Fed Cup 2020 - L'Italia parte da Tallinn: spauracchi Ucraina e Croazia


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Fed Cup 2020 - L'Italia parte da Tallinn: spauracchi Ucraina e Croazia

La riforma della Fed Cup ha “rischiato” di consentire all'Italia di giocarsi il titolo già nel 2020. Le sconfitte contro Svizzera e Russia, invece, ci hanno spediti nelle sabbie mobili dei Gruppi Zonali, un inferno da cui non sarà semplice uscire.

Il livello delle avversarie si è drasticamente abbassato, ma non manca qualche insidia. Andiamo con ordine, facendo chiarezza in un regolamento complicato, poco intuitivo e non ancora ufficializzato. Al di sotto del Gruppo Mondiale, il mondo è diviso in tre aree: Americhe, Europa-Africa e Asia-Oceania.

Il Gruppo I – Zona Europa-Africa non è una sorta di Serie C di cui fanno parte 13 squadre. Il pre-sorteggio effettuato in questi giorni ha dato le prime informazioni su quello che potrebbe essere il cammino delle ragazze di Tathiana Garbine nella difficile scalata alla promozione più, eventualmente, la caccia alle Fed Cup Finals che fino al 2022 si giocheranno a Budapest.

Le tredici nazioni sono state divise in due raggruppamenti (“Pool A” e “Pool B”), rispettivamente da 7 e 6 squadre. L'Italia è finita nel più numeroso, che si terrà dal 3 al 9 febbraio 2020 (subito dopo l'Australian Open) presso il Tallink Tennis Center di Tallin, in Estonia.

Le possibili avversarie delle azzurre saranno Ucraina, Croazia, Estonia, Grecia, Austria e Bulgaria. Ma attenzione, si tratta di un pre-sorteggio. I gironi “reali” dovrebbero essere due: uno da tre squadre, uno da quattro.

“Dovrebbero” perché non c'è stata nessuna ufficializzazione, quindi non si può escludere a priori il varo di un girone unico. In quel caso, le azzurre dovrebbero giocare la bellezza di sei incontri (fattibile: ognuno sarà composto da due singolari e un doppio).

Per adesso restiamo al format utilizzato fino a qui: la lista delle possibili avversarie si è comunque ridotta da 12 a 6, ed è giunta la certezza della sede (l'altro Pool si giocherà a Lussemburgo).

Non c'è dubbio che la squadra più forte sia l'Ucraina. Sulla carta, una nazione in grado di lottare per il titolo ma che si è trovata in basso a causa di qualche assenza e inopinate sconfitte. Per intenderci, le migliori quattro tenniste ucraine (Svitolina, Yastremska, Tsurenko e Kozlova) sono meglio piazzate della nostra numero 1, Camila Giorgi (n.93 WTA).

Senza dimenticare una serie di teenagers in grande crescita: Zavatksa, Kostyuk e Lopatetska. Le ucraine rappresentano lo spauracchio, la squadra da evitare a tutti i costi. L'altro team davvero ostico è la Croazia, almeno sulla carta.

I campioni in carica della Coppa Davis vantano due top-20: Petra Martic e Donna Vekic: quest'ultima ha partecipato ai gruppi zonali del 2019, mentre la Martic non c'era. Mancasse una delle due, sarebbero in difficoltà perché dovrebbero ricorrere a Jana Fett (n.267 WTA), in attesa del ritorno di Ana Konjuh, fortissima ma ferma a causa di un lungo infortunio e uscita dalle prime 1000 WTA.

L'ideale sarebbe evitare queste due squadre, le uniche con cui saremmo sfavoriti. Con le altre quattro ce la possiamo giocare. Ha un buon potenziale l'Estonia: le padrone di casa possono contare sulla forte Anett Kontaveit, ma c'è l'incognita legata a Kaia Kanepi.

L'ex quartofinalista allo Us Open (oggi n.97 WTA) non ha giocato nel 2019 per non aver raggiunto l'accordo economico con la sua federazione. Pare che avesse chiesto un maxi-compenso di 100.000 euro, cifra fuori portata per gli estoni.

Senza la Kanepi, la squadra diventa più che abbordabile perché le altre due estoni nella classifica WTA (Malygina e Saar) sono nettamente più deboli. In sintesi: l'Estonia al completo può spaventare, ma in caso di una sola assenza sarebbe delittuoso perderci.

Può rappresentare qualche insidia la Grecia, forte di una giocatrice di livello assoluto come Maria Sakkari, che peraltro è la bestia nera di Camila Giorgi. Il problema delle elleniche, dopo il ritiro di Eleni Danilidou, è che si tratta di un “One Woman Team”, poiché le alternative si chiamano Grammatikopolou (n.248 WTA) e Despina Papamichail (263).

Quest'ultima conosce bene l'Italia, avendo giocato la Serie A1 per il Circolo della Stampa di Torino. Rimangono le due squadre sulla carte più deboli: Bulgaria e Austria. La prima dispone di tre giocatrici tra le top-200 WTA: Shinikova, Tomova e Kostova.

Oneste mestieranti, nessuna è particolarmente giovane e non sembrano avere chissà quali margini di miglioramento. Non a caso, quest'anno è stata convocata Gergana Topalova, fuori dalle top-500 ma unica under 20 bulgara nella classifica mondiale.

Ci sarebbe Sesil Karatantcheva, che qualche anno fa è tornata a giocare per il suo Paese dopo aver ceduto alle lusinghe del Kazakhstan. Le sue ultime apparizioni risalgono al 2017 e oggi, ormai 30enne, è scesa al numero 342 WTA.

Difficile considerarla uno spauracchio, ammesso che venga ancora presa in considerazione. La squadra più debole sembra l'Austria. Il recente WTA di Linz ha evidenziato la debolezza del movimento, con la sola Barbara Haas tra le top-200 WTA.

Detto che ci sono soltanto nove austriache in tutta la classifica mondiale, le uniche speranze sembrano essere Mira Antonitsch (figlia dell'ex compagno di Thomas Muster in tante sfide di Davis) e Sinja Kraus. Anche nel loro caso, tuttavia, non si parla di avversarie irresistibili.

E l'Italia? Ci sono due buone notizie: la prima è che l'ennesima ricucitura con la FIT dovrebbe garantire la presenza di Camila Giorgi. Il cemento indoor (superficie che troveremo a Tallinn) è perfetto per lei e non c'è dubbio che possa giocarsela con tutte.

Partirebbe sfavorita soltanto contro Elina Svitolina, ma non avrebbe certo paura di affrontare le varie Martic, Vekic, Sakkari, Yastremska e Kontaveit (le top-30 che potrebbero sbarcare a Tallinn). L'altra buona notizia è che dovrebbe bastare vincere il gironcino per accedere ai play-off di aprile, cui prenderanno parte le otto sconfitte degli spareggi di febbraio, che metteranno in palio altrettanti posti per i nuovi play-off, in programma nel febbraio 2021, lasciapassare definitivo per la seconda edizione delle Fed Cup Finals.

Fino al 2019, dopo aver vinto il girone, bisognava affrontare la vincente dell'altro gruppo. Soltanto una squadra sarebbe passata al gruppo successivo, mentre dal 2020 ci saranno due promozioni per ciascun “Pool”.

In caso di girone unico, è pacifico che passerebbero le prime due. Vedremo. L'impressione è che, con tutte le formazioni al completo, l'Italia sia la terza-quarta forza del raggruppamento (inferiore a Ucraina e Croazia, più o meno sul livello dell'Estonia).

Ma sono calcoli teorici, basati su pochi dati a disposizione e che non tengono conto di un fattore sempre importante in Fed Cup: le assenze.