Serie A1, il campionato (fantasma) dei Seconda Categoria


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Serie A1, il campionato (fantasma) dei Seconda Categoria

Anni fa, quando fu messa in atto la desertificazione dei Campionati di Serie A1, ci venne detto che era una mossa “a tutela dei vivai”. Si disse che si volevano evitare le spese pazze e incentivare i circoli a investire sui giovani, e che i risultati si sarebbero visti dopo qualche anno.

Gli anni sono passati e – come era facile prevedere – il Campionato non è rifiorito, anzi, sembra svuotato di ogni significato. La sua unica utilità rimane il sostegno economico per diversi giocatori, che trovano nelle gare a squadre linfa vitale per raccogliere qualche soldo utile per finanziare (in modo lecito) l'attività internazionale.

Ma andiamo con ordine: i campionati nazionali, per quanto un po' avulsi dalle dinamiche tradizionali del tennis (sport individuale e di respiro internazionale), sono una bella occasione per portare il grande tennis in provincia, laddove i campioni non metterebbero mai piede.

Una decina d'anni fa ci furono gli anni ruggenti della Serie A1, con alcune squadre pronte a investire cifre piuttosto alte pur di acquistare i migliori e vincere il campionato. Il punto di non ritorno risale agli anni degli scudetti della defunta Capri Sports Academy, il cui vulcanico presidente Roberto Russo aveva sfidato l'establishment FIT perché aveva annusato la tendenza dei regolamenti a ridurre lo spazio di manovra per chi voleva investire più denaro.

Nacquero battaglie dialettiche piuttosto vivaci, con tanto di interventi della Procura Federale e gesti passati alla storia (memorabile, a suo modo, l'episodio in cui Russo appoggiò a mò di sfida la coppa dello scudetto 2009 sopra una telecamera dell'allora neonata SuperTennis).

Nel 2010, il club campano si è sciolto e la Serie A1 è diventata affare per quei 3-4 club più ricchi e abili a gestire i regolamenti, un po' per fortuna, un po' per bravura: Circolo Canottieri Aniene (4 scudetti), Tennis Club Italia Forte dei Marmi (2 titoli) e Park Genova (uno scudetto).

Cosa intendiamo per “regolamenti”? Leggete con attenzione. Ogni partita è composta da 4 singolari e 2 doppi, quindi è necessario presentare almeno 4 giocatori. A differenza di quanto accade negli altri paesi, in Italia c'è una clamorosa limitazione: di questi quattro, due devono essere obbligatoriamente prodotti del “vivaio” del circolo.

Per “vivaio” si intende un giocatore che si stato tesserato per almeno due anni nel club di appartenenza fino ai 16 anni di età. In sintesi, i club possono schierare appena due giocatori “a scelta”, peraltro con la limitazione a un solo giocatore straniero (in barba alla sentenza Bosman).

La conseguenza è inevitabile: i circoli schierano quello che hanno, giocatori di medio livello che non sarebbero degni di un Campionato di Serie A1. È normale: sarebbe folle pensare che ogni circolo possa crescere due professionisti o aspiranti tali.

Il Campionato 2019, in programma dal 13 ottobre al 8 dicembre (le finali dovrebbero giocarsi a Lucca per il secondo anno di fila), dunque, ospiterà molti match tra giocatori di seconda categoria. In questi giorni, infatti, sono state pubblicate le rose delle 24 squadre partecipanti (16 maschili e 8 femminili).

Dando un'occhiata alle formazioni, si intuisce che sarà – ancora una volta – un brutto campionato. A parte alcune imprecisioni (Guillermo Garcia Lopez viene definito come 3.1, invece è 1.7, mentre all'austriaco Dennis Novak viene erroneamente data la cittadinanza italiana), era interessante vedere il livello medio dei “vivaio”, coloro che saranno l'ossatura del campionato.

Le cifre sono impietose, devastanti, e decretano inequivocabilmente la mediocrità dell'evento. Tra gli uomini, con 16 squadre, analizzando i migliori 32 “vivaio” (due per ogni squadra, seguendo le classifiche), si scopre che c'è soltanto un giocatore di prima categoria: Filippo Baldi, storico portacolori del TC Selva Alta della sua Vigevano.

Per il resto, tenetevi forte: abbiamo quattro 2.1, cinque 2.2, cinque 2.3, la bellezza di quindici 2.4 (!), un 2.5 (Manuel Righi del CT Bologna) e addirittura un 2.6 (Giulio Mazzoli dello Sporting Sassuolo). Stiamo parlando di giocatori che saranno obbligatoriamente schierati, domenica dopo domenica, impedendo ai (pochi) club che hanno ancora voglia di investire di schierare le loro punte di diamante.

Ancora una volta, la campagna acquisti più importante è stata effettuata dal Tennis Club Italia di Forte dei Marmi: il club versiliese si è assicurato le prestazioni di Lorenzo Sonego e Stefano Travaglia, che si aggiungono a Donati, Struff, Cervantes, Volandri e – pensate un po' – Jannik Sinner.

Senza limitazioni, avrebbero già lo scudetto in tasca, invece potranno inserirne solo due alla volta per lasciare spazio a Edoardo Graziani e Marco Furlanetto, entrambi 2.4. Vi sembra una dinamica degna di un massimo campionato a squadre? Anche in virtù di questo, le rose non hanno particolare valore per fare pronostici, perchè molto dipenderà dall'effettiva disponibilità dei migliori (ammesso che a qualcuno interessi l'esito del campionato...).

Fa quasi sorridere la presenza del top-10 Roberto Bautista Agut con il New Tennis di Torre del Greco, che lo ha tesserato a maggio con un blitz del giocatore-manager Filippo Palumbo: leggere il suo nome fa impressione, ma davvero farà un salto in Italia mentre sarà in piena lotta per artigliare un posto alle ATP Finals, magari giocando il doppio con Giovanni Cozzolino (2.3) o Gennaro Orazzo (2.4)? Per il resto, si segnalano giusto un paio di acquisti: il Tennis Club Crema ha preso Paolo Lorenzi, mentre Simone Bolelli passa al Park Genova.

A proposito del club ligure, oltre alla presenza di Fabio Fognini, lo si può considerare favorito perché possiede di gran lunga il miglior “vivaio” del campionato: volendo, potranno schierare senza limiti Gianluca Mager e il baby fenomeno Lorenzo Musetti.

Il caso di quest'ultimo è emblematico di un regolamento più che discutibile: non ha mai fatto base al Park Genova, ma può essere considerato “vivaio” in virtù della lungimiranza di chi lo ha tesserato quando era ancora un ragazzino.

Considerando Bolelli, Giannessi, Arnaboldi, Basso e Andujar, i liguri sembrerebbero imbattibili anche senza Fognini. Tra l'altro, in caso di eventuale assenza di Mager e Musetti, potrebbero schierare due buoni giocatori come Ceppellini e Prevosto.

Tutto farebbe pensare a una passeggiata per il Park, anche perché non ci saranno i campioni in carica del Circolo Canottieri Aniene, che hanno lasciato perdere per questioni strutturali: tra le regole, infatti, è previsto che il campo di riserva (da usare in caso di pioggia) si trovi nella stessa sede.

All'Aniene non esiste questa possibilità, dunque hanno preferito rinunciare e togliere l'impegno ai fratelli Berrettini, mentre Bolelli e Quinzi hanno trovato spazio altrove. Va un po' meglio nel femminile, dove ci sono tre “vivai” di prima categoria: Liudmila Samsonova, Martina Trevisan e Jessica Pieri.

Il caso della prima è clamoroso: potrà essere schierata illimitatamente dal TC Genova, ed è la giocatrice di più alta classifica WTA iscritta al campionato... Ma non è più italiana, come vi abbiamo raccontato qualche giorno fa.

Il campionato femminile, tra l'altro, non offre nemmeno l'illusione di essere di alto livello, poiché tra le tesserate non c'è neanche una top-100 WTA. Oltre alla Samsonova, le migliori iscritte sono Giulia Gatto Monticone, Martina Trevisan, Martina Di Giuseppe e le straniere Conny Perrin (svizzera, n.188 WTA) e Irina Maria Bara (rumena, n.192).

Un scenario desolante, acuito dal silenzio di comunicazioni ufficiali. Sui siti istituzionali, nel momento in cui scriviamo, non ci sono articoli sulla Serie A1 che, ricordiamo, dovrebbe essere un fiore all'occhiello della proposta agonistica nazionale.

Con il restyling del sito FIT, tra l'altro, per trovare le formazioni bisogna addirittura procedere al download delle pagine, sia per il maschile che per il femminile. Davvero un peccato, e l'imbarazzo aumenta pensando alla Bundesliga appena terminata con il successo del Grun Weiss Mannheim, capace di soffiare il successo all'ultima giornata al Blue Weiss Krefeld degli italiani.

La federtennis tedesca ha compreso il valore sociale e territoriale delle gare e a squadre e – aiutata dalle disponibilità economiche dei club – non ha messo alcun limite alla composizione delle rose, il che ha permesso di vedere tantissimi top-100 nella provincia tedesca.

È bene sapere che (salvo rarissime eccezioni), in autunno non accadrà lo stesso in Italia. Di questo passo, chi avrà ancora voglia di investire?