Monza rilancia e potrebbe rilevare un torneo ATP su terra. Quale?


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Monza rilancia e potrebbe rilevare un torneo ATP su terra. Quale?

Tra le prime incombenze per Andrea Gaudenzi nelle vesti di presidente ATP (va ancora chiarito se ricoprirà anche il ruolo di amministratore delegato, visto che il comunicato ufficiale parla solo di “chairman” e non di “CEO”) potrebbe essercene una molto piacevole.

Incassata la sconfitta contro Maiorca, che si è garantita la licenza per un torneo sull'erba prima di Wimbledon, gli organizzatori di Monza non si sono arresi. Dopo il comunicato colmo di speranza diramato dopo l'ufficialità di Maiorca, sembra che la ruota abbia ripreso a girare.

Sono cambiati gli obiettivi e – in parte – gli interlocutori. Nel caso precedente, l'ATP aveva deciso di togliere la licenza ad Antalya, lanciando un bando per spostare il torneo in un'altra città.

Stavolta, Monza punta a rilevare la licenza di una tappa già esistente. In questo momento il calendario ATP è saturo e non c'è spazio per il varo di un nuovo torneo. Al tempo stesso, nulla vieta di aprire una trattativa con un torneo in difficoltà economiche, o che voglia soltanto prendersi una pausa.

La notizia – diffusa dal Giorno – è che Monza avrebbe trovato l'interlocutore giusto. Si tratterebbe di un torneo sulla terra battuta che, per ragioni economiche, vorrebbe lasciare ad altri l'incombenza dell'organizzazione.

Il nome del torneo, naturalmente, non è stato reso noto. Al contrario, si conoscono le opzioni: si può acquistare la licenza in via definitiva (e si tratta di un'operazione molto costosa, a sei zeri) oppure affittarla per un periodo prestabilito, che può essere di 4 oppure 8 anni.

Secondo quanto riporta il Giorno, l'operazione si potrebbe concretizzare a partire dal 2021, ma la storia dell'ATP insegna che tornei in grande difficoltà possono rinunciare anche a calendario già compilato (quello del 2020 è già stato reso noto).

Certo, in quel caso ci sarebbe una sostanziosa penale... Rispetto al progetto iniziale, cambia solo la superficie: non più la complessa erba, ma la tradizionale terra battuta. Sei campi da piazzare nel mitico autodromo, laddove si svolge il Gran Premio d'Italia di Formula 1.

L'area di gioco si snoderebbe tra il paddock e il rettilineo d'arrivo. Il campo centrale sorgerebbe nei pressi della griglia di partenza, sfruttando le tribune già esistenti per una capienza totale di 5.000 posti a sedere.

In zona paddock sorgerebbero altri cinque campi, due di gara (con la notevole capienza di 2.500 posti ciascuno) e tre di allenamento. Progetto decisamente ambizioso: d'altra parte, gli organizzatori di “Mito Group” non hanno mai nascosto idee importanti.

Avesse vinto la sfida contro Maiorca, la città brianzola avrebbe ospitato il torneo più ricco della categoria 250, con un montepremi di un milione di dollari. Inoltre, il vincitore avrebbe portato a casa un auto di lusso.

Ai tempi della nomina di Maiorca, il direttore generale di Mito Group Claudio Scopece aveva manifestato propositi battaglieri: “Siamo fiduciosi che il percorso iniziato non termini con questa assegnazione. A tel proposito, siamo stato incoraggiati dalle istituzioni del territorio a proseguire, mentre i vertici dell'associazione dei “pro” hanno assicurato un'ampia disponibilità a ricercare soluzioni alternative”.

L'idea era quella di trovare un'opportunità sul breve-medio periodo: sembra che la finestra sia arrivata, e sale la curiosità di conoscere quale sia il torneo in difficoltà economiche che lascerebbe – in via definitiva o provvisoria – il circuito ATP.

Divertendosi a fare un po' di Risiko, escluderemmo tappe su altre superfici o quelli in Sud America, anche perché l'ATP è molto attenta agli equilibri geopolitici: lo stesso Giorgio Tarantola (direttore designato dell'evento monzese) aveva portato avanti una trattativa di questo genere quando dirigeva il defunto Challenger di Lugano, la cui ambizione era diventare ATP.

Si era aperta una possibilità con l'ATP di Indianapolis, che aveva messo in vendita la sua licenza per un milione di dollari (trattabili). In quel caso, l'ATP preferì mantenere il torneo sul cemento americano (sarebbe poi subentrata Atlanta).

Se Monza si giocherà sulla terra battuta, dunque, è molto probabile che prenda il posto di un torneo primaverile. Ok, ma quale? Le opzioni non sono moltissime: Marrakech, Estoril, Budapest, Monaco di Baviera, Ginevra e Lione sono gli ATP 250 prima del Roland Garros, mentre lo slot estivo comprende Bastad, Gstaad, Umago e Kitzbuhel.

C'è la ragionevole certezza che il torneo “interessato” sia uno di questi dieci. Proviamo a indovinare? Ipotizzando una scrematura, difficilmente l'ATP potrebbe rinunciare all'unico torneo nel continente africano (Marrakech), mentre Estoril e Budapest sono gli unici eventi di Portogallo e Ungheria (anche se quest'ultimo non ha avuto un gran successo di pubblico, al netto delle ultime due edizioni vinte da Cecchinato e Berrettini).

Monaco di Baviera conta sul sostegno di BMW e può ancora permettersi ingaggi importanti. Daremmo un'occhiata a Ginevra e Lione, tappe giovani che hanno preso il posto di tornei già scomparsi e che occupano una data non così esaltante (subito prima del Roland Garros).

Avrebbe una logica, per diversi giocatori, passare da Roma a Monza per poi proseguire su Parigi. Lione è nato da poco (tra l'altro, dal 2020 la città ospiterà anche un torneo WTA), mentre Ginevra viene da un'edizione difficile, condizionata dal maltempo.

Non potendo contare su Federer e senza certezze su Wawrinka, potrebbe essere un torneo a rischio. Gli eventi post-Wimbledon sembrano più tranquilli: Umago ha una grande tradizione e la vuole mantenere, mentre Gstaad a Bastad – dopo aver perso il torneo WTA – vorranno resistere tra gli uomini, considerando la loro lunghissima storia (in Svizzera si gioca addirittura dal 1915, in Svezia dal 1948) mentre Kitzbuhel era già stato declassato qualche anno fa, poi aveva ritrovato il suo posto nel tour e adesso può contare sulla spinta propulsiva di Dominic Thiem.

In sintesi, dovessimo scommettere un copeco sul torneo a rischio, penseremmo a Ginevra, seguito da Budapest ed Estoril. Ma si tratta di ipotesi fine a se stesse, senza nessuna base concreta. La speranza è che Monza possa coronare il suo sogno, se non altro per la passione e la pazienza messe in atto in questa lunga avventura (resa nota a fine febbraio). Se si giocherà ad aprile, maggio o luglio, in fondo, non fa una grande differenza.