Andreescu-Mania: è già pronta per vincere lo Us Open?


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Andreescu-Mania: è già pronta per vincere lo Us Open?

Il ritiro di Serena Williams durante la finale non ha sminuito la portata del successo di Bianca Andreescu alla Rogers Cup di Toronto. Archiviati (si spera) i problemi alla spalla, la canadese di origine rumena ha ripreso più o meno dove aveva lasciato lo scorso marzo, quando aveva conquistato Indian Wells.

Dopo l'ovvio forfait per Cincinnati, adesso punta dritta allo Us Open e tutto fa pensare che possa essere tra le favorite. O, almeno, nella lista di giocatrici che hanno diritto ad essere prese in considerazione. In Canada è scoppiata una una vera e propria Andreescu Mania, per certi versi più fragorosa rispetto a quelle vissute dai suoi predecessori, da Raonic ad Auger Aliassime, passando per Bouchard e Shapovalov.

E allora è iniziato il dibattito: Bianca può vincere a Flushing Meadows? Secondo coach Sylvain Bruneau, la 19enne di Montreal può battere chiunque a patto di non avere problemi fisici. “Ammetto che il successo a Toronto è molto sorprendente – ha detto Bruneau – perché in questo periodo ha avuto parecchi problemi fisici e ha giocato poco a tennis.

Però non ha mai perso il suo tennis: già nel giorno in cui ha ripreso la racchetta in mano sono rimasto sorpreso dal suo livello. Tuttavia, era già una vittoria anche solo la possibilità di partecipare”.

Dopo il successo contro la Bouchard (definitivo passaggio di consegne?) ha messo in fila Kasatkina, Bertens, Pliskova e Kenin prima di chiudere con un sentito abbraccio a Serena Williams quando l'americana ha alzato bandiera bianca.

Dotata di un fisico massiccio, con una tendenza a ingrassare (che può tramutarsi in possibilità di infortuni), la Andreescu non vuole più vivere un calvario come quello degli ultimi mesi. “Abbiamo imparato la lezione – dice Bruneau – dobbiamo prenderci cura del suo corpo, fare in modo che sia sempre pronta quando scende in campo”.

Se quest'anno ha avuto problemi alla spalla, lo scorso anno si era bloccata alla schiena. “È la nostra priorità, perchè ci siamo resi conto di cosa significa rimanere fuori per infortunio. Bianca ha avuto diverse battute d'arresto, dobbiamo restare molto attenti”.

Fuori dalle prime 150 a inizio stagione, oggi staziona tra le top-20 grazie a un tennis eccezionale, quasi inedito nel circuito femminile. Sa fare tutto, è a suo agio in ogni zona del campo e sa usare angoli, rotazioni, tagli e variazioni.

Tuttavia, il coach canadese ritiene che ci siano ancora margini di miglioramento. “Continueremo a lavorare sul servizio, ma credo che ci siano ancora cose da migliorare. Per esempio, vorrei vederla più spesso a rete.

Inoltre deve essere più matura sul piano strategico: ha tanti strumenti nella sua cassetta degli attrezzi, ma deve essere in grado di capire quando e come deve usarli. Inoltre è una buona atleta, ma mi aspetto che sia ancora più solida sul piano mentale”.

Sembra che voglia costruire una macchina perfetta, imbattibile. Nel 2019, la Andreescu vanta un impressionante bilancio di 38 vittorie e 4 sconfitte: oltre ai due titoli Premier, vanta un successo al WTA 125 di Newport Beach e la finale ad Auckland.

Secondo Bruneau, sarà tra le favorite allo Us Open: “Non dico che batterà tutte, ma penso che abbia le sue chance”. Frasi sensate, supportate dai risultati. Ma se l'allenatore deve restare prudente, i giornali canadesi hanno scelto di sbilanciarsi.

Il sito internet dell'emittente TSN ha stilato una lista di cinque ragioni per cui la Andreescu sarebbe in grado di aggiudicarsi lo Us Open 2019. Eccole: 1) Eccelle in situazioni di pressione. “Mi piace giocare in casa, mi piace avvertire tanta attenzione, non fa altro che motivarmi”.

Lo certifica il fatto che ha vinto le ultime 10 partite chiuse al terzo set (il bilancio stagionale è 15-3). Anche lei si fa prendere dal nervoso, ma ha la qualità di riprendersi subito, di non farsi travolgere dai pensieri negativi.

2) Si sa adattare alle avversità. Nella settimana di Toronto ci sono state diverse situazioni in cui avrebbe potuto lasciarsi andare: quando ha perso il primo set contro la Bouchard, o quando ha perso un rocambolesco secondo set contro la Bertens (con tanto di matchpoint sciupato).

“Perso quello sono andata negli spogliatoi, mi sono cambiata e sono tornata in campo pensando che fosse l'inizio della partita”. Ha funzionato alla perfezione. In sintesi, trova sempre un modo per vincere anche in mezzo alle difficoltà.

In questo, le hanno sicuramente dato una mano le tecniche di meditazione visualizzazione che ormai utilizza da anni. 3) Gioca al meglio contro le più forti. Il suo bilancio contro le top-10 è impressionante: quest'anno ne ha affrontate sette, battendole tutte.

Wozniacki, Kerber, Svitolina, ancora Kerber, Bertens, Pliskova e Serena Williams: sono tutte cadute sotto i suoi colpi e il suo tennis di qualità. Ma da dove arriva tutta questa fiducia? “Viene dal profondo – dice lei – mi sono esercitata molto nel cercare di capire cosa fare in determinate circostanze.

Quando scendo in campo, non ho paura. Non bado alla mia avversaria, chiunque sia, e credo che questo si noti”. La stessa Serena Williams, ha detto che non sembra di trovarsi di fronte una 19enne Semplicemente, compensa la mancanza d'esperienza con un QI tennistico di primissimo piano.

È una delle giocatrici più abili sul piano tattico e – come detto prima – ha tante armi a disposizione. Se il piano A non funziona, esiste il piano B. A volte, anche il piano C. 4) Sta attraversando un momento di enorme fiducia.

La sua ultima sconfitta in un match completo risale a febbraio, quando ha perso dalla Kenin ad Acapulco. Da allora, ha vinto 17 partite di fila e ha detto che il successo a Toronto “è solo l'inizio”. “Se continuo a lavorare bene, a credere in me stessa e non farmi intimorire dalle avversarie, credo di poter diventare la numero 1”.

Il periodo dell'infortunio non l'ha turbata più di tanto, perché ha cercato di vedere il lato positivo di ogni cosa. “E ne è valsa la pena”. 5) Il tennis femminile è più aperto che mai.

Serena Williams non ha ancora vinto un torneo da quando è tornata dopo la maternità. Non ha più quell'aura di invincibilità che l'aveva accompagnata negli ultimi anni: Naomi Osaka è tornata al n.1 WTA, ma negli ultimi mesi ha perso la gioia di giocare a tennis e sta faticosamente cercando di ritrovarla.

Simona Halep viene dal titolo a Wimbledon ma, a parte qualche problema fisico, allo Us Open ha sempre faticato. Ha perso al primo turno nelle ultime due edizioni. Ci sono tante ottime giocatrici, a partire da Ashleigh Barty, ma la Andreescu è più fresca del resto del gruppo in virtù dei cinque mesi di stop.

Paradossalmente, l'infortunio le ha permesso di conservare un po' di benzina. Il Canada non ha mai avuto una campionessa Slam, ma forse l'attesa sta per terminare. Non sappiamo se accadrà già a New York, ma Bianca Andreescu sembra avere tutto per farcela. Sì, sembra solo questione di tempo.