L'ATP sospende Gianluca Moscarella: carriera finita?


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L'ATP sospende Gianluca Moscarella: carriera finita?

A fregarlo, paradossalmente, è stato il prestigio raggiunto in tanti anni di carriera. Pochi si aspettavano di vedere Gianluca Moscarella al Challenger di Firenze, lui che era diventato uno degli arbitri più noti del circuito, riconosciuto e rispettato a livello internazionale.

Per intenderci, il “Mosca” (come è affettuosamente chiamato nell'ambiente) aveva ottenuto il “Gold Badge” quasi nove anni fa (e di recente era diventato "employ"; ovvero arbitro ATP a tempo pieno).

Si tratta del massimo riconoscimento per un arbitro, quello che autorizza ad arbitrare qualsiasi tipo di partita. Il prestigio, dicevamo: sembra che Moscarella non arbitrasse da parecchio nel circuito Challenger e non fosse pienamente consapevole della rivoluzione audio-video degli ultimi anni.

Da qualche tempo, tutti i tornei Challenger hanno lo streaming, con annesso microfono. Non più sul Campo Centrale, ma anche su quelli secondari. Alla Firenze Tennis Cup, i polacchi di Flightscope (la società che ha conquistato i diritti di trasmissione di questi tornei) aveva piazzato la webcam su tre campi.

Il match tra Pedro Sousa ed Enrico Dalla Valle si è giocato sul Grandstand, il secondo per importanza. Ed è probabile che Gianluca Moscarella, milanese, 46 anni compiuti venerdì scorso, non sapesse che i microfoni sono in grado di “catturare” più o meno tutto quello che si dice.

Riportare l'accaduto è quasi superfluo, visto che i due episodi sono diventati virali nell'arco di poche ore. Al termine del primo set, si è rivolto a Sousa mentre l'azzurro si era allontanato dal campo, “catechizzandolo” con un discorso motivazionale senza particolare logica.

In sintesi, gli ricordava di essere nettamente più forte dell'azzurro e che – se avesse voluto – il match sarebbe terminato in “due minuti”. Il tutto condito da affermazioni un po' confuse, in un mix tra italiano e spagnolo.

Per la cronaca, il match non è stato affatto facile per Sousa: alla fine si è imposto 7-5 4-6 6-4 e Dalla Valle ha perso con qualche recriminazione, soprattutto dopo essere stato avanti 2-0 al terzo. Ma perché Moscarella ha detto quelle frasi? La risposta l'ha data lui stesso in quei surreali 30 secondi: essendo “vecchio”, non aveva voglia di restare troppo tempo sulla sedia in una giornata piuttosto calda.

Affermazioni gravi, ma non terribili. Lo scorso anno, Mohamed Lahyani fece qualcosa di simile con Nick Kyrgios, prendendosi sei settimane di squalifica. La differenza tra i due casi è che lo svedese fece tutto a favore di telecamere, consapevole del suo gesto, in una sorta di protagonismo naif.

Al contrario, Moscarella era convinto che nessuno lo sentisse. Pensava di essere al riparo da orecchie indiscrete. Purtroppo per lui, l'udito digitale ha registrato tutto ed è stato immediatamente allontanato dalla Firenze Tennis Cup.

Il giorno seguente (quello in cui avrebbe compiuto 46 anni) non era più al circolo. Indiscrezioni parlano di un Moscarella distrutto, consapevole della gravità dell'accaduto, seriamente preoccupato per il suo futuro da giudice di sedia.

Avrebbe già chiesto scusa a chi di dovere, e forse se la sarebbe cavata con una sospensione più o meno lunga. La sua posizione si è aggravata nelle ore successive, quando è spuntato un secondo audio, sempre durante la stessa partita, in cui si è avventurato in alcune considerazioni su una raccattapalle.

Chiedere a una ragazzina di 16 anni (la protagonista frequenta il quarto anno del Liceo Dante Alighieri di Firenze ed era al torneo nel contesto di un progetto scuola-lavoro) “Sei accaldata fisicamente o mentalmente?” e dirle, senza mezzi termini, “Sei sexy” è inaccettabile.

Pietra tombale per la sua carriera? Difficile a dirsi. Il tribunale dei social network ha già fatto partire il processo, e in effetti c'è un punto che sembra poterlo condannare: soltanto un mese fa, l'arbitro argentino Damian Steiner (che era sulla sedia durante la finale di Wimbledon) è stato licenziato dall'ATP per aver rilasciato alcune interviste non autorizzate.

Una violazione del regolamento, ok, ma i contenuti delle stesse erano assolutamente innocui. In altre parole, la radiazione era parsa ai più esagerata. I fatti riguardanti Moscarella sembrano decisamente più gravi.

Nel misterioso mondo degli ufficiali di gara tennistici (“misterioso” perché un po' avvolto su se stesso) non esiste la proprietà transitiva, ma tutto farebbe pensare a un “fine pena mai” per l'arbitro italiano.

La faccenda ha avuto risonanza sulla stampa di tutto il mondo, costringendo l'ATP a diramare un breve comunicato in cui informa di essere “consapevole” dei fatti di Firenze. Per questi, Moscarella è stato immediatamente allontanato dal torneo ed è stato sospeso in attesa di giudizio.

Vedremo quando arriverà il pronunciamento: per adesso, i soliti bene informati sostengono che abbia poche chance di proseguire nella sua carriera. Il caso della raccattapalle è certamente più grave, e fa tornare alla mente le accuse a tutto campo di Magdi Somat, ex arbitro internazionale radiato un paio d'anni fa per una serie di accuse nei confronti di tutta la classe arbitrale.

Aveva accusato diversi giudici di sedia di molestie a sfondo sessuale, sostenendo che l'ATP fosse un organo totalmente “corrotto”. L'indagine del sindacato concluse che le sue accuse erano “false” e per questo lo ha allontanato, per sempre, dal tennis.

Somat ha continuato nella sua battaglia, non perdendo occasione per ricordare quelli che - auo avviso – si erano macchiati di molestie. Tramite il suo profilo Facebook, l'ex arbitro egiziano accusa soprattutto Cedric Mourier, Thomas Karlberg, Carlos Sanches e Fernando Sanchez.

In una delle sue tante invettive, aveva menzionato anche Moscarella, che qualche anno fa (durante il torneo di Gstaad) avrebbe effettuato pesanti commenti su un'addetta al torneo. Nonostante la radiazione, Somat sostiene di aver detto il vero, con prove e testimonianze a suo favore.

Poco importa, visto che i fatti sono caduti in prescrizione. Non è così per quelli di Firenze: la carriera di Moscarella, francamente, sembra appesa a un filo.