000 di Parigi Bercy, scattato in queste ore, sarà l'ultimo impegno stagionale per diversi giocatori (meno del passato, perché molti avranno l'impegno delle Davis Cup Finals).

Ma da Parigi transitano alcune delle vicende più appassionanti di questo fine 2019. In particolare, deve ancora essere assegnato il numero 1 di fine stagione (la lotta è tra Rafael Nadal e Novak Djokovic) e ci sono ancora due posti vacanti per le ATP Finals, in programma alla 02 Arena di Londra dal 10 al 17 novembre.

LOTTA PER IL NUMERO 1 - Novak Djokovic e Rafael Nadal si sono equamente spartiti gli Slam stagionali: il serbo ha vinto in Australia e a Wimbledon, lo spagnolo ha replicato a Parigi e New York. Ma è stato Rafa, fino ad oggi, ad essere più costante.

In questo momento ha un vantaggio di 1.280 punti, divario importante ma non definitivo: Parigi mette a disposizione 1.000 punti per il vincitore, mentre le Finals ne garantiscono addirittura 1.500. E si tratta di tornei “amici” del serbo.

Nole ha bisogno di grandi risultati, ma nemmeno una doppia vittoria gli darebbe la certezza matematica del sorpasso. Se infatti dovesse battere Nadal in finale in entrambi i tornei, recupererebbe “soltanto” 900 punti (1.000 a 600 a Parigi, 1.500 a 1.000 a Londra).

Tuttavia, ci sono mille variabili in palio. Avremo le idee più chiare a fine torneo, che si preanuncia un filo più facile per il serbo. Il suo tabellone è di media difficoltà, mentre Rafa (dopo l'esordio contro il vincente di Mannarino-Ruud) avrebbe un ottavo molto, molto complesso contro Wawrinka o Cilic.

Da par suo, lo spagnolo ha chance matematiche di chiudere la pratica già a Parigi. Gli basterà fare meglio di Djokovic, o anche ottenere lo stesso risultato, per garantirsi il numero 1 di fine anno (matematicamente o "nei fatti").

Ha più volte ribadito che non è un obiettivo primario, ma insomma... non sarebbe male. I due si sono affrontati qualche giorno fa in un'esibizione a Nur Sultan, in Kazakhstan, e si sono allenati insieme all'arrivo a Parigi.

Ad oggi, le possibili combinazioni sono tantissime: non vale la pena elencarle tutte. Diciamo che, alla vigilia del torneo, vedamo Nadal con un buon 75% di chance. A “fregare” Djokovic, per adesso, sono state le inopinate sconfitte allo Us Open contro Wawrinka e a Shanghai contro Tsitsipas.

Tornei con tanti punti in palio, occasioni davvero sciupate (anche se a New York aveva un problema alla spalla che sembrava più serio di quanto fosse in realtà). Adesso deve sperare nelle disgrazie altrui. C'è poi la battaglia per il terzo posto: vincendo a Basilea, Roger Federer ha scavalcato Daniil Medvedev.

Il russo ha 315 punti di distanza e – visto il forfait dello svizzero – ha la possibilità di agganciarlo e magari superarlo. Per l'ultimo gradino del podio si deciderà tutto a Londra, e sarà un arrivo al fotofinish.

LOTTA PER LE ATP FINALS - È quella che ci interessa più da vicino. Anche in questo caso ci sono mille variabili e la situazione si evolverà giorno dopo giorno, ma possiamo sintetizzarla così: Matteo Berrettini è messo molto, molto bene.

In questo momento, gli ultimi due qualificazioni sarebbero Sascha Zverev (2.865 punti) e il romano (2.670). Gli inseguitori più immediati sono Roberto Bautista Agut (2.540), Gael Monfils (2.360), David Goffin (2.335) e Fabio Fognini (2.290).

Dando per scontata la qualificazione di Zverev (il cui compito a Parigi è facilitato dal forfait di Federer, che presidiava la sua zona di tabellone), la lotta è tra Berrettini e gli inseguitori. Matteo avrà un esordio molto complicato, poiché esordirà contro il vincente di Rublev-Tsonga.

Contro il primo si è appena imposto a Vienna, mentre il francese sa essere pericolosissimo nelle condizioni indoor, oltre ad aver già vinto questo torneo. Sarà un match chiave, fondamentale. In caso di sconfitta, Berrettini raccoglierebbe appena 10 punti e dovrebbe sperare nelle disgrazie altrui.

In caso di vittoria, gli inseguitori avrebbero bisogno di un grande risultato. Prendiamo Bautista, il più vicino di tutti: se Berrettini dovesse raggiungere gli ottavi, avrebbe bisogno di arrivare in semifinale per superarlo.

Ma c'è un problema: nei quarti, per lo spagnolo ci sarebbe nientemeno che Novak Djokovic. Ostacolo quasi insormontabile (almeno sulla carta, perché sul campo lo ha già battuto in più di un'occasione).

Nutre qualche speranza Gael Monfils, pure lui capace di fare grandi cose a Bercy in passato. Il francese ha 310 punti di ritardo da Berrettini, ma il forfait di Federer gli ha aperto il tabellone. Avrebbe Zverev nei quarti e Nadal (o lo stesso Berrettini) in semifinale.

Il francese sembra l'unico in grado di azzeccare la rimonta in extremis, viste le condizioni ambientali a lui decisamente favorevoli. Chance teoriche anche per David Goffin, che però ha buttato via una grossa chance a Basilea.

Il belga ha un tabellone complicatissimo (Dimitrov o Humbert, poi uno tra Raonic e Thiem negli ottavi) e avrebbe bisogno di un mezzo miracolo per ricucire i 335 punti che lo separano da Berrettini. Chance teoriche anche per Fabio Fognini, ma qualsiasi risultato al di sotto della finale non sarebbe sufficiente.

Ergo, il miracolo è pressoché impossibile considerando la qualità (e le motivazioni) degli avversari. Avrebbero bisogno di vincere il torneo Schwartzman, Wawrinka, Khachanov Isner e De Minaur, ma a volte neanche la matematica può fare miracoli: ergo, è giusto citarli ma sembrano davvero fuori dai giochi.

Avventurandoci in percentuali, diremmo che Berrettini ha un 70-75% di raggiungere il Masters. Dovesse vincere la prima partita, sarebbe pressoché fatta. Le complicazioni potrebbero arrivare solo in caso di sconfitta immediata, perché a quel punto non dipenderebbe più tutto da lui.

Ma oggi, lunedì sera, c'è da essere ottimisti: Matteo Berrettini sarà il primo uomo italiano a giocare il Masters dai tempi di Corrado Barazzutti (New York 1977) e, probabilmente, avrebbe ottime chance di essere il primo in assoluto a vincere una partita, visto che sia Panatta che Barazzutti avevano chiuso il round robin con tre sconfitte. Ma facciamo un passo alla volta: prima c'è da superare lo scoglio Bercy.