Il Roland Garros vuole più soldi: a rischio la partnership con France TV


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Il Roland Garros vuole più soldi: a rischio la partnership con France TV

Gli incassi derivanti dai diritti TV sono una voce sempre più importante, ormai decisiva, per qualsiasi evento sportivo. In certi casi, come nel calcio italiano, sono addirittura decisivi. Anche il tennis non sfugge alla logica: non c'è da stupirsi, dunque, delle notizie provenienti dalla Francia.

Il Roland Garros è appena terminato e ha fatto registrare ascolti interessanti sulla TV pubblica: un milione e mezzo di francesi, in media, hanno seguito il torneo su France TV. Ed erano quasi quattro milioni nelle fasi cruciali di Paire-Nishikori, match più seguito del torneo.

È difficile immaginare lo Slam francese senza France TV: eppure, dal 2021, potrebbe andare proprio così. L'ultimo rinnovo risale al 2013 e fu “doloroso”: per la prima volta, France TV ha rinunciato alla fascia mattutina (dalle 11 alle 15, compreso lo storico magazine che dava il via alla giornata), lasciandola alla sola Eurosport.

In qualche modo, tuttavia, la partnership è andata avanti. Ma adesso la FFT vuole di più: con l'obiettivo di massimizzare le entrate, ha lanciato una nuova gara d'appalto per i diritti audiovisivi del Roland Garros.

L'evento è trasmesso dalla TV pubblica da oltre 30 anni, ma i tempi sono cambiati e oggi c'è una concorrenza spietata. “Abbiamo avuto molti segnali di interesse” ha affermato il presidente FFT Bernard Giudicelli.

In questo momento, la federazione incassa 20 milioni di euro annui: cifra quasi ridicola rispetto a quella di Wimbledon: BBC, infatti, ne versa circa 80 nelle casse dell'All England Club. “In virtù di questo, possiamo sperare in una valutazione migliore” dice Emile Montane, responsabile dei media per conto della FFT.

Il bando (che, è opportuno segnalarlo, riguarda i soli diritti di trasmissione per la Francia) vale per le edizioni dal 2021 al 2023. Saranno anni importanti, i primi con il varo della sessione serale sul Campo Chatrier.

Il tennis in prime-time garantirà ascolti ancora migliori. Sono a disposizione tre lotti: i primi due riguardano solo alcune partite e le sessioni serali, mentre il terzo “abbraccia” tutti gli incontri. Secondo la FFT, diverse emittenti potrebbero essere interessate.

Si parla dei canali in chiaro TF1 o M6, ma anche di Eurosport, che in Francia ha effettuato un importante investimento sul tennis (da quest'anno trasmette il top del circuito ATP). Neanche il tennis, tuttavia, sfugge alla digitalizzazione globale: potrebbe esserci un concreto interesse dei “Big Four” delle multinazionali, ormai note come “GAFA” (Google, Amazon, Facebook e Apple).

Amazon, in particolare, è molto attiva nel mondo del tennis. È di pochi giorni fa la notizia che si è aggiudicata anche i diritti del circuito WTA in Gran Bretagna, aggiungendoli a quelli del circuito ATP e dello Us Open.

Se la FFT si frega le mani pensando alla possibile asta, c'è un pizzico di preoccupazione a France TV. Una televisione pubblica deve rispondere a logiche diverse rispetto ai privati: sarà dura mantenere lo status quo.

Il torneo appena terminato è andato bene, con oltre 32 milioni di telespettatori a seguirne almeno un minuto (con un aumento di 500.000 unità rispetto al 2018) “Non dobbiamo certamente finanziare il servizio pubblico riducendo i nostri guadagni” è il ragionamento, cinico ma logico, di Giudicelli.

Tra l'altro, gli accordi attuali prevedono che tutti i match a partire dai quarti vengano trasmessi in chiaro, mentre la legge francese impone il “chiaro” per la sola finale. “Al momento di decidere, cercheremo di trovare il giusto bilanciamento tra i guadagni e una corretta esposizione del tennis” ha concluso Giudicelli.

Il bando prevede anche la cessione dei diritti radiofonici: una sola radio potrà fregiarsi del titolo di “radio ufficiale” del Roland Garros. I vincitori, tuttavia, avranno la possibilità di subcedere i diritti.

“Il nostro obiettivo è darci tutte le possibilità, anche economiche, per migliorare il torneo” ha concluso la Montane. In effetti, gli introiti attuali sono troppo bassi se paragonati agli altri Major.

Detto di Wimbledon, che ha rinnovato con BBC fino al 2024 e difficilmente rinuncerà a una partnership che va avanti dal 1938, le cose sono cambiate anche negli altri Slam. Come è noto, allo Us Open è subentrata ESPN al posto di CBS (che nel 1984 impose il folle Super Saturday, con le semifinali maschili intervallate dalla finale femminile).

L'accordo è entrato in vigore nel 2015 e ha una durata di undici edizioni, fino al 2025 compreso. ESPN paga circa 70 milioni all'anno per trasmettere Flushing Meadows e i tornei della Us Open Series. Anche in Australia c'è stato un cambio di partnership: l'edizione 2019 è stata la prima ad essere tramessa da Nine Network: dopo quarant'anni, Channel Seven ha rinunciato al tennis per investire soprattutto sul cricket.

L'accordo con Nine è valido per cinque edizioni (fino al 2023) e porta nelle casse della federazione un totale di 300 milioni di dollari australiani (60 all'anno). Insomma, a Parigi non vogliono essere da meno.

Ma la Francia è un paese particolare: non è da escludere che l'opinione pubblica abbia una certa influenza nel tenere vivo il legame tra Roland Garros e France TV. Magari l'host broadcaster cambierà, ma difficilmente la TV pubblica resterà senza Roland Garros.

Lo hanno fatto nel 2013, è possibile che succede anche stavolta. Certo, adattandosi ai tempi che cambiano. Di corsa. Il 19 luglio sapremo.