World Team Tennis, non è soltanto una “baracconata”


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World Team Tennis, non è soltanto una “baracconata”

Soltanto qualche settimana fa, Reilly Opelka giocava un ottimo torneo a Wimbledon, togliendosi lo sfizio di battere Stan Wawrinka. Il suo impegno successivo si è snodato presso la Hagan Arena, impianto indoor della St.

Joseph's University, a Philadelphia. Grazie al World Team Tennis (WTT), Opelka ha avuto la possibilità di giocare in un contesto ben diverso, preparandosi per i suoi impegni con la casacca dei Las Vegas Rollers. Un bel passaggio, dalla sacralità silenziosa di Londra a un palestrone con ragazzini urlanti, digiuni dalle dinamiche e dai rituali del tennis.

Sono passati 45 anni dal leggendario 1974, quando Billie Jean King lanciò l'idea di creare un campionato interno, portando nel tennis – sport tipicamente individuale – un'altra competizione a squadre.

Negli anni, tante iniziative del genere sono andate e venute: al contrario (a parte una pausa nel 1979 e nel 1980), il World Team Tennis ha tenuto duro, si è saputo rinnovare e oggi gode di ottima salute. Non è certo la tappa più importante nella programmazione di un tennista, come conferma Opelka: “Sinceramente pensavo soltanto di giocare qualche partita prima di iniziare la stagione dei tornei sul cemento.

È un ottimo sistema per restare in allenamento, poi è vicino da casa”. La motivazione del numero 57 ATP è ben diversa rispetto a due ex promesse del tennis americano, Donald Young e Taylor Townsend.

“Personalmente lo adoro – dice Young, ex n.1 junior e n.38 ATP – è il mio terzo anno nel WTT e devo dire che aiuta molto il mio gioco. C'è grande pressione, sin da primo punto. E poi, quando fai parte di una squadra, non vuoi deludere i tuoi compagni”.

Young allude al sistema di gioco, diverso e non trasferibile nel circuito regolare. Ogni incontro è composto da cinque partite: singolare maschile, singolare femminile, doppio maschile, doppio femminile e doppio misto.

La singola partita è composta da un set che arriva ai cinque game. Sul 4-4, si gioca il tie-break. Il punteggio finale dell'incontro si base sul numero totale dei game: in questo modo, dunque, ogni singolo game riveste la sua importanza.

Qualcuno sostiene che sia una baracconata, anche in virtù dei campi colorati e di un contesto giocoso. C'è del vero, ma è altrettanto vero che i giocatori si impegnano e – in effetti – il sistema di punteggio abitua a giocare tanti punti delicati.

La Townsend è tra le star della competizione. Adora giocare nel World Team Tennis, al punto da vincere 17 match di fila. “È divertente, unico e diverso rispetto al tnnis normale. Per me è la sesta stagione, è un appuntamento fisso.

Rispetto a quando ho iniziato è ancora più innovativo: sono stati i primi ad aggiungere lo shot clock e le chiamate elettroniche. È fantastico, credo che il WTT sia in anticipo sui tempi”. Era proprio l'obiettivo di Billie Jean King, che non gioca più per ovvie ragioni anagrafiche ma è ancora presente nelle vesti di co-proprietaria dei Philadelphia Freedoms.

Inoltre, possiede una quota dei Los Angeles Dodgers. “Adoro il tennis di squadra – dice – vorrei soltanto che le persone vi prestassero più attenzione. Se il tennis di squadra avesse più visibilità, credo che a livello di college sarebbe soltanto alle spalle di football e basket.

Purtroppo, nel tennis è molto complicato cambiare le cose”. La percezione del tennis come sport unicamente individuale è la ragione che porta giocatori come Opelka, o la stessa Venus Williams, a considerare il WTT come poco più che un passatempo tra Wimbledon e Us Open.

In effetti sono ben lontani i tempi in cui Jimmy Connors preferiva giocare questo evento piuttosto che il Roland Garros, rinunciando a un probabile Grand Slam. Oggi, in effetti, il tennis americano ha ben altri problemi. Lo sa bene il gigante Opelka, la cui onestà è crudele: “Gli europei sono molto meglio degli americani.

Dedicano la loro vita allo sport, mentre per noi il tennis è la terza-quarta opzione dopo basket, football e baseball. I giovani americani prendono altre strade, mentre in Europa è il secondo sport più popolare dopo il calcio.

Da noi non è uno sport così importante, il che ha anche un lato positivo: non avvertiamo troppa pressione". È vero solo in parte: basti pensare alle asfissianti attenzioni di cui è già oggetto la 15enne Cori Gauff.

Lo stesso Donad Young non può dimenticare le frustrazioni del passato. Oggi ha 30 anni, quel che è stato è stato. “Per me è stato molto difficile perché avevo 15 anni quando sono stato travolto dal successo – dice l'attuale n.190 ATP – la cosa positiva è che ho mostrato un buon livello in anticipo, ma non vorrei rivivere quella situazione.

Nel tennis ci sono tanti alti e bassi e bisogna avere la capacità di vedere le cose positive anche nei momenti peggiori" È quello che sta cercando di fare Opelka: “I giovani pensano che lavorare duro e bene sia il lasciapassare per ottenere buoni risultati.

So che non è così, ma non ho mai dubitato di me. Il mio obiettivo è vincere uno Slam. Ho fatto un passo avanti a Wimbledon, passando per la prima volta due turni”. Giocare il World Team Tennis può essere un aiuto in questo senso? Può essere una tappa di passaggio verso grandi risultati? D'istinto, la risposta sarebbe negativa.

Se andiamo a vedere la storia del WTT, tuttavia, scopriamo che alcuni dei migliori giocatori di sempre vi hanno preso parte. Qualche nome? Connors, McEnroe, Borg, Sampras, Navratilova, Graf, Roddick, Sharapova e le sorelle Williams.

La presenza di tante stelle ha permesso di superare le 40 edizioni: negli Stati Uniti, soltanto le leghe professionistiche più importanti hanno raggiunto questo traguardo: NBA, NFL, MLB ed NHL. Secondo Billie Jean King, il segreto di così tanta longevità sta nella passione, nell'”amore” che ogni singolo tennista lascia sul campo.

Forse esagera, sicuramente cade nella retorica, ma se date un'occhiata alle immagini che ci vengono offerte da Youtube e Dailymotion, beh, forse non ha tutti i torti. La 44esima edizione è in pieno svolgimento: quest'anno ci sono otto squadre che si stanno sfidando in un unico girone all'italiana: le prime quattro si sfideranno il 2 e il 3 agosto nella Final Four in programma presso la Orleans Arena di Las Vegas.

Doveste soffrire d'insonnia in quei giorni, beh, un'occhiata al World Team Tennis potrebbe essere una buona idea. Fidatevi.