Binaghi-Malagò: ormai è scontro a tutto campo


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Binaghi-Malagò: ormai è scontro a tutto campo

Giovanni Malagò e Angelo Binaghi non si sono mai amati. Caratteri, modi di fare e idee troppo diverse per andare d'accordo. Molti ricorderanno la reazione del Presidente FIT quando Malagò fu eletto al vertice del CONI, beffando in extremis Raffaele Pagnozzi (di cui Binaghi era grande sostenitore).

L'elezione di Malagò al vertice dello sport italiano ha obbligato a una convivenza forzata che ha portato ad attimi di viva distensione. Nel 2015, per esempio, li abbiamo visti a New York per la finale Pennetta-Vinci allo Us Open.

Li abbiamo visti insieme in diverse conferenze stampa legate agli Internazionali BNL d'Italia e, talvolta, sulle tribune del Foro Italico. La scintilla positiva, tuttavia, non è mai scattata. I fatti degli ultimi giorni hanno sancito una netta spaccatura, probabilmente insanabile.

I terreni di scontro sono due, il primo di natura generale, il secondo più collegato con il tennis. Come ha rivelato “Repubblica”, sul finire del mese di luglio, Malagò ha inviato al CIO un paio di missive in cui sottolineava come la nascita di “Sport e Salute”, nuovo ente in sostituzione di CONI Servizi, pensato e voluto dal governo M5S-Lega, fosse in contrasto con alcuni punti della Carta Olimpica.

In estrema sintesi, Sport e Salute prenderà in mano lo sport italiano, soprattutto sul piano economico, gestendo la valanga di soldi che prima erano di esclusiva competenza del CONI. E sarà proprio Sport e Salute a distribuire i contributi alle varie federazioni.

L'operazione non è piaciuta a Malagò, che aveva informato il Senato dei rischi che ci sarebbero stati a livello internazionale. Qualche giorno dopo, il CIO ha infatti minacciato l'esclusione dell'Italia da Tokyo 2020 e addirittura la revoca delle Olimpiadi Invernali del 2026.

Qualcuno ha ipotizzato che le missive di Malagò fossero un implicito invito a “punire” l'Italia, una sorta di vendetta trasversale per essere stato messo in un angolo. Ma siamo nel campo delle interpretazioni, con lo stesso presidente CONI che ha replicato così: “Ho agito con trasparenza e tempestività nell'interesse dello sport.

Merito i complimenti, altroché”. Ma allora perché non si è limitato a inviare una lettera al presidente Thomas Bach, ma ne ha inviata un'altra a James Macleod (responsabile CIO per le relazioni con i vari comitati nazionali)? “Perché Bach ha delegato Macleod e io l'ho informato in maniera tecnicamente più completa”.

La faccenda è oggetto di una viva discussione politica, che si intreccia con il cambio di governo e i primi passi di Sport e Salute, presieduta da Rocco Sabelli, figura gradita a Binaghi. Il presidente FIT porta avanti da anni una battaglia in cui richiede una rigorosa meritocrazia nella distribuzione alle federazioni dei fondi pubblici destinati allo sport, che con Sport e Salute troverebbe un giusto compimento.

Ed è pacifico che la riforma dello sport sia stata osteggiata da Malagò proprio perché indebolisce il CONI, che peraltro sta portando avanti una sorta di “secessione” con il nuovo organo, anche sul piano operativo.

Nei giorni scorsi si è tenuta una riunione tra Sport e Salute e i rappresentanti di alcune federazioni, tra cui Binaghi. Al termine, l'ingegnere sardo ha acceso un'altra miccia: “Abbiamo scoperto che il CONI si è opposto alla realizzazione della copertura sul centrale del tennis perché non è ancora pronto il contratto di servizio con Sport e Salute.

Strano, in sei anni Coni Servizi non ha fatto nulla”. L'affermazione ha fatto imbestialire Malagò, che ha affidato ad ANSA la sua replica: “Leggo con totale stupore le dichiarazioni di Binaghi. Non è la prima volta che si espone in queste deliranti considerazioni su temi riguardanti argomenti non di sua competenza.

Tutti sanno che non è certo il Centrale solo del tennis, ma fno a prova contraria di tutte le manifestazioni sportive. A questo punto, però, visto che il CONI non è proprietario dell'area, non è coinvolto finanziariamente, non ha nessun tipo di legame con la gestione nè l'utilizzo e oltretutto tutti sanno perfettamente l'assoluta non considerazione istituzionale che è stata data dalla Sport e Salute nei confronti del CONI, non so cosa voglia Binaghi dal CONI.

C'è la Sport e Salute, che questi fenomeni facessero quello che lui dice”. Diciamo che è stato di parola con l'impegno di replicare punto per punto a qualsiasi dichiarazione (a suo dire) inappropriata del presidente della Federtennis.

La risposta di Binaghi non si è fatta attendere: “Non sono certo io quello che delira. Per avere conferma di cosa ha detto il Segretario Generale del CONI Mornati basta chiedere a chi ha partecipato a quella riunione”.

Come se non bastasse, Binaghi ha poi rilasciato un'intervista ad Adnronos, poi riportata integralmente sul sito della FIT, in cui si sostiene che lo stesso Binaghi ha “ristabilito la verità” (frase utilizzata quasi sistematicamente ogni volta che la FIT si trova a gestire una polemica).

Nell'intervista, Binaghi sostitene che le dichiarazioni di Malagò, definite “ostili”, sono una “grossa caduta di stile” e lascia intendere che si tratterebbe di un tentativo di sviare l'attenzione dalla sua corrispondenza con il CIO.

Secondo Binaghi, le lettere inviate a Losanna “parlano da sole” e sottolinea che si sarebbe aspettato una maggiore attenzione ai successi “senza precedenti” del tennis italiano, sia sul piano tecnico che organizzativo.

“Invece mi sembra che siamo quasi alle minacce, mentre in caso di divergenze il Presidente del CONI dovrebbe avere il dovere di creare un clima di confronto anche per chi, come me, non ha mai negato di pensarla in modo differente su tanti aspetti”.

Al di là dei contenuti della diatriba, tra le righe traspare – da entrambi le parti – una scarsa simpatia dalle radici antiche e nuovamente deflagrata. Ma queste cose, agli appassionati, interessano poco.

Chi ama il tennis vuole sapere come andrà a finire la faccenda del tetto sul Centrale del Foro Italico, passaggio cruciale non tanto per la crescita, quando per il mantenimento dello status faticosamente conquistato negli anni.

L'amministrazione comunale ha dato il via libera, siglando un protocollo d'intesa. Volendo credere a quanto riferito da Binaghi, il CONI starebbe tergiversando in attesa che si definisca il rapporto con Sport e Salute.

Visto che tale passaggio dovrebbe essere ultimato entro il 30 settembre, gli eventuali altarini si scopriranno a breve. Nella sua intervista con Adnkronos, Binaghi invita Malagò a sottoscrivere tutto e subito, ma se la faccenda si sbloccherà sul breve non ci sembra un grosso problema.

Di certo, comprenderemo le reali intenzioni delle parti in causa. Di questo tetto si parla da anni: non saranno certo un paio di settimane equalche schermaglia burocratica a fare la differenza. Quanto alle polemiche, ci stanno: l'importante è che non rappresentino un ostacolo allo sviluppo dello sport (e del tennis) italiano. A noi interessa soprattutto questo.