ATP Finals Torino: tensione Comune-Regione. Roma, primo passo per il tetto?


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ATP Finals Torino: tensione Comune-Regione. Roma, primo passo per il tetto?

Per carità, non c'è da preoccuparsi. Ma la notizia ha avuto ampia risonanza ed è giusto riportarla. Premessa: le ATP Finals a Torino non sono a rischio. È trascorso qualche mese dall'annuncio che la città sabauda si è aggiudicata il più importante torneo al di fuori degli Slam.

Una battaglia vinta “facendo sistema”, in cui tutte le parti in causa hanno dato il loro contributo (istituzioni sportive, politiche e sponsor) permettendo di battere la concorrenza di Tokyo. Dal 2021 al 2025, dunque, le otto migliori racchette del mondo si ritroveranno al Pala Alpitour.

Allo stesso tempo, va riconosciuto che l'ATP è stata lungimirante nel pretendere le garanzie economiche più assolute. Essendoci di mezzo il sostegno del governo, e vista l'instabilità politica, il sindacato che governa il tennis maschile ha chiesto (e ottenuto) precise rassicurazioni sul fatto che un eventuale ribaltone politico non avrebbe messo a repentaglio il torneo.

Le conseguenze sarebbero catastrofiche, soprattutto sul piano dell'immagine, sia per l'Italia che per la stessa ATP. Se la firma è arrivata, dunque, c'è da credere che negli uffici ATP abbiano fatto i loro conti.

Tuttavia, la crisi di governo che dovrebbe portare a nuove elezioni in tempi brevi, ha fatto scoprire gli altarini e sciolto i deboli nodi che tenevano insieme Lega e Movimento 5 Stelle. Avviene su scala nazionale, ma anche sul piano locale, Piemonte compreso.

Qualche giorno fa, il Comune di Torino aveva presentato una “cabina di regia” per guidare e coordinare l'avvicinamento della città al maxi evento del novembre 2021. L'organismo avrà tre comitati operativi: uno dedicato ad accoglienza, coordinamento delle strutture ricettive e dei trasporti, nonché all'innovazione tecnologica.

Uno si occuperà di infrastrutture e urbanistica, l'ultimo opererà nell'ambito della sicurezza e della protezione civile. Tutto ok? Insomma. Qualche giorno dopo si è alzata la voce della Regione Piemonte, seccata per non essere stata consultata su questa iniziativa.

In particolare, si sono risentiti Fabrizio Ricca (Lega) e Andrea Tronzano (Fratelli d'Italia), rispettivamente assessore allo Sport e al Bilancio della Regione subalpina. I due assessori non hanno gradito quanto annunciato mercoledì scorso, quando è stato detto che la cabina di regia avrà “compiti di raccordo con gli organismi sportivi nazionali e internazionali, di approvare il piano di intervento e verificarne i risultati, di controllare l'utilizzo delle risorse stanziate e di individuare ogni intervento utile a garantire il buon esito dell'evento”.

Con tagliente ironia, Ricca e Tronziano si sono definiti “felici” nell'apprendere che i lavori per le ATP Finals sono così avanzati da non richiedere più il sostegno della Regione. “Forse significa che, oltre a quello organizzativo, non hanno neanche più bisogno di quello economico, 7,5 milioni di euro, una cifra importante che a questo punto potremmo destinare ad altri progetti”.

In sintesi, in piena tensione politica, anche una questione apparentemente banale può diventare terreno di scontro. E pazienza se rischia di andarci di mezzo un evento importantissimo. Non sappiamo se i 7,5 milioni promessi dalla Regione siano effettivamente in bilico, e se potrebbero mettere a rischio tutto l'impianto organizzativo.

Improbabile. Detto questo, è arrivata rapida replica del Comune: “La cabina di regia riguarda solo i servizi comunali, non si tratta del comitato organizzatore per la cui composizione dovranno incontrarsi tutte le istituzioni coinvolte”.

Tale precisazione non ha soddisfatto Ricca, il quale ha sottolineato che il denaro non è stato ancora deliberato. Detto che Chiara Appendino, sindaco della città sin dal 2016, sta vivendo con apprensione l'evolversi dello scenario politico nazionale, sarebbe curioso se non fosse ancora in carica nel quinquennio delle ATP Finals, per il cui ottenimento si è spesa in prima persona, con tanto di “missione” a Londra durante l'ultimo Masters, per comprendere le dinamiche organizzative.

Al di là di questo, soltanto il tempo ci dirà se si tratta di semplici scaramucce politiche, oppure c'è qualcosa di più profondo. Per una Torino che deve tenere gli occhi aperti, c'è una Roma che spera.

Dopo anni di chiacchiere e rinvii, sembra finalmente muoversi qualcosa per l'agognata copertura del Campo Centrale del Foro Italico, requisito ormai indispensabile per tutti i tornei più importanti. La novità è che la giunta capitolina ha approvato la proposta di una gara di progettazione di restyling del Foro Italico, lanciata da Daniele Frongia (Assessore allo Sport) e Luca Montuori (Urbanistica).

Dopo l'approvazione della giunta, il provvedimento sarà firmato anche dal Ministero dei Beni Culturali, la Regione Lazio, CONI e Sport e Salute. Il progetto prevede una generale riqualificazione dell'area, ma è chiaro che la nota saliente riguarda la copertura mobile.

Non sarà facile trovare una soluzione, poiché il Foro Italico è zona vincolata dalla Sovrintendenza, dunque qualsiasi lavoro dovrà rispettare i vincoli paesaggistici ben conosciuti dagli appassionati di tennis, che ne sentono parlare ormai da decine di anni.

Secondo le indiscrezioni della stampa romana, il tetto costerebbe 15 milioni di euro. A lanciare il bando sarebbe Sport e Salute, la nuova società che da qualche tempo ha preso il posto di CONI Servizi. Ci sarà ancora da attendere, poiché siamo soltanto all'inizio delle fasi burocratiche, figurarsi quelle operative.

Però è un primo passo dopo anni di chiacchiere mischiate a colpevole immobilismo. Quanto successo lo scorso 15 maggio (brutte figure annesse) ci ha ricordato come gli Internazionali BNL d'Italia abbiano necessità di un tetto sul centrale, in modo da restare al passo di un circuito ATP che si evolve alla velocità della luce.

Lo stesso Angelo Binaghi, al termine dell'ultima edizione, ha specificato quanto sia importante portare la capienza a 12.000 posti "come richiesto dall'ATP" Naturalmente, anche la città avrebbe importanti benefici nell'avere un impianto utilizzabile 12 mesi all'anno.

Per adesso non si parla di tempistiche: da un lato può essere interpretato come serietà, dall'altro si potrebbe pensare che l'attesa potrebbe anche essere piuttosto lunga. Vedremo.