Delirio WTA Finals: 4,75 milioni alla vincitrice!


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Delirio WTA Finals: 4,75 milioni alla vincitrice!

Giocare a tennis in tante cattedrali nel deserto non sarà il massimo, ma la WTA ha fatto un gran colpo a spostare il proprio baricentro verso l'Asia. Il processo, iniziato con la presidenza di Stacey Allaster e proseguito da Steve Simon, raggiungerà il suo apice fra tre mesi, con le "Shiseido WTA Finals" di Shenzhen.

Mentre si dibatte all'infinito sulla parità retributiva tra lo sport maschile e quello femminile, la WTA garantirà alla vincitrice del proprio Masters la cifra più alta mai intascata da un tennista, uomini compresi.

Chi vincerà tutte le cinque partite del Masters intascherà la cifra record di 4,75 milioni di dollari. Cifra impressionante, mostruosa, superiore a quella elargita alle giocatrici del team statunitense di calcio, recenti vincitrici dei Mondiali.

Per intenderci, doppia rispetto a quanto ha intascato Tiger Woods vincendo il Masters di golf. In attesa del trasloco a Torino, che rivoluzionerà anche le ATP Finals (e potrebbe esserci il contro sorpasso), la vincitrice delle WTA Finals intascherà circa 2 milioni in più rispetto al campione imbattuto della 02 Arena di Londra.

Lo scorso anno, l'ATP aveva stanziato 2,71 milioni per il vincitore (non è ancora noto il prize money del 2019). Lo Us Open, al via tra poche settimane, offrirà “soltanto” 3,85 milioni ai vincitori delle prove di singolare.

L'attuale numero 1 del tennis femminile è Ashleigh Barty: interpellata sull'argomento, ha detto che il premio in denaro è la ciliegina sulla torta del gran momento del tennis femminile. “Come professioniste, siamo molto fortunate di poter vivere grazie allo sport che amiamo ed essere ricompensate così bene: è un grande privilegio”.

Le WTA Finals sono la competizione di fine anno che raduna le migliori otto giocatrici, divise in due gruppi. Le prime due di ciascun girone si affrontano nelle semifinali incrociate. La formula del round robin consente di vincere il torneo incassando una, teoricamente anche due sconfitte.

Nelle ultime sedici edizioni, è capitato otto volte che la vincitrice rimanesse imbattuta. L'ultima è stata Elina Svitolina lo scorso anno. Dopo cinque edizioni a Singapore, la WTA ha scelto di rimanere in Asia e si è spostata a Shenzhen, città senza particolare fascino ma in grado di fornire un montepremi stratosferico: grazie all'intervento del nuovo title sponsor (il marchio giapponese di cosmetici e prodotti di bellezza Shiseido), sarà raddoppiato rispetto al 2018, passando da 7 a 14 milioni di dollari.

Come è noto, da una dozzina d'anni le prove del Grande Slam hanno sdoganato la parità di montepremi (l'ultimo ad adeguarsi è stato Wimbledon nel 2007). Nel circuito esistono alcuni tornei che pagano di più le donne, ma non è una questione di “sessismo al contrario”: semplicemente, hanno un peso specifico maggiore nel circuito WTA rispetto a quanto ne abbiano in quello ATP (Brisbane e Sydney erano un buon esempio).

Nella sfida a distanza tra i due Masters, la prova maschile garantiva più denaro, ma la rivoluzione cinese cambierà tutto. Anche in caso di mancata imbattibilità, la vincitrice incasserà una cifra record: 4.420.000 dollari se dovesse perdere una partita, 4.115.000 se dovesse perderne due.

Da qualche anno, le WTA Finals ospitano anche il doppio: la coppia vincitrice porterà a casa un milione di dollari. Secondo Steve Simon, si tratta di una chiara indicazione della crescita del tennis femminile. “Per cinque decadi, la WTA si è battuta per garantire uguali montepremi e uguali opportunità, a partire dagli sforzi pionieristici di Billie Jean King e delle 'Original Nine'” ha detto.

Insieme alla King, c'erano Rosie Casals, Nancy Richey, Judy Dalton, Kerry Melville Reid, Julie Heldman, Peaches Bartkowicz, Kristy Pigeon e Valerie Ziegenfuss. Fu grazie al loro impegno che nel 1975 nacque il circuito Virginia Slims, che poi sarebbe diventato WTA.

Come è noto, da circa quindici anni hanno fiutato la possibilità del business in Asia, soprattutto in Cina. Tanti tornei si sono spostati da quelle parti: non sempre le tribune sono piene, ma la disponibilità economica sembra illimitata.

Nonostante il caso del Masters, qualcuno ritiene che ci sia ancora molta strada da fare. In effetti, i migliori uomini guadagnano di più e la parità di retribuzione negli Slam è costante oggetto di discussione.

Chi sta dalla parte dei maschi, in effetti, si è domandato se sia giusto che Novak Djokovic e Roger Federer abbiano incassato le stesse cifre di Simona Halep e Serena Williams, finaliste a Wimbledon. Difficile esprimere un parere, perché si entrerebbe in argomenti scivolosi.

Di sicuro, in certi casi i montepremi seguono la legge del mercato. Nel 2016, la Williams scrisse una lettera aperta chiedendo maggiore uguaglianza. “Mi sento frustrata perché so in prima persona di aver fatto lo stesso lavoro e gli stessi sacrifici della nostra controparte maschile.

Non vorrei che mia figlia venisse pagata meno di mio figlio, pur facendo lo stesso lavoro”. Billie Jean King, che a dispetto dei quasi 76 anni continua a battersi quotidianamente, ritiene che le donne dovrebbero insistere nelle richieste.

“Non siamo abituate a chiedere – ha detto – ci viene detto di non farlo, da quando siamo nate ci dicono di restare nelle retrovie, di supportare il sistema. Invece è importante non accontentarsi delle briciole.

È importante che le donne abbiano la stessa torta degli uomini, con tanto di ciliegina. Dobbiamo sforzarci in quella direzione”. Le WTA Finals lo hanno fatto, soprattutto in relazione al montepremi della primissima edizione, nel 1972.

Quell'anno, le migliori giocatrici del mondo si spartirono 25.000 dollari. Le WTA Finals 2019 si giocheranno dal 27 ottobre al 3 novembre e si terranno presso l'imponente palazzetto dello Shenzhen Bay Sports Center, in grado di ospitare 13.000 spettatori.

Si sarebbe dovuto giocare in un impianto tutto nuovo, in centro città, del costo di 450 milioni, ma le lungaggini della burocrazia (pare che ci siano anche in Cina...) hanno tardato il progetto. Poco male, anzi, quest'anno la capienza sarà addirittura superiore rispetto a quella del nuovo palazzetto, che si attesterà sulle 12.000 unità.