Sascha Bajin urla il suo dolore: “Mi manca tutto di Naomi Osaka”


by   |  LETTURE 7259
Sascha Bajin urla il suo dolore: “Mi manca tutto di Naomi Osaka”

La storia del tennis non ricorda una separazione così strana. L'addio tra Naomi Osaka e Sascha Bajin, avvenuto dopo il trionfo all'Australian Open, rimane un grande mistero. Non era mai accaduto che un allenatore fosse silurato dopo aver condotto la sua giocatrice a vincere due Slam, uno dopo l'altro.

Se ne sono dette molte, ne hanno sussurrate ancora di più, ma la verità la conoscono solo i diretti interessati. Le memorie di Bajin non aiutano a scoprirla, ma vale la pena leggere i pensieri di chi l'aveva presa dopo un periodo molto difficile (il fallimentare anno con David Taylor) e l'ha guidata a vincere Indian Wells, Us Open e Australian Open, oltre a condurla al numero 1 WTA ed essere incoronato “Coach of the Year” per la WTA.

Incredibilmente, è stato scaricato lo scorso febbraio. L'inattività è durata poche settimane: oggi sta provando a rilanciare Kristina Mladenovic. Ma oltre a seguire la francese, sta lavorando a un libro che potrebbe essere un best seller: “Strengthen Your Mind: 50 Habits for Mental Change” (rafforza la tua mente: 50 abitudini per un cambiamento mentale).

Bajin ha seguito per anni Serena Williams nelle vesti di sparring partner, poi ha lavorato con Caroline Wozniacki prima di fare bingo con la Osaka: inevitabile che nel libro ci sia spazio anche per lei. E sorprende l'affermazione in cui auspica che le loro strade possano incrociarsi di nuovo.

“La separazione fa ancora male, ma non ho nessun tipo di rancore nei confronti di Naomi per aver chiuso la nostra partnership. Ero al suo fianco per aiutarla a raggiungere i suoi sogni, e la scelta se andare avanti è sempre spettata a lei.

Potrei anche pensare di tornare a lavorare con Naomi, se lei volesse. Mi piace pensare che non sia finita e che ci si possa ritrovare nel nostro percorso. Ci sono stati casi di allenatori e giocatori che si sono divisi e poi ritrovati, quindi non sarebbe la prima volta.

Non sarebbe così insolito. Stiamo percorrendo strade diverse, ma chissà cosa succederà in futuro?”. Nel libro, Bajin menziona gli sforzi e i tanti fattori nascosti che contribuiscono a creare un grande tennista, e ammette di essersi sentito “distrutto” quando il manager della Osaka gli ha comunicato l'addio.

Il tecnico tedesco (di origine serba) sostiene di aver messo “amore ed emozioni” nell'anno trascorso insieme, e si dice orgoglioso di quello che hanno realizzato. “Non conosco lavori che abbiano meno certezze rispetto al coach di un tennista di alto livello, perché il giocatore può decidere in qualsiasi momento di chiudere la collaborazione.

Questa consapevolezza, tuttavia, non mi aveva preparato alla devastante telefonata del suo manager”. In quello stesso giorno, Bajin e Osaka si sono incontrati per due volte, sia prima che dopo la telefonata. Bajin racconta quei momenti con grande amarezza.

“Quel giorno ci eravamo già visti con il resto del team, e quando ci eravamo salutati ero convinto che saremmo andati avanti, che mi volesse ancora al suo fianco”. Bajin riteneva che la partnership potesse durare a lungo.

“Pensavo che si potesse andare avanti per anni, di sicuro era la mia intenzione. Avrei lavorato volentieri con lei per altri cinque anni e poi avrei smesso di fare il coach itinerante, perché probabilmente in questo periodo avrei ottenuto tutto quello che avevo desiderato nello sport”.

C'è tanta amarezza nelle sue parole: Bajin sostiene che avrebbe fatto qualsiasi tipo di sacrificio per starle accanto. “Lei ne era pienamente consapevole, infatti posso dormire tranquillo perché non avrei potuto fare niente di più, o di meglio, per lei”.

Nei giorni dopo la separazione, il pubblico e la vetrina globale dei social media si sono scatenati nell'ipotizzare le ragioni della separazione, fornendo le versioni più disparate. Bajin si dice “sconvolto” di quello che ha letto.

“In un anno sono successe molte cose nella vita di Naomi, sia dentro che fuori dal campo, quindi ha dovuto accettarle ed elaborarle. Io credo che le cose avvengano sempre per una ragione. Sui social media ho letto alcune teorie oltraggiose da parte di sconosciuti, ma che sostenevano di avere informazioni di prima mano.

A un certo punto ho pensato: 'Oh, suvvia!' e stavo per replicare, ma ma poi ho lasciato perdere perché avrei ulteriormente ingigantito la storia. Qualcuno ha sostenuto che ci fossimo separati per soldi: non c'è nulla di vero, io e lei non abbiamo mai parlato di denaro”.

I toni e i contenuti delle sue parole, anche se non spiegano le ragioni della scelta della Osaka, fanno capire quanto ci abbia sofferto. “Quando lavori a stretto contatto con qualcuno e poi termina così bruscamente, è dura.

Sono stato con lei quasi ogni giorno: nel 2018 ci siamo separati soltanto per tredici giorni ed è stato molto intenso. È normale che mi manchi lavorare con lei e girare il mondo insieme”. Bajin cade quasi nella retorica quando racconta ciò che ha perso: “Mi manca la sua personalità silenziosa, il suo sorriso timido che colpisce, il suo sarcasmo.

E mi manca guidare da casa mia fino all'Accademia di Chris Evert e Boca Raton, laddove ci siamo allenati. Ma più di ogni altra cosa, mi manca parlare con lei. Sono davvero legato a lei e penso che sia una ragazza molto dolce”.

Il libro uscirà in Giappone, nella lingua del Sol Levante, il prossimo 11 luglio. La mossa è strategica perché la Osaka vanta una popolarità impressionante nel suo paese. Sembra quasi che Bajin lo abbia scelto come “indennizzo” per lo sgarbo subito.

Oltre alla Osaka, ha condiviso gli aspetti imparati lavorando a fianco di Serena Williams, Victoria Azarenka, Sloane Stephens e Caroline Wozniacki. Tramite i suoi 50 consigli, promette al lettore che sarà in grado di ottenere “la migliore visione possibile di se stesso”.