Monza beffata in extremis: il circuito ATP torna a Palma de Maiorca


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Monza beffata in extremis: il circuito ATP torna a Palma de Maiorca

Il sogno è finito, sciolto come neve al sole. Dopo il trionfo diplomatico che porterà le ATP Finals a Torino, l'Italia non riesce a raccogliere un secondo torneo nella stagione “regolare” ad affiancare gli Internazionali BNL d'Italia.

Monza ci aveva provato, mettendo sul piatto tanti ingredienti gustosi, ma il sindacato che gestisce il tennis maschile ha scelto Maiorca, l'isola di Rafael Nadal, che dunque torna nel calendario dopo diciassette anni, sia pure con un format molto diverso.

Ma andiamo con ordine: insoddisfatta del torneo di Antalya, collocato nella settimana precedente a Wimbledon, l'ATP ha lanciato un bando per cedere la licenza a una nuova sede. Il torneo si giocherà sull'erba dal 20 al 27 giugno 2020 e le candidate “forti”, sin da subito, sono parse Monza a Maiorca.

L'evento brianzolo (che avrebbe avuto Giorgio Tarantola come direttore del torneo) aveva tre armi molto importanti: una location molto suggestiva nel rettilineo del tracciato di Formula 1, un montepremi da un milione di euro che avrebbe reso Monza il più ricco tra gli ATP 250, e addirittura un auto di lusso per il vincitore.

Mica male. Invece hanno scelto Maiorca, il cui impianto è decisamente più modesto ma vantava l'esperienza di un torneo WTA e, soprattutto, il “peso” di un fenomeno come Rafael Nadal. L'evento offrirà un montepremi di 900.000 dollari e sarà cogestito dall'All England Club e da e|motion Sports, la società che fa capo all'austriaco Edwin Weindorfer, già direttore del torneo di Stoccarda (che qualche anno fa ha avuto il coraggio di passare dalla terra all'erba, peraltro con risultati eccezionali).

In una delle sue ultime dichiarazioni da presidente ATP (dovrebbe essere destituito a fine anno), Chris Kermode ha detto: “La Spagna rimane un mercato chiave per il circuito e siamo lieti del ritorno di un ATP 250 a Maiorca, isola che ha pesantemente contribuito alla storia del tennis, producendo due numeri 1 del mondo come Carlos Moyà e Rafael Nadal”.

Kermode ha poi ringraziato gli organizzatori di Wimbledon, che continuano a investire sulla stagione sull'erba. “Inoltre abbiamo una da tempo una proficua collaborazione con e|motion, che promuove l'evento di Stoccarda ed è proprietaria dell'ATP 500 di Vienna.

Non abbiamo dubbi sul fatto che sarà un successo”. Tra l'altro, la società di Weindorfer dovrebbe riportare un torneo WTA a Berlino dopo oltre dieci anni d'assenza. Il torneo si giocherebbe proprio nella settimana tra l'ATP di Stoccarda e quello di Maiorca.

Guarda caso, Berlino prenderà proprio il posto di Maiorca (scippando lo status di “Premier” a Birmingham, che sarebbe declassato). Manca l'ufficialità, ma sarebbe dià tutto definito. Tra l'altro, sta per nascere anche un altro WTA “erbivoro” in Germania nella piccola località di Bad Homburg (e sarebbe previsto il forte coinvolgimento di Angelique Kerber, anche dopo il suo ritiro).

Ma torniamo agli uomini: Weindorfer ha accettato la sfida “e siamo molto contenti di averlo fatto. Svilupperemo continuamente il torneo di Maiorca, e la location di Santa Ponca è perfetta per farlo. Voglio ringraziare Wimbledon per il sostegno e Toni Nadal per il gran lavoro che ha fatto come direttore del torneo femminile.

Infatti manterrà il ruolo anche nel'evento maschile”. Lo zio di Rafa, che ormai non è più il suo coach, spera di raccogliere un buon parco giocatori nella settimana precedente a Wimbledon. È pressoché impossibile che il nipote giochi alla vigilia di uno Slam, e più in generale non sarà un lavoro semplice.

L'ultima edizione del torneo di Antalya (pur vinta con merito da un ottimo Lorenzo Sonego) aveva un campo di partecipazione piuttosto debole. Non c'è dubbio che Rafael Nadal darà un supporto promozionale, come peraltro ha fatto negli ultimi anni, allenandosi sull'erba di Santa Ponsa prima di recarsi a Londra.

In passato, Palma de Maiorca aveva già ospitato un torneo ATP: cinque edizioni tra il 1998 e il 2002. Si giocava su terra battuta, in una delle tante Plaza de Toros disseminate in Spagna. Proprio nell'ultimo torneo, Nadal ha vinto il suo primo match nel circuito maggiore, contro il paraguaiano Ramon Delgado.

Eravamo stati facili profeti: lo scorso 3 agosto, quando si era diffusa la notizia della rinascita del torneo WTA di Berlino al posto di Maiorca, avevamo intuito che si trattava di un forte indizio su un disimpegno maiorchino dal circuito femminile perché – probabilmente – avevano già ottenuto la licenza del torneo ATP.

Hanno impiegato oltre un mese a ufficializzare il tutto, ma la fumata bianca è arrivata. Adesso manca solo l'annuncio del ritorno di Berlino nel circuito WTA. Purtroppo per l'Italia, la fumata è stata nera per Monza.

Succede. Sembra dunque ormai delineato il calendario ATP 2020, che è riuscito a contenere le variazioni nonostante il varo dell'ATP Cup e l'ingombrante presenza del torneo olimpico. In sintesi: il nuovo evento a squadre occuperà la prima settimana e mezzo, con la sola concorrenza del torneo di Doha.

Gli altri due tornei della prima settimana vengono inglobati dall'ATP Cup (Brisbane) o spostati in avanti di un mese (Pune, che va subito dopo l'Australian Open prendendo il posto di Sofia). Sparisce l'ATP di Sydney, il cui centrale ospiterà le finali dell'ATP Cup, sostituito da Adelaide, mentre Sofia cambia totalmente collocazione, passando nell'ultima settimana di settembre, subito dopo Metz e San Pietroburgo, in modo da dare due settimane di fila agli specialisti dell'indoor prima della trasferta in Asia.

Come era prevedibile, l'ATP prova a ignorare il torneo olimpico, piazzandoci due tornei in contemporanea, Atlanta e Kitzbuhel. Sorprende lo spostamento di Amburgo, che nel 2020 scatterà subito dopo Wimbledon, rischiando un ulteriore indebolimento.

Per resto rimane tutto uguale, in nome di un immobilismo che è frutto degli interessi contrastanti di giocatori e tornei. Non poteva che nascerne un compromesso.