Becker: “Niente più debiti entro il 2019”. Ma versa il 52% ai creditori...


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Becker: “Niente più debiti entro il 2019”. Ma versa il 52% ai creditori...

La cosa paradossale, quasi ironica, è che Boris Becker si autodefinisce “imprenditore” sul suo profilo Twitter. Immenso tennista, personaggio carismatico, di una bontà d'animo che sfocia nell'ingenuità, non può certo definirsi un campione di business.

Lo ha ammesso persino il suo avvocato, un paio d'anni fa, quando fece il giro del mondo la notizia della sua bancarotta. “Non è una persona particolarmente sofisticata quando si tratta di affari”. Ma oggi Boris, 52 anni tra un mese, sta meglio.

E ha deciso di parlare, raccontando per la prima voglia il dettaglio dei suoi problemi economici. Gli ultimi anni della sua vita sono stati surreali: da una parte le apparizioni come commentatore in TV e responsabile del settore maschile DTB, dall'altra le notizie sul suo conto.

Alla vigilia di Wimbledon 2017 uscì la notizia che un tribunale britannico ne aveva decretato la bancarotta su richiesta di una banca privata, la “Arbuthnot Latham & Co”. . Da lì, a cascata, sono iniziati una serie di problemi.

Oggi le cose gli vanno meglio e ha scelto il noto tabloid “Bild” per raccontare la sua versione dei fatti. “La procedura fallimentare è stato il momento peggiore della mia vita – ha detto Becker – non auguro a nessuno di vivere qualcosa del genere, nemmeno al mio peggior nemico.

Però è stato un passaggio necessario perché a volte sono stato ingenuo, molto ingenuo”. Dice che la famiglia gli è sempre stata vicina, mentre diversi presunti “amici” sono scomparsi nel momento del bisogno.

Nel 2014, per chissà quale ragione, ha ricevuto un prestito di 2,1 milioni di euro da un miliardario inglese, con un interesse del 25%. Doveva davvero averne bisogno, per accettare un tasso d'interesse del genere.

Nel 2017 la banca ha rilevato la questione chiedendogli 10 milioni di euro, facendo scoppiare il caso su scala internazionale. l'improvvisa necessità di denaro lo ha costretto a vendere una tenuta a Palma de Maiorca.

Grazie ai proventi è riuscito ad estinguere il debito più importante, quello con la banca. In questo periodo, tuttavia, c'è stato il momento più umiliante: la vendita, all'asta, di alcuni dei trofei ottenuti nella carriera da giocatore.

A seguito della notizia della bancarotta, infatti, diversi creditori si sono fatti vivi, non sempre con i giusti diritti. È il caso del suo ex manager e socio d'affari Hans-Dieter Cleven, il quale aveva parlato di un credito di circa 40 milioni.

In Svizzera (dove risiede) gli è andata male, perché Becker l'ha spuntata in giudizio, anche se punta a riprovarci in Gran Bretagna. “In questo momento non devo né euro, né franchi svizzeri a questo signore” ha detto l'ex Bum Bum, che peraltro non ha escluso di intraprendere una qualche azione legale nei suoi confronti.

A parte questo, com'è la situazione attuale di Becker? Discreta, sembrerebbe. In questo momento sta versando ai suoi creditori il 52% dei suoi guadagni, però le cose potrebbero risolversi ancora più rapidamente.

Gli hanno chiesto qando sarà finalmente un uomo senza debiti. “In questo momento le opzioni sono tre – ha detto Becker – se continuo a versare il 52% delle mie entrate, ci vorranno altri 18 mesi. Ovviamente potrei pagare tutto in una soluzione, oppure raggiungere un accordo direttamente con i creditori.

Potrei farlo anche entro il 2019: fino ad ora non è stato possibile perché la negoziazione con la banca è stata particolarmente difficile”. Per il resto, l'ex numero 1 del mondo ostenta una certa serenità e giura di non essere mai stato al verde.

“Non sono mai stato insolvente: posso tranquillamente permettermi un biglietto aereo o una visita all'Oktoberfest. Cosa ancora più importante: tutti i miei figli frequentano buone scuole o università, non ho mai economizzato su queste cose”.

Con i soldi guadagnati da giocatore, sponsorizzazioni comprese, con una maggiore accortezza potrebbe permettersi di non lavorare. Invece ha commesso errori e leggerezze che oggi lo rendono, a tutti gli effetti, un “individuo attivo”.

Si è domandato se avrebbe davvero bisogno di una Porsche o di una Mercedes Classe S. “La risposta è no. Però devo ammettere che passare dall'economy alla business class è molto facile, mentre non si può dire altrettanto per il percorso inverso”.

Quando era un ragazzino, Ion Tiriac lo teneva lontano dalle distrazioni e lo obbligava a leggere i giornali, ma in età adulta ha pagato la sua esuberanza. In particolare, ha commesso parecchi errori con le donne. Una dei suoi quattro figli, Anna Ermakova, è nata da un rapporto occasionale consumato nel bagno di un ristorante con una modella russa (Angela Ermakova) mentre la sua prima moglie Barbara Feltus era incinta, in ospedale.

Tale leggerezza gli è costata milioni di dollari, tra la separazione con la Feltus e l'obbligo di mantenimento della figlia “indesiderata”, con tanto di casa londinese acquistata alla Ermakova. Qualche anno dopo ha intrapreso una relazione con Lilly Kerssenberg, modella olandese (originaria del Suriname) con cui è stato sposato per nove anni, madre del suo ultimo figlio.

La coppia si è separata un anno e mezzo fa, ma il gossip gli attribuisce un flirt con la modella britannica Layla Powell. Tra l'altro, dopo la separazione con la Kerssenberg sono decisamente migliorati i rapporti con la Feltus.

Durante l'ultimo Us Open, i due hanno addirittura realizzato un'intervista congiunta, in cui hanno raccontato – tra i sorrisi – parecchi aneddoti del passato. “Come famiglia abbiamo sempre funzionato bene” ha detto Becker, alludendo all'educazione dei figli.

D'altra parte, nella sua autobiografia “La vita non è un gioco” era stato particolarmente severo con se stesso nel descrivere il tradimento e la distruzione del rapporto con la Feltus. Ma Boris è sempre stato così: generoso, istintivo oltre il lecito.

Sul campo da tennis poteva permetterselo, nella vita le sta pagando tutte. Oggi ha più di 50 anni e ha vissuto una pagina umiliante, la peggiore della sua vita. Volendo credere alle sue parole, il peggio è passato. La speranza è che abbia imparato la lezione.