Addio Kooyong, la demolizione è servita. “Ma sopravviveremo”


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Addio Kooyong, la demolizione è servita. “Ma sopravviveremo”

Ancora oggi è considerato la “Casa Spirituale” del tennis australiano. L'impianto di Kooyong, nel cuore di Melbourne, è stato per anni la sede dell'Australian Open, almeno fino a quando non hanno costruito un impianto moderno, adatto alle esigenze di uno sport che stava evolvendo in fretta.

Dal 1988, il primo Slam stagionale si gioca a Melbourne Park e a Kooyong è rimasto un torneo di esibizione nei giorni immediatamente precedenti. In questi giorni, la storica arena a forma di ferro di cavallo è travolta dalle ruspe, con una dolorosa demolizione che però dovrebbe riportarla alle origini.

Sono stati rimossi gli anelli superiori ma il progetto è ben chiaro: a differenza di altri grandi impianti australiani, il progetto di riqualificazione terrà conto della storia. I lavori costeranno 18 milioni di dollari e fanno parte di un processo di rinnovamento del Kooyong Lawn Tennis Club.

Costruito nel 1926 e aggiornato nel 1934, ha ospitato 28 edizioni dell'Australian Open, senza dimenticare tanti incontri di Coppa Davis. Adesso cosa succederà? Per offrire più parcheggi, hanno ottenuto l'autorizzazione a demolire i lati ovest e sud del campo centrale, aggiunti negli anni 50 per accogliere le immense folle che seguivano le finali di Coppa Davis contro gli Stati Uniti.

La tradizione è andata avanti fino agli anni 80, con le storiche vittorie dei “canguri” contro la corazzata svedese nel 1983 e nel 1986. La demolizione dovrebbe essere completata entro metà agosto e rimarranno solo i quattro anelli superiori della zona nord, aggiunti nel 1934.

I romantici non resteranno delusi: il Kooyong Classic, l'esibizione pre Australian Open, continuerà a giocarsi regolarmente su un campo in plexicushion (la superficie che nel 2008 ha sostituito il Rebound Ace).

La scelta di ridimensionare l'impianto è stata obbligata: per ragioni strutturali non c'è possibilità di espansione: il club (che ha 93 anni di storia) è delimitato da una ferrovia e una strada di scorrimento.

Demolire l'impianto sarebbe stato conveniente sul piano economico, ma i dirigenti ne hanno riconosciuto il valore storico. Kooyong è stato sede fissa dell'Australian Open dal 1972 al 1987, mentre prima si alternava con il White City di Sydney, il Milton di Brisbane e il Memorial Drive di Adelaide.

Hanno tutti cessato di essere impianti importanti, anche se il Memorial Drive è stato recentemente ristrutturato e ospiterà un torneo ATP-WTA dal 2020. Al contrario, White City è in piena rovina. Anche per questo, la sopravvivenza di Kooyong era importante.

Curiosamente, non ha ospitato nessuno dei due Australian Open che garantirono il Grande Slam a Rod Laver: nel 1962 “Rocket” iniziò la sua campagna al White City di Sydney, mentre nel 1969 al Milton di Brisbane.

L'unica cavalcata Slam iniziata a Kooyong è stata quella di “Little Mo” Maureen Connolly, mentre Margaret Court e Steffi Graf iniziarono altrove. Va detto che il centrale di Kooyong, quando era in erba, non era perfettamente piatto, il che rendeva complicato capire se il proprio servizio fosse dentro o fuori, soprattutto per i giocatori più bassi.

Fascino di un tennis che fu. Nei suoi anni d'oro ha ospitato sette finali di Davis tra il 1946 e il 1986, due finali di Fed Cup (1965 e 1978) e le ATP Finals nel 1974. Nelle finali di Davis, l'Australia ha sempre vinto tranne che nel 1946, quando si imposero gli Stati Uniti.

Le vittorie più suggestive sono state quelle contro la Svezia di Edberg e Wilander. Nel 1986 faceva parte del team un giovane Pat Cash, che l'anno dopo avrebbe perso in cinque set contro lo stesso Edberg. Era la finale dell'Australian Open, ultimo match ufficiale mai giocato a Kooyong.

Da quando il torneo si è spostato a Melbourne Park, gli australiani non hanno più vinto il torneo di casa, almeno in singolare. Gli ultimi successi indigeni risalgono al 1976 (Mark Edmonson) e al 1978 (Chris O'Neil).

Peter Carew, presidente del Kooyong Lawn Tennis Club, ha detto che il club ha dovuto faticare parecchio per ottenere l'ok del consiglio alla parziale demolizione dell'impianto. A suo dire, non aveva senso mantenere una capienza di 8.500 spettatori per il Kooyong Classic, per non parlare dell'affluenza negli anni d'oro.

“Mantenere uno stadio così grande per 3-4 giorni all'anno non avrebbe avuto senso” ha detto. Terminata la demolizione, ci sarà un ampliamento della club house e la sostituzione dei seggiolini più scomodi.

Sarà inoltre realizzata un'area che permetterà di avere una visuale sia sui campi in erba che sullo stadio centrale. “Vorrei sottolineare che la demolizione è rispettosa dell'ambiente: tutto il calcestruzzo sarà riutilizzato”.

Come detto, il Kooyong Classic dovrebbe sopravvivere nonostante l'ingombrante nascita dell'ATP Cup, che monopolizzerà l'interesse del pubblico nei primi giorni di gennaio. “Stiamo già lavorando con le TV e gli sponsor per organizzarlo – ha detto Carew – nel 2019 non abbiamo avuto il title sponsor, mentre adesso stiamo lavorando per trovarne uno.

Credo che il nostro evento diventerà sempre più popolare”. Frasi improntate all'ottimismo, anche se c'è un po' di amarezza per il presunto disinteresse di Tennis Australia. “Non hanno una visione” ha tagliato corto Carew.

D'altra parte, l'organo di governo del tennis australiano è concentrato in ben altre faccende di business, dal ricchissimo Australian Open alla nuova ATP Cup. Al di là di questo, gli australiani hanno mostrato un profondo rispetto per la loro storia, tenendo vivo un impianto che ha ospitato concerti indimenticabili: Elton John, Black Sabbath, Led Zeppelin, Rolling Stones, Bob Dylan e David Bowie.

I tempi cambiano e la realtà di evolve, ma il rispetto per il passato non deve mai mancare. Su questo, gli australiani hanno parecchio da insegnare.