2020: arriva il Museo di Novak Djokovic!


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2020: arriva il Museo di Novak Djokovic!

Messa così, sembra un'esagerazione. Un museo in onore di un tennista, nel centro storico di una capitale europea? Ma stiamo scherzando? In realtà, chi conosce la Serbia sa cosa rappresenta Novak Djokovic per la sua gente.

Come ha confermato papà Srdjan in un'intervista con RTS, la TV di stato, a breve il centro di Belgrado ospiterà un museo in onore al suo sportivo più famoso. O meglio, al suo personaggio più popolare.

In questo momento, Novak Djokovic è la Serbia. Gli appassionati di tennis ben conoscono il miracolo di Nole, capace di insinuarsi – da vincente – nel duopolio Federer-Nadal. Ma se usciamo dallo sport e parliamo di cultura pop, ci rendiamo conto che Nole ha fatto molto di più.

Ha restituito gioia e identità a un popolo sfibrato dalla guerra. Inutile parlare di vittime e carnefici quando un paese come la ex Jugoslavia si sgretola in mille pezzi, ma non sempre i serbi sono stati vittime. C'era bisogno di un personaggio di cui andare fieri, capace di riaccendere un orgoglio nazionale pronto a infiammarsi sotto la cenere delle macerie.

Lo hanno trovato: con il tempo, Djokovic si è reso conto di essere un punto di riferimento per tutto il Paese. Nel 2008, dopo il suo primo titolo Slam all'Australian Open, si espose in prima persona sulla questione Kosovo, sostenendo che il paese “è serbo”.

Il filmato fu trasmesso in piazza a Belgrado e, quella notte, si scatenò più di un disordine. Era giovane, entusiasta, forse ancora un po' ingenuo. Non crediamo che oggi farebbe un'uscita pubblica di questo tipo, anche perché la sua popolarità è alle stelle.

I politici lo hanno capito, al punto che nel 2011 il presidente Boris Tadic fece bella mostra di sé nel Royal Box in occasione del primo titolo a Wimbledon. Se un capo di stato si muove per te, significa che rappresenti qualcosa di molto, molto speciale.

E poi basta fare un salto a Belgrado: città giovane, ricostruita dopo i disastri bellici, è piena di bar e locali con le TV costantemente sintonizzate sul tennis. Senza nulla togliere ad Ana Ivanovic e Jelena Jankovic, emerse più o meno in contemporanea a Djokovic, solo lui poteva sviluppare una simile rivoluzione culturale.

E allora non c'è da stupirci della nascita del Museo Novak Djokovic, in cui tutte le imprese e i cimeli di Nole saranno radunati in un unico posto. “L'inaugurazione è prevista per l'anno prossimo – ha detto Srdjan Djokovic – c'è già un grande interesse da parte dei turisti, sia locali che stranieri, in particolare i cinesi.

Lui è molto popolare in Cina”. Il museo sorgerà in via Knez Mihailovoj, a due passi dalla Cattedrale di San Michele Arcangelo e ad appena due chilometri dal Tennis Center Novak, adagiato sulle rive del Danubio.

Il recente successo a Wimbledon, 16esimo Slam della sua fantastica carriera, ha accresciuto ancora di più la sua popolarità. Non è azzardato dire che sia stato il suo titolo più significativo. “Quanto successo a Wimbledon è fantastico – continua il padre – Novak ha dimostrato una grande solidità, di essere fatto della roccia più dura possibile, non solo fisicamente ma anche mentalmente.

Grazie a quello, ha vinto una partita terribilmente difficile”. Come è noto, Djokovic non giocherà la Rogers Cup di Montreal, mentre scenderà in campo a Cincinnati. In Ohio mancherà coach Marian Vajda per motivi personali: al suo angolo dovrebbe esserci nientemeno che Goran Ivanisevic (che lo sta seguendo negli allenamenti spagnoli di questi giorni).

L'head coach lo raggiungerà allo Us Open, insieme alla famiglia. In realtà, papà Srdjan e mamma Dijana arriveranno nella seconda settimana: “Lo sosterremo con tutte le nostre forze per aiutarlo a confermarsi il miglior atleta al mondo”.

Quello dedicato a Djokovic non sarà il primo museo a sfondo tennistico. Il più famoso, naturalmente, è quello della Hall of Fame a Newport, in cui ci sono tantissimi cimeli, alcuni davvero straordinari.

È molto famoso il museo di Wimbledon, mentre tra i suoi colleghi ha già fatto qualcosa del genere Rafael Nadal. Presso la Rafa Nadal Academy, infatti, sorge il Rafa Nadal Museum Xperience, un piccolo museo con tutti i cimeli legati ai grandi successi dello spagnolo, ma non soltanto.

Ci sono anche i cimeli di altri atleti, peraltro di diverse discipline, ma a renderlo speciale c'è l'esperienza in 3D, in cui i visitatori possono effettuare diverse simulazioni molto divertenti, non solo legate al tennis.

In sintesi, a Manacor hanno saputo mischiare la tradizionale parte museale con qualcosa di più divertente per i giovani. Anche per questo si può giustificare il costo d'ingresso di 18 euro. Sarà davvero interessante conoscere i dettagli del museo dedicato al numero 1 del mondo.

In effetti, Nole ha una grande storia alle spalle e non mancano i cimeli, sia emotivi che materiali, per realizzare un museo davvero interessante. Curiosamente, non ha ancora progettato nulla del genere Roger Federer. Gli hanno già intitolato un paio di vie (a Biel, vicino al centro tecnico di Swiss Tennis, e ad Halle), oltre a una vetrina nell'Historical Museum di Basilea, ma sicuramente ci sarà modo di realizzare un museo, magari proprio nella sua città natale.

A parte i loro straordinari successi, il trio Federer-Nadal-Djokovic ha avuto la fortuna di giocare in un mondo ormai digitalizzato, dunque è rimasta traccia di ogni singolo respiro della loro carriera. Per la gioia di migliaia e migliaia di fan.