Disastro Tomic: rischia il prize money e un'infermiera lo accusa di...


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Disastro Tomic: rischia il prize money e un'infermiera lo accusa di...

Tristezza. Grande e profonda tristezza. Nell'occhio del ciclone (e dei critici più feroci) c'è finito Nick Kyrgios, ma Bernard Tomic non vuole essere da meno. Menefreghismo allo stato puro, totale mancanza di rispetto per uno sport che – per sua stessa ammissione – gli consente un tenore di vita esagerato, quasi immorale.

Wimbledon, per Tomic, è durato 58 minuti. Il tempo di perdere 6-2 6-1 6-4 contro Jo Wilfried Tsonga, salvo presentarsi nell'ufficio del prize money per intascare un bell'assegno di 45.000 sterline. O forse no. Già, perché il suo atteggiamento potrebbe costargli una multa.

E allora, la gita a Londra potrebbe anche non essergli pagata. Perché di gita si è trattato. Il rapporto di Tomic con Wimbledonè un'altalena di situazioni. Nel 2009, ancora ragazzino, fece scandalo perché si rifiutò di allenarsi con Lleyton Hewitt (uno che ha vinto il torneo...), facendogli sapere – tramite il suo agente – che non era “sufficientemente bravo”.

Poi c'è stata la tregua: nel 2011 ha raggiunto i quarti, più giovane a riuscirci dai tempi di Boris Becker. Ancora oggi, rimane la sua miglior performance in uno Slam. “Bernie” non adotta il serve and volley, ma il suo tennis ben si addice all'erba.

E non c'è da stupirsi di altri due piazzamenti negli ottavi (2013 e 2016). Poi, però, l'indole da ragazzo pigro e ribelle è venuta fuori. Da qualche anno, l'australiano è un tennista part time che “conta i soldi”, come ebbe a dire quando perse da Lorenzo Sonego nelle qualificazioni dell'Australian Open.

Il suo rapporto con Wimbledon si è incrinato nuovamente due anni fa, quando ammise di aver simulato infortuni e di aver provato “noia” durante la sconfitta contro Mischa Zverev. 15.000 dollari di multa e bye bye Head: il suo ex fornitore di racchette chiuse unilateralmente il contratto.

Notizie buone soprattutto per i tabloid. Stavolta, invece, è entrato nella storia del torneo, dando lavoro anche agli statistici. Il match contro Tsonga è il più breve del torneo da 15 anni, quando Roger Federer impiegò 54 minuti per battere Alejandro Falla.

Durante il match, il pubblico era sconcertato nel vedere il suo atteggiamento. Apparentemente senza infortuni, correva a malapena. Se la palla non arrivava in un raggio di due metri, non provava neanche a rincorrerla. La vicenda non è sfuggita alla vetrina dei social network, in cui la prestazione di Tomic è stata definita “spaventosa” e “imbarazzante”.

A commentare l'incontro per la BBC c'era John Lloyd, ex n.1 britannico (ma ricordato soprattutto per essere stato uno dei mariti di Chris Evert). Senza mezze misure, ha detto che nel parco sotto casa avrebbe assistito a un match con un maggiore spirito competitivo.

“Ho giocato piuttosto male – ha chiosato Tomic – vabbè, ho giocato un match terribile”. Ma quando gli hanno chiesto se si fosse impegnato al massimo, ha alzato gli occhi e ha detto: “Prossima domanda, per favore”.

“Ho fatto del mio meglio, semplicemente ho giocato male. Lui ha tirato 24 ace o qualcosa del genere..”. . In realtà sono stati 21, ma poco importa. O meglio, importa che Tomic avrebbe potuto evitarne almeno la metà.

“La scorsa settimana avevo giocato bene, mentre stavolta mi è toccato un brutto primo turno – dice il ribelle di Gold Coast – sapevo che, se non mi fossi sentito bene, avrei perso rapidamente. Abbiamo giocato un match rapido, non ci sono stati tanti scambi”.

Numero 96 ATP, lo scorso anno giunse al secondo turno. Significa che uscirà dai top-100. Il problema è che a lui non interessa, anche se ha detto che proverà a conquistarsi un posto in tabellone allo Us Open giocando tanti tornei negli Stati Uniti: partirà da Newport, per poi spostarsi sul cemento di Atlanta e Washington.

Nel frattempo, gli organizzatori hanno aperto un'indagine per capire se ha davvero prodotto il massimo sforzo per vincere. Qualora accertassero un comportamento irregolare, potrebbero evitare di bonificargli il prize money.

Non è un momento semplice per Tomic, anche fuori dal campo. Per carità: se andate sulla sua pagina Wikipedia, alla voce “controversies”, troverete un elenco piuttosto lungo. Ma quanto emerso la scorsa settimana è emblematico.

Un'infermiera australiana, Tahlia Green, ha reso nota la corrispondenza privata con Tomic. Intendiamoci: si tratta di un gesto molto grave, fatto probabilmente per ottenere visibilità. Secondo la Green, il comportamento di Tomic è stato “degradante” e “sessista”. Dopo averla contattata su Facebook, pur di ottenere un appuntamento con lei, le avrebbe scritto di tutto, vantandosi del suo status di persona ricca e famosa.

“Veramente non avevo idea di chi fosse – ha detto la Green, due anni più grande di lui – ridevo con una mia amica del messaggio che avevo ricevuto, pensavo che fosse un account falso, poi però mi ha scritto di cercarlo su Google”.

I primi contatti risalgono addirittura allo scorso ottobre. Le scrisse di averla trovata attraente, poi iniziò a mandare una serie di messaggi osceni. Dopo aver iniziato a conversare a seguito di una videochiamata, Tomic ha detto che avrebbe preso un intero club per la loro eventuale uscita, e che le avrebbe messo a disposizione la sua casa di Gold Coast, del valore di 10 milioni.

A un certo punto si è fatto prendere la mano, dicendo che l'avrebbe “rinchiusa” in modo da essere sicuro che non si sarebbe vista con altri uomini, e che l'avrebbe messa incinta. Le ha anche chiesto di accompagnarlo in giro per il tour ATP, ma al rifiuto della donna ha continuato a inviargli filmati delle sue case e delle sue auto sportive.

In questa vicenda, la donna fa una pessima figura e potrebbe anche correre dei rischi per aver violato la segretezza della corrispondenza. Sul punto, Tomic è certamente parte lesa. Quanto al merito dei messaggi, pare evidente che il tennis non sia al centro dei suoi pensieri.

Ed è un peccato, al di là di tutto. Chissà cosa penseranno i grandi del tennis australiano, da Rod Laver a Ken Rosewall, nel vedere il loro Paese rappresentato da Kyrgios e Tomic dopo aver lasciato in eredità una straordinaria etica del lavoro. I tempi cambiano. Purtroppo, non sempre in meglio.