Mike Bongiorno e il concorrente che sapeva tutto su Ivan Lendl


by   |  LETTURE 6198
Mike Bongiorno e il concorrente che sapeva tutto su Ivan Lendl

Mentre Rafael Nadal e Daniil Medvedev si davano battaglia sull'Arthur Ashe Stadium, i canali generalisti rendevano omaggio - in un abbraccio trasversale - a Mike Bongiorno. Il Re dei quiz televisivi, infatti, è scomparso esattamente dieci anni fa e la TV italiana non si è fatta trovare impreparata: ricordi, immagini d'archivio e trasmissioni speciali hanno ricordato con affetto uno dei padri fondatori della televisione in Italia.

A dieci anni dalla sua scomparsa è bello ricordare un passaggio della carriera di Mike in cui si è incrociato con il nostro sport. Una bella storia, pulita, a ricordarci un'epoca che alimenta mille nostalgie.

Negli ultimi anni della Prima Repubblica (dal 1987 al 1992), il leggendario quiz del giovedì sera (erede di "Rischiatutto" e "Lascia o Raddoppia") fu "TeleMike" Ogni giovedì sera su Canale 5 (anche se la puntata era registrata al lunedì), tre concorrenti si sfidavano a suon di quiz.

Ognuno si presentava su uno specifico argomento, sul quale doveva rispondere alle domande più improbabili. Ma non solo quelle: c'erano domande di attualità e cultura generale, al punto che i produttori obbligavano i concorrenti a leggere una dozzina di quotidiani e 3-4 settimanali in modo da essere più che preparati.

Nella primavera del 1991, sul finire della quarta delle cinque stagioni, spuntò un distinto signore veneto: Piero Montecchio era un super appassionato di tennis e rispondeva a domande sulla vita e sulla carriera di Ivan Lendl.

Nato a Padova ma trasferitosi in Alto Adige, Montecchio aveva vivisezionato la carriera di Ivan il Terribile, imparando a memoria le 1310 partite giocate da Lendl (anche se allora erano qualcuna in meno, visto che Lendl era ancora in attività e si sarebbe ritirato nel 1994).

La curiosità è che Montecchio – persona estremamente educata e dai modi gentili e signorili – non era un tifoso di Lendl. Preferiva Stefan Edberg, ma scelse l'ex cecoslovacco perché offriva più materiale su cui prepararsi ("Un anno vinse ben 16 tornei..."

). Ho conosciuto Montecchio una decina d'anni fa, lontano dallo star system e fiero della possibilità permessa dalle vincite di Telemike (intascò oltre 700 milioni delle vecchie lire): aprire un agenzia immobiliare.

Con la memoria per nulla intaccata dal tempo, ricordava alla perfezione fatti e circostanze della sua partecipazione a TeleMike. “L'idea nacque per caso, a una cena con amici – raccontò – avevo snocciolato una serie di risultati di tennis e mi dissero che avrei potuto partecipare a un quiz TV.

Ed erano proprio gli anni di TeleMike..”. . Dopo averne parlato con la moglie, decise di presentarsi a un provino, presso l'emittente locale Tele Alto Veneto. Era pieno di aspiranti concorrenti, voleva rinunciare senza provare ma l'arrivo di Illy Reale (uno degli autori) lo convinse a restare.

Fu subito selezionato perché l'argomento, così particolare, incuriosì. Inizialmente andò a Milano come riserva. Oltre ai tre concorrenti in video, infatti, c'era sempre qualcuno pronto a subentrare in caso di imprevisti.

“Con cifre così elevate in palio, era possibile che qualcuno si sentisse male”. Indimenticabile la puntata del 3 maggio 1990, quando Mike Bongiorno smascherò la signorina Maura Livoli, che si era portata degli appunti e cercò maldestramente di nasconderli nel reggiseno.

Dopo la squalifica, la Livoli ebbe un mancamento e ci fu anche qualche strascico legale. Nessun incidente nelle puntate con protagonista Montecchio, la cui conoscenza dei risultati di Lendl era impressionante. Divenne campione nella primavera 1991 e lo rimase fino alla fine della stagione, salvo perdere il titolo nella prima puntata della stagione successiva a favore di Antonio Barbato, che rispondeva a domande sulla storia dei Vigili Urbani di Milano.

Nel suo periodo di campione, Montecchio ricevette un paio di belle sorprese: durante una puntata fu ospite Rino Tommasi, all'epoca direttore di Tele+2 (che aveva un legame importante con l'allora Fininvest: per intenderci, l'idea di creare una TV monotematica sportiva fu proprio di Silvio Berlusconi, che ne propose a Tommasi la direzione).

“Per me era una specie di idolo – mi disse Montecchio – infatti mi emozionai e quella sera commisi il mio unico errore. La risposta esatta era McEnroe, invece dissi Connors”. L'altra soddisfazione arrivò direttamente da Lendl.

In epoca pre-internet, le comunicazioni erano più lente e il tennista inviò un telegramma di complimenti in trasmissione, letto da Mike Bongiorno davanti a milioni di italiani. Curiosamente, Montecchio non ha mai avuto la possibilità di incontrare Lendl.

Ci fu una possibilità quando venne a giocare un'esibizione proprio a Bolzano, ma l'appuntamento saltò perché il manager di Ivan non era d'accordo. Chissà perché: oggi, un qualsiasi agente sarebbe ben felice di organizzare un evento del genere.

Nell'epoca dei social, poi... L'avventura di Montecchio a TeleMike ebbe un'appendice: al termine della quinta edizione, l'ultima, ci fu una competizione in cui furono richiamati i “Magnifici Nove”, ovvero i campioni che avevano vinto le cifre maggiori nella loro permanenza.

Montecchio arrivò in finale e mancò il titolo di “Super Campione” per una semplice questione di fortuna. Nella puntata dell'11 giugno 1992, l'ultima nella storia del programma, la sorte fece “vibrare” lo studio quando era il turno di Isabella Lama (esperta in razze canine), che dunque ebbe la possibilità di giocarsi il "super rischio" e raddoppiare il montepremi e battere Montecchio.

Se la fortuna fosse capitata a lui, avrebbe sicuramente vinto e oggi avrebbe ben altra popolarità. Ma in fondo gli va bene così. La passione per il tennis è rimasta intatta: ancora oggi possiede la sua tessera federale e sostiene come sponsor alcuni eventi.

“Probabilmente ho vinto troppo – disse, ripensando alla sua avventura davanti a milioni di italiani – Mike era una persona onesta e integerrima. Grazie a lui, ho potuto realizzare il mio sogno di diventare costruttore”.

Dopo la fine, TeleMike fu oggetto di controversie e accuse di aver aggiustato i risultati per favorire questo o quel concorrente. Montecchio – come Bongiorno – non fu mai sfiorato da queste voci e ricorda di non aver mai notato nulla di strano, se non una certa severità.

Della sua avventura, oltre alla rarissima foto che vedete qui sopra (gentile omaggio dello stesso Piero Montecchio), rimane come traccia un libro (oggi non più disponibile), “Io ho vinto, e tu?” in cui Montecchio svelava i metodi che gli permettevano di avere una memoria così formidabile.

TeleMike chiuse i battenti nel 1992, uno degli anni più controversi nella storia d'Italia, quello in cui scoppiò lo scandalo di Tangentopoli. Il Paese si preparava alla transizione verso la Seconda Repubblica ed è simbolico che, proprio in quegli anni, il tradizionale “quiz” iniziò a mostrare segni di stanchezza a favore di una TV maggiormente improntata al varietà.

Bongiorno lo capì e chiuse TeleMike quando godeva ancora di buona salute. Nel 2019 sarebbe difficile trovare un altro Montecchio, anche se il materiale non mancherebbe: Roger Federer ha già superato Lendl come numero di match giocati (1488), con Rafael Nadal (1162) e Novak Djokovic (1054) sulla buona strada per raggiungerlo.

Ma oggi, con la soglia d'attenzione tragicamente abbassata, potrebbe nascere un nuovo Piero Montecchio? C'è da dubitarne. Forse è giusto che questa piccola favola rimanga negli anni 90, senza nessun tipo di spin-off. Per custodirla ci sono sempre i ricordi.