L'altra sentenza di Wimbledon: Italia batte Germania (anche) in TV


by   |  LETTURE 2665
L'altra sentenza di Wimbledon: Italia batte Germania (anche) in TV

Il risultato è stato talmente positivo da giustificare un comunicato stampa di Sky. La battaglia tra Novak Djokovic e Roger Federer ha fatto registrare il record storico di ascolti per una finale di Wimbledon. Tra le 15 e le 20, hanno seguito il tennis ben 760.685 spettatori, con uno share del 6,16%.

Dato fantastico: su 100 televisioni accese nel pomeriggio di domenica, più di 6 erano sintonizzate sul tennis. Considerando che Sky è presente all'incirca in una casa su cinque, la percentuale di spettatori tra gli abbonati era altissima.

Ma non finisce qui: gli spettatori unici (coloro che hanno messo Sky Sport Uno per almeno un minuto) sono stati 2.323.943. Naturalmente, l'audience si è alzata nei momenti clou: il quinto set (durato quasi due ore) ha raccolto 965.075 spettatori medi, poi il tie-break decisivo ha permesso di superare la soglia del milione: tra le 19.59 e le 20.08, ben 1.126.627 persone hanno seguito le fasi finali.

Come è noto, Wimbledon è trasmesso dalla pay-tv sin dalla sua nascita, nel 1992. Prima Tele+, poi Stream, infine (dal 2004) Sky. Non era mai capitato che la finale del singolare maschile facesse registrare ascolti così importanti.

Il match più seguito era stata la finale del 2015, con gli stessi protagonisti: allora si radunarono davanti alla TV 464.612 spettatori. Tale cifra era stata avvicinata soltanto nel 2017 (Federer-Cilic), con 451.021 spettatori.

Per il resto, dati decisamente inferiori e per nulla paragonabili a quelli di domenica. Per intenderci, Djokovic-Anderson (finale dello scorso anno) aveva attirato 352.000 persone con uno share del 2,6%. Altri numeri ma, in effetti, ben altro fascino. Federer e Djokovic hanno dato vita a una finale straordinaria per qualità, intensità ed emozioni.

E la portata storica dell'evento era molto elevata. Più in generale, gli ascolti sono stati favoriti dalle scarse alternative. Molti ricorderanno che lo scorso anno ci fu una parziale contemporaneità con la finale dei Mondiali di Calcio.

Al di là di questo, l'interesse per il tennis ha raggiunto picchi davvero elevati, in parte grazie ai buoni risultati dei tennisti italiani, in parte per la qualità e le imprese dei Big Three. Ma se in Italia la situazione è decisamente rosea, non si può dire lo stesso per l'ex paese principale del tennis europeo: la Germania.

Le pessime prestazioni dei giocatori tedeschi (Zverev e Kerber su tutti) hanno messo in ginocchio gli ascolti di Sky Deutschland. Prima delle fasi finali, il match con più pubblico era stato il primo turno tra Novak Djokovic e Philipp Kohlschreiber, con appena 78.000 persone davanti alla TV.

Nel Paese si è aperto un dibattito sul perché il tennis non sia più uno sport di successo. La prima ragione è storica: oggi la Germania deve scontare la pesante eredità di personaggi come Boris Becker e Steffi Graf (e, in misura minore, Michael Stich).

Nel 1986, circa 15 milioni di tedeschi seguirono la vittoria di Becker contro Ivan Lendl. Un paio d'anni dopo, una decina di milioni di persone esultarono per il trionfo della Graf contro Martina Navratilova. Secondo Thomas Fuhrmann, responsabile sport di ZDF (uno dei due potenti canali pubblici), il tennis non è più uno sport di massa perché i tedeschi non vincono a sufficienza.

E pensare che Angelique Kerber ha vinto tre Slam, compreso Wimbledon 2018. Tuttavia, non è un personaggio in grado di “bucare” lo schermo. Lo scorso anno, ZDF ha tentato un esperimento: acquistare in extremis i diritti della finale Kerber-Williams.

Hanno raccolto un'audience di 2,28 milioni. L'unico torneo che va in onda regolarmente sulla ZDF è l'ATP di Halle, con una semifinale e la finale. Il decimo successo di Federer ha raccolto poco più di un milione di telespettatori.

L'altra emittente pubblica, ARD, ha quasi totalmente abbandonato il tennis. L'ultimo esperimento risale al 2016, quando trasmise le partite della Kerber alle WTA Finals di Singapore. Non arrivarono al milione di contatti, non solo per la scomodità degli orari (si giocava di mattino, al massimo a ora di pranzo).

Pur ritenendo il tennis uno sport molto affascinante, Axel Balkausky (capo dello sport di ARD), ritiene che sia impossibile dedicargli uno spazio importante. “Non conoscere l'esatta durata di una partita sarà sempre un problema per una TV generalista”.

In Germania, tuttavia, ci sono anche parecchie emittenti private che – in vari momenti – hanno provato a scommettere sul tennis. Tra queste c'è Sat 1, che negli anni 90 ha trasmesso gli anni d'oro della Grand Slam Cup.

“Di recente abbiamo preso per quattro anni i diritti della WTA e della Fed Cup, con l'obiettivo di riattivare uno sport di nicchia, che però non è di nicchia” ha detto l'amministratore delegato Zeljko Karajica.

I risultati sono stati disastrosi: quando la Germania ha raggiunto la finale di Fed Cup, non hanno superato il 6% di share. “Non me lo spiego: con Kerber, Petkovic e Lisicki c'erano tutti gli ingredienti per avere buoni ascolti.

Probabilmente l'ombra di Becker e Graf era troppo grande. Per questo, abbiamo lasciato perdere”. Nonostante tutto, continua a esserci abbastanza tennis in chiaro. Tra dei quattro Slam sono trasmessi da Eurosport, che in Germania è totalmente free.

Inoltre, ha una trasmissione personalizzata: trasmette i match dei giocatori tedeschi e vanta lo stesso Becker nel team di commentatori. Tuttavia, viene seguito principalmente dagli appassionati: la finale dell'Australian Open è stata seguita da 410.000 persone.

Cifra interessante per un canale monotematico, insufficiente per i network generalisti. È la dura verità di un Paese che non riesce ancora a scrollarsi la memoria di un passato ingombrante. Noi non ce l'abbiamo: paradossalmente, può essere un vantaggio.