Presidenza ITF, inizia la battaglia: “Le regole sono scorrette!”


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Presidenza ITF, inizia la battaglia: “Le regole sono scorrette!”

Il tennis sta cambiando. Secondo alcuni, sta cambiando troppo. È di pochi giorni fa la notizia che anche la Fed Cup assumerà un format simile a quello della Coppa Davis. Si tratta dell'ultima modifica apportata dal Consiglio d'Amministrazione presieduto da Dave Haggerty, manager americano salito alla presidenza quattro anni fa.

Dopo i 16 anni di immobilismo di Francesco Ricci Bitti, il nuovo presidente si è fatto prendere dalla foga e sta sfidando le tradizioni. Naturalmente, il suo obiettivo è rimanere in sella. L'Annual General Meeting di Lisbona (in programma a fine settembre) rinnoverà le carche elettive per i prossimi quattro anni, ma a qualche mese dal voto stanno già impazzando le polemiche.

Per rimanere in sella, dovrà battere (anche) la concorrenza dell'irlandese Dave Miley, il quale ha denunciato – con forza – il nuovo codice etico dell'ITF che gli impedirebbe di fare campagna elettorale ad armi pari.

In sintesi, violerebbe il sacro principio della par condicio. Presentando il suo manifesto elettorale, Miley ha tuonato: “Il nuovo codice di condotta mi impedisce di fare quanto fatto quattro anni fa da Haggerty. In sintesi, ha potuto distribuire con grande anticipo il suo programma e ha presenziato a tutti i meeting regionali.

Al contrario, mi è stato impedito di andare all'AGM europeo e a quello sudamericano. Ci hanno provato anche con quello africano, ma ci sono andato comunque. Inutile dire che Haggerty era presente a ogni incontro”.

In verità, Miley aveva sollevato il problema già lo scorso marzo, durante il torneo di Miami. A suo dire, le nuove norme ITF sono troppo favorevoli per il presidente in carica e metterebbero in ginocchio qualsiasi candidatura alternativa.

All'epoca, non essendo ufficiali le candidature, Haggerty evitò di rispondere pubblicamente. Stavolta non ha potuto esimersi. “Sono a conoscenza delle accuse rivolte da un candidato alla presidenza ITF – ha detto al Telegraph – io ho aderito alle linee guida elettorali dell'ITF in ogni momento, non ho diffuso in anticipo il mio manifesto elettorale e ho svolto le mie funzioni di presidente.

Continuerò a seguire l'etica e le linee guida elettorali, anche per non fare commenti negativi sugli altri candidati”. A competere per la poltrona saranno in quattro: oltre ad Haggerty e Miley, ci sono altre due candidati: l'indiano Anil Khanna e il ceco Ivo Kaderka, i quali hanno scelto di non commentare gli ultimi accadimenti.

Tra le varie accuse lanciate da Milley, ce n'è una formale: per pubblicare il suo manifesto elettorale, si è rivolto alla società di comunicazione "John Tibbs Associated" (JTA). Il codice ITF prevede che i candidati non possano ricevere alcun supporto o servizio dall'ITF o dal suo staff, compresi i consulenti esterni.

JTA aveva lavorato per l'ITF fino al 31 maggio, poi è stata fatta fuori da una gara per effettuare ulteriori lavori. E allora si sono riciclati nella campagna di rielezione personale di Haggerty, il cui manifesto (in otto punti) è stato pubblicato il 10 giugno.

Ad accendere le polemiche è stato Miley durante un incontro con i giornalisti in un bar di Wimbledon Village, in cui ha svelato il suo ambizioso programma. Poliglotta (parla benissimo francese e spagnolo), ha detto che la sua candidatura parte da Tennis Ireland e vanta il sostegno del Comitato Olimpico Irlandese e del Ministro dello Sport del suo Paese.

“Vengo da una piccola nazione ma vivo a Londra e ho il privilegio di essere un membro dell'All England Club” ha detto Miley, i cui obiettivi economici sono molto ambiziosi. Il suo obiettivo è portare a circa 40 miliardi di euro il mercato globale del tennis.

“Se diamo un'occhiata agli altri sport più importanti, ci accorgiamo che stanno crescendo rapidamente. Al contrario, il tennis rimane relativamente statico. Non è accettabile per un grande sport come il nostro”.

A rendere affascinante la missione di Miley (che ha lavorato tanti anni nelle commissioni ITF), il fatto che stia autofinanziando la sua campagna elettoriale. Il denaro proviene da un circuito di palestre che aveva realizzato e poi venduto negli anni 90, poi investito in alcune proprietà nei pressi di Londra.

“In Irlanda, alcuni ex giocatori si sono offerti di darmi una mano, ma io ho rifiutato. Dopo Wimbledon, viaggerò in 45 Paesi”. Suo nonno ha giocato a Wimbledon ed è stato il primo capitano della squadra irlandese di Coppa Davis, nel 1923.

Sarà proprio la Coppa Davis uno dei principali argomenti di scontro. Sin dallo scorso anno, quando ha ufficializzato l'intenzione di candidarsi, Miley ha espresso una posizione critica verso la riforma. Sono affermazioni da campagna elettorale, vedremo quali saranno i gesti concreti quando la “battaglia” entrerà nel vivo.

Parlando in astratto, ha menzionato un “Campionato Mondiale” di tennis che dovrebbe svolgersi ogni due anni. Va detto che non si partecipa per la gloria: nel 2017 (ultimo dato disponibile), lo stipendio dichiarato del presidente ITF è stato di 642.000 sterline, l'equivalente di 569.000 euro.